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L'alleanza è la chiave, la collaborazione è la chiave. PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Ottobre 2017 07:53

Qui la mia piccola e umile testimonianza di quanto ho visto oggi nell’Aula Magna del Niguarda.
Un mondo, un mondo di persone tra pazienti professori ricercatori diabetologi addetti ai lavori amici tutti con lo stesso obbiettivo. Fare qualcosa nella strada verso la cura.
Ci sono coloro che sono in prima linea tutti i giorni da una parte e dall’altra della barricata. Alleati con un obbiettivo comune. Mi sono commosso. Ero talmente preso dalla quantità di notizie, interventi domande chiarimenti che non ho fatto neanche una foto. ( mi ero ripromesso di postare qualcosa su Portale)
Chiaramente ci ha già pensato come al solito Daniela.
Tutto è stato estremamente interessante e formativo si è parlato di trapianti, il trampolino di lancio verso una cura... di tecnologie per l’incapsulamento delle cellule per preservarle dai rigetti, di staminali pluripotenti modificate, del progetto Drive, è intervenuto Camillo Ricordi dal Miami. Si è parlato di scienza in primis, di scienza soprattutto, di cose vere fondate di quanto sia complicata questa malattia ma, allo stesso tempo di quanto lavoro, sforzi ed energie vengono profusi nel mondo per la ricerca di una cura: certa, sicura, per tutti.
Si è parlato di etica: è stato espresso un concetto molto forte sulla partecipazione dei pazienti alla diffusione delle notizie vere. Su come anche noi con la nostra voglia di far comprendere agli altri cosa sia questa malattia possiamo contribuire attivamente al lavoro instancabile della ricerca. Su come la sperimentazione sul modello animale (topi) sia l’unico modo per poi passare alla clinica sull’uomo.
Su come sia una enorme bufala che le case farmaceutiche blocchino o nascondano una cura che già c’è. Anzi su come avrebbero un enorme interesse a diffonderla qualora ci fosse.
Questo mondo fatto da persone che hanno parlato ad altre persone mi ha fatto salire la speranza alle stelle.
Perchè è certamente vero che ci vorrà tempo, ma è altrettanto vero questa partita la si gioca tutti insieme.
L’alleanza è la chiave, la collaborazione è la chiave. Facciamo in modo che tutti questi sforzi, questo investimento di denaro ed energie, il nostro enorme sacrificio quotidiano siano la spinta verso un futuro per la cura.
Vi ho amati tutti.


di Massimiliano Lotti

 

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La cura ci sarà. Non so se vicina o lontana. Ma ci sarà. PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Ottobre 2017 09:44

Quando mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 1, sei anni e mezzo fa, non conoscevo nulla di questa malattia.
Ricordo che quando lo dissi al telefono ad una delle mie migliori amiche, figlia di medico, lei si mise a piangere. Altri amici mi consigliavano cure miracolose, libri, dottori, mi chiamavano sovreccitati ogni volta che leggevano su un giornale un roboante (e falso) titolo sulla cura sempre più vicina. Volai fino a Miami nella speranza che ci fosse una cura per me.
Io ci credevo che di lì a poco sarei guarita da questa malattia che ti leva la libertà. 
La cura al diabete di tipo 1 non esiste. Al momento.

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Animas Corporation chiuderà le attività e uscirà dal mercato delle pompe per insulina PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Ottobre 2017 12:58

La Società opererà con Medtronic quale partner selezionato per aiutare a garantire che il passaggio non presenti problemi per i pazienti che utilizzano le pompe per insulina

CHESTERBROOK, Pennsylvania, 5 ottobre 2017 /PRNewswire/ -- Animas Corporation, una delle società di Johnson & Johnson Diabetes Care Companies, ha annunciato oggi l'intenzione di voler interrompere la produzione delle pompe per insulina Animas® Vibe® e OneTouch Ping®, chiudere le attività e uscire dal settore delle pompe per insulina.

Animas ha scelto Medtronic plc (NYSE: MDT), azienda leader mondiale nel settore del diabete, quale partner selezionato per realizzare una transizione senza problemi per pazienti, assistenti sanitari e personale medico. Ai pazienti che utilizzano una pompa per insulina Animas verrà data la possibilità di passare a una pompa Medtronic.

La sicurezza e la continuità delle cure hanno grande importanza e Animas continuerà a fornire assistenza ai clienti, formazione e supporto per le garanzie, comprese le le pompe che sono usate insieme alle pompe per insulina Animas® Vibe® e OneTouch Ping® nel periodo di transizione.

"Siamo consapevoli che i pazienti affetti da diabete si affidano ai nostri prodotti per ricevere cure di importanza cruciale, e vogliamo rassicurarli che saremo con loro in fase di questa transizione," ha dichiarato Valerie Asbury, Direttore Generale di Animas Corporation. "La nostra priorità principale è garantire che i pazienti non vivano salti nella transizione verso Medtronic. Per più di 30 anni, Medtronic è stato un leader globale nella cura delle persone affette da diabete, e siamo sicuri che offriranno un supporto di rilievo ai nostri pazienti e team sanitari che li seguono."

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Addio a Gian Franco Bottazzo, pioniere degli studi sul diabete di tipo 1 PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Settembre 2017 07:48

Il 15 settembre è venuto a mancare Gian Franco Bottazzo, grande protagonista della ricerca sul diabete di tipo 1 e famoso in tutto il mondo per le sue ricerche pionieristiche, aveva 71 anni e lascia la moglie Lamya e la figlia Dana. Il Prof. Bottazzo, protagonista della ricerca sul diabete di tipo 1 per oltre 30 anni, nel 1974 aveva scoperto gli ICA (gli autoanticorpi anti-insula pancreatica), mostrandone il valore predittivo per lo sviluppo futuro della malattia e ponendo così le basi per tutte le successive ricerche sulla patogenesi e la storia naturale del diabete di tipo 1. “La nostra comunità – afferma Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia -  perde una figura storica della ricerca sul diabete e chi ha avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Franco, perde un mentore ed un amico”.

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La convivenza. PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Settembre 2017 07:00

L'ho incontrato sette anni fa. A dire il vero, fu lui a cercarmi: decise che mi avrebbe avuto e così fu.
Un rapporto imposto dove al partner non è lasciato di scegliere, non comincia certo sotto i buoni auspici. Tuttavia, pian piano, con molta pazienza e qualche inevitabile contrasto, (lui è prepotente e continua anche ora, per carità!) abbiamo deciso di venirci incontro, di fissare qualche regola, di definire qualche confine, così per regolare il rapporto.
Certo, non è un matrimonio, e si sa, una convivenza non impone diritti e doveri, scritti, da pretendere o da osservare, ma ha il vantaggio che uno dei due partners può decidere di andarsene quando vuole.
Ma io non posso, almeno per ora.


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Oltre la glicemia PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Agosto 2017 07:40

Il buon controllo della malattia diabetica è condizione indispensabile per prevenire le complicanze acute e croniche e/o l’evoluzione delle stesse. Il  diabete è una malattia complessa, che non è definita dal semplice valore della glicemia. Spesso ed erroneamente si pensa invece al diabete come ad una condizione morbosa caratterizzata  esclusivamente da un valore elevato della glicemia e di conseguenza ci si limita semplicemente al controllo del tasso ematico di glucosio (quasi sempre poi solamente a digiuno), ritenendo in questo modo di aver assolto al proprio dovere di paziente.

NON È COSÌ
La malattia diabetica è stata paragonata ad un ICEBERG, di cui vediamo solo la parte che emerge (circa un decimo), mentre il resto (cioè i nove decimi) rimangono sommersi sotto l’acqua. Dunque altri parametri vanno valutati al momento del “tagliando” o controllo della macchina umana, tutti altrettanto importanti per garantirne un buon funzionamento e una lunga durata. Non parleremo dunque ulteriormente della glicemia, se non per sottolineare che il controllo deve esplorare le varie fasi della giornata e soprattutto i valori post-prandiali, che possono essere quelli più critici. Nel collaudo di una auto, infatti, non ci si limita alla valutazione in pianura o in discesa, ma se ne  prova  naturalmente la funzionalità anche nei percorsi più impegnativi  (per l’organismo umano il momento più impegnativo è quello post-prandiale). L’emoglobina glicata rappresenta poi un parametro fondamentale nel controllo periodico della malattia, perché ci definisce il grado di compenso o meno della malattia stessa relativamente agli ultimi tre mesi, a differenza della glicemia che ci dà un valore limitato al momento del prelievo: ci fornisce dunque una importante indicazione sull’andamento della situazione sanitaria e ci permette di apportare le opportune eventuali correzioni. Non esiste un controllo serio della malattia diabetica senza un controllo periodico (almeno ogni quattro mesi) dell’emoglobina glicata. La nostra attenzione si deve rivolgere anche ad altri elementi, che possono condizionare pesantemente il futuro della malattia, così come in un automobile che abbia percorso molti chilometri, il controllo si estende a tutte quelle strutture che possono aver subito lesioni od usura (freni, catena di distribuzione, carburazione, valvole, pressione delle gomme, ecc.).

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Ho 46 anni e solo tre anni fa mi sono resa conto di non essere più sola PDF Stampa E-mail
Domenica 20 Agosto 2017 15:19

Buonasera a tutti, finalmente dopo mesi di iscrizione ho deciso di presentarmi, non ho mai scritto in questo gruppo, ma ho imparato molto, interagendo spessissimo solo con le faccine che Facebook ci propone, ma la domanda di una ragazza che chiedeva della familiarità diabetica, mi ha dato la spinta necessaria per scrivere.
Ho 46 anni e solo tre anni fa mi sono resa conto di non essere più sola, ho vissuto gli ultimi 8 anni correndo e soffrendo senza avere mai un briciolo di tempo per me, quando mi sono fermata, tutti i mali sembrava mi avessero colpita, feroci e continui mal di testa anche notturni, e dolori alle gambe che mi impedivano i più semplici movimenti, finchè ho deciso di fare le analisi: Diabete 2.

 

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Digiuno e diabete: attenzione e prudenza PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Marzo 2017 04:12

Recentemente la rivista Cell ha pubblicato un interessante lavoro nel piccolo animale che descrive la possibilità di ottenere rigenerazione delle cellule producenti insulina attraverso una dieta in grado di mimare il corrispettivo di un digiuno di 4 giorni. Il lavoro è stato prodotto dal gruppo coordinato dal Valter Longo, direttore dell’Istituto sulla Longevità all’ USC (University of Southern California) di Los Angeles, che da alcuni anni sta conducendo studi sugli effetti benefici del digiuno su vari aspetti della fisiologia e della patologia umana, in relazione alla modulazione di un ormone denominato “IGF-1” .

Lo studio ha analizzato alcuni modelli animali e cellulari con i seguenti risultati:

  • In topi con diabete indotto da obesità (modello diabete di tipo 2) dovuta alla carenza dell’azione di un ormone denominato leptina (topi db/db),  la dieta mima digiuno ha mostrato la capacità di ridurre l’incremento di peso e ha ottenuto la reversione dell’iperglicemia, con associato un aumento della sensibilità ma anche della secrezione insulinica e della massa delle cellule producenti insulina.
  • In topi con diabete indotto da un agente chimico denominato streptozotocina (modello di deficit di secrezione dell’insulina simile al diabete di tipo 1), la dieta mima digiuno ha mostrato la capacità di ridurre l’iperglicemia con associato un aumento della massa delle cellule producenti insulina.
  • In topi non diabetici, la dieta mima digiuno ha ridotto durante il digiuno il numero e la grandezza delle isole pancreatiche (35% delle cellule producenti insulina in meno), ma ha indotto una loro espansione ai livelli di partenza dopo 3 giorni dal ritorno ad una normale dieta, espansione associata all’ espressione di marcatori tipicamente associati allo sviluppo e differenziazione delle cellule producenti insulina.
  • In isole pancreatiche umane tenute in coltura, il siero ottenuto dal sangue di soggetti sottoposti ad una dieta mima digiuno ha indotto l’espressione di marcatori dello sviluppo e differenziazione delle cellule producenti insulina
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