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Trapianti. Sarà italiana l’edizione 2014 della Giornata europea per la donazione di organi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Agosto 2014 06:46

Da Bruxelles a Roma: sarà l’Italia a fare gli onori di casa per la prossima Giornata europea per la donazione di organi che lo scorso anno si è tenuta in Belgio. Tante le iniziative in programma nella capitale per il prossimo 11 ottobre proposte dal ministero della Salute, dall’Istituto superiore di Sanità e dal Centro nazionale trapianti. Lo scopo è quello di sensibilizzare le persone sull’importanza della donazione e Roma sarà il palcoscenico di numerosi eventi.

Lo European organ donation day è nato nel 1996 ed è stato ospitato, a rotazione, dai paesi membri del Consiglio d’Europa. La decisione di scegliere l’Italia per l’edizione 2014 è stata presa dal team di esperti di trapianti del Consiglio d’Europa che ha espresso un voto unanime.

“Prima che sia tardi dichiara il tuo amore” è lo slogan scelto per la Giornata e la campagna promozionale parte oggi con il lancio del sito ufficiale della manifestazione, Eodd2014. Ma il messaggio è già arrivato da tempo sui social network: con l’hashtag #primachesiatardi su twitter e con una campagna non ufficiale partita già a maggio scorso sui social e sul sito primachesiatardi.  La Giornata è promossa dal ministero della Salute, dall’Istituto superiore di sanità e dal Centro nazionale trapianti e sarà anticipata da due giorni di riunioni tecniche del Comitato per i trapianti del Consiglio d’Europa presieduto da Alessandro Nanni Costa, direttore generale del Cnt.

 

 

da quotidianosanità.it

 
A scuola di diabete: "Dal conteggio dei carboidrati alla gestione ottimale della terapia" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Giugno 2014 05:45

Soggiorno educativo per diabetici 1 e i loro familiari

26-27-28 settembre 2014 Hotel San Martino **** Boario Terme BS

 

Il percorso educativo che proponiamo si prefigge di fornire alla persona con diabete ed ai suoi familiari le informazioni sull'alimentazione (carbocounting) correlate alla terapia insulinica aiutandoli, attraverso esercitazioni pratiche, in piccoli gruppi guidati da infermiere esperte, a passare dalla conoscenza alla capacità di gestione e a trovare la motivazione per variare il suo comportamento alimentare.

 

Temi del corso:

Diabete: obiettivi di cura

Alimentazione: i principi

Carboidrati: dove, quanti. Dal counting dei cho alla corretta gestione dell'insulina

Autocontrollo: consapevole e utile

Prevenzione delle complicanze

 

 
“Le terapie avanzate del diabete di tipo 1 PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Maggio 2014 04:40

Era il 4 dicembre 1989 quando presso l’Ospedale San Raffaele di Milano veniva eseguito il primo trapianto di isole pancreatiche in Italia e uno dei primi nel mondo. Il paziente era un cinquantunenne diabetico di tipo 1, già trapiantato di rene, con 31 anni di diabete alle spalle. Pochi mesi dopo, il 25 aprile 1990, veniva trapiantato quello che sarebbe stato il primo paziente al mondo a divenire insulino-indipendente, utilizzando le isole di un unico donatore. Da lì in poi, fino ai nostri giorni, vi sono stati più di 170 pazienti trapiantati: un’esperienza consolidata di 25 anni.
In occasione di queste nozze d’argento, si è tenuto il 17 maggio 2014 il convegno “Le terapie avanzate del diabete di tipo 1″ presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, organizzato grazie a Portale Diabete (la web community fondata da Daniela D’Onofrio che raccoglie migliaia di pazienti) e in collaborazione con l’Unità di Medicina Interna e dei Trapianti e con il Diabetes Research Institute del San Raffaele. È stata un’occasione di confronto e di comunicazione intensa tra pazienti ed esperti del settore, che ha permesso di fare un bilancio del passato, ma anche di gettare un ponte sul futuro ricco di nuove speranze, sia nel campo della terapia biologica che delle tecnologie.

da DRI San Raffaele

 

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Rivoluzione nella terapia del diabete 1 PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Maggio 2014 13:15

Più libertà, qualità di vita e migliore adesione alla terapia per tutti i pazienti, in particolare bambini, adolescenti e sportivi. Grazie al nuovo microinfusore-cerotto senza cateteri mylife™ OmniPod®, ora disponibile anche in Italia, l’assunzione di insulina per via subcutanea si fa discreta e “patient-friendly”. Un piccolo patch, comodamente indossabile sotto i vestiti, assicura un’erogazione continua dell’ormone, garantendo un controllo metabolico ottimale e riducendo la variabilità glicemica nell’arco della giornata

Stop a scomodi e antiestetici tubicini che intralciano l’attività lavorativa, il gioco o lo sport; finalmente il piacere di poter fare una doccia o una nuotata in piena libertà. Atteso con vivo interesse da clinici e pazienti, arriva anche in Italia il primo cerotto microinfusore di insulina (Patch Pump), senza cateteri: mylife™ OmniPod®. L’innovativo device nasce dall’idea di un padre, desideroso che il proprio figlio si sentisse meno vincolato dal diabete durante una corsa o una partita a calcio con gli amici. Compatto, piccolo (3,9 x 5,2 x 1,45 cm), leggero (solo 25 g), munito di un adesivo resistente e flessibile, il dispositivo è anche impermeabile e pertanto non richiede di essere scollegato, se immerso in acqua. Commercializzato dalla svizzera Ypsomed – operativa in Italia con una filiale di recente apertura – è già utilizzato da più di 65.000 pazienti nel mondo (di cui oltre 10.000 bambini e adolescenti) e da più di 13.000 in Europa. Con oltre 20 milioni di Pods prodotti finora, corrispondenti a 60 milioni di giorni di trattamento (Patient Treatment Days), mylife™ OmniPod® arriva in Italia nella sua seconda generazione e come sistema ampiamente usato, apprezzato e affidabile. Il microinfusore-cerotto sarà presentato ufficialmente alla comunità medica in occasione del XXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia (SID), a Bologna dal 28 al 31 maggio.

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Intervista a Manuela Bertaggia che sta sperimentando il pancreas artificiale PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Marzo 2014 18:19

Incontriamo una paziente "speciale", Manuela, che negli ultimi mesi sta vivendo una straordinaria esperienza, partecipando alla sperimentazione in corso a Padova sul Pancreas Artificiale.

Manuela Bertaggia è nata a Chioggia (Ve), vive a Rosolina ed è diventata diabetica nel 2001 all’età di 31 anni. Dopo un primo momento di sconcerto, durato circa un anno, ha deciso di prendere in mano la “situazione” e cominciare a combattere il suo diabete ad armi pari.

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Vivere con il diabete PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 11:00

Presentati ieri, 10 marzo, a Milano, nel corso di un'affollata conferenza stampa, i risultati di una ricerca quali-quantitativa su persone con diabete in Italia, Francia e Germania.
L’obiettivo di questa indagine, promossa da Abbott e realizzata da Doxa Pharma, è quello di valutare i bisogni insoddisfatti e gli aspetti chiave della gestione del diabete. La ricerca è stata condotta su un campione di 600 persone con diabete (Tipo 1 e Tipo 2 insulino trattati), con 200 partecipanti in ciascun paese.

All'incontro hanno partecipato come relatori il prof. Salvatore Caputo, Presidente Diabete Italia, il prof. Emanuele Bosi, Professore associato Dipartimento ”Endocrinologia e Diabetologia” Università Vita-Salute S. Raffaele – Milano e Egidio Archero, Presidente FAND (Associazione Italiana Diabetici).

Presenti anche Daniela D'Onofrio, direttore responsabile di Portale Diabete e rappresentante della community diabetica online che fa riferimento a Portale Diabete e Roberto Lambertini, blogger (Il mio diabete) e rappresentante della community diabetica online "Giovani diabetici all'isola felice dei dolcissimi".

In sintesi il punto di vista dei relatori.

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Controllo e libertà: vivere con il diabete PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 10:03

Vivere con il diabete

Controllo e libertà, le parole chiave per affrontare con serenità la malattia.

Una ricerca promossa da Abbott e condotta da Doxa Pharma analizza le sfide quotidiane affrontate dalle persone con diabete e l’impatto della malattia sul vissuto quotidiano, tra monitoraggio e autocontrollo, adesione alle terapie e desiderio di libertà.

 

  • Presentati oggi i dati di una ricerca (quali-quantitativa) condotta su un campione statisticamente rappresentativo di persone con diabete (Tipo 1 e Tipo 2 insulino trattati) in Italia, Francia e Germania[1]
  • Il diabete è vissuto come patologia molto limitante per il 50% delle persone con diabete e oltre la metà degli intervistati vorrebbe un sistema di monitoraggio della glicemia che non interferisca con la propria vita quotidiana. Si evidenzia una scarsa aderenza al monitoraggio nonostante la consapevolezza del rischio. Infatti, la maggioranza del campione sa che testarsi è importante, tuttavia il 71% lo fa al massimo 3 volte al giorno e nel contempo il 69% è preoccupato di incorrere in episodi di ipo e iperglicemia

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Diete. L'allarme dei diabetologi: "La disinformazione può uccidere" PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Febbraio 2014 04:40

Le Società Scientifiche e Professionali di Diabetologia e le Associazioni delle persone con diabete denunciano come, con sempre maggiore insistenza, vengano presentate al pubblico e alle persone con diabete sulla rete e sui giornali ‘soluzioni’ miracolistiche, in larga parte basate su diete drastiche (cibi crudi, diete alcaline, vegetariane o altro), con la promessa di ‘guarire’ in pochi giorni il diabete e di abbandonare le terapie farmacologiche, inclusa l’insulina. Chi propone queste diete ‘guarisci-diabete’ – e spesso si tratta di non medici – arriva anche ad accusare i diabetologi di trasmetter informazioni fasulle e di connivenza con l’industria del farmaco, allo scopo di mantenere un mercato e di perpetuare la malattia, a salvaguardia di interessi personali e commerciali.

“Sono iniziative che ci preoccupano – sostengono Diabete Italia, la Società italiana di diabetologia (Sid) e l’Associazione medici diabetologi (Amd) – e che perentoriamente segnaliamo alle autorità sanitarie competenti affinché siano consapevoli di quanto di ingannevole e potenzialmente pericoloso viene pubblicamente diffuso e affinché intervengano presso l’opinione pubblica per eliminare procedure senza fondamento scientifico”. La comunità scientifica nazionale e internazionale, l’Organizzazione mondiale della sanità e lo stesso Ministero della Salute da decenni sostengono a chiare lettere che la migliore prevenzione del diabete mellito è e rimane una sana igiene di vita (regolare attività fisica, dieta equilibrata e sana, moderato consumo di alcool e abolizione del fumo). Il fatto che la dieta sia un pilastro fondamentale del trattamento del diabete è un dato indiscutibile e irrinunciabile. Il problema nasce quando la terapia dietetica viene proposta come unica alternativa ai farmaci. Questo rischia infatti, denunciano gli esperti, di creare situazioni estremamente pericolose, soprattutto per le persone con diabete di tipo 1 che, senza insulina possono andare incontro a condizioni a rischio di vita.

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