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MonoRAPA Trial: parte una speranza per chi ha il diabete almeno da 5 anni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Giugno 2016 07:31

Parte lo studio MonoRAPA, volto a cercare di far ripartire le cellule producenti l’insulina in pazienti con una storia di diabete di tipo 1 da almeno 5 anni.  

Chiunque fosse interessato a partecipare
può farlo sottomettendo i suoi dati attraverso il link web. Lo studio ha delle caratteristiche di estrema innovazione, poiché per la prima volta si va a trattare una popolazione non all’esordio della malattia ma dopo una lunga storia di diabete di tipo 1. In fatti questo studio è condotto per verificare l’ipotesi che le cellule beta residue nei pazienti con diabete di tipo 1 di lunga data possono svolgere un ruolo importante come potenziale fonte di rinnovata funzione secretoria d’insulina. Detto con uno slogan l’idea è che “non tutto è perduto” anche dopo anni di malattia. Il razionale di quest’approccio nasce dalla nostra osservazione pubblicata che la funzione beta cellulare può essere recuperata nei pazienti con diabete di tipo 1 di lunga durata sottoposti a monoterapia con rapamicina (Diabetologia 2011, 54:433-9). Questa prima osservazione è stata recentemente suffragata da diversi altri dati che hanno dimostrato come le cellule beta sopravvivono per un lungo periodo dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 e che il pancreas ha una capacità sottovalutata di recupero funzionale.

 

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Diabete 1, nuovi dati positivi su cerotto-sensore Abbott PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Giugno 2016 07:09

 

Nuovi dati promuovono il cerotto-sensore che permette alle persone diabetiche di automonitorare i livelli di zucchero nel sangue senza ricorrere continuamente alla classica puntura del polpastrello.
Abbott annuncia i risultati dello studio clinico 'Impact' sul sistema FreeStyle Libre, che ha soddisfatto l'endpoint primario e cioè una riduzione del tempo trascorso in ipoglicemia nei pazienti con diabete di tipo 1.
Quelli che durante il trial hanno utilizzato il sistema a sensore e lettore hanno trascorso il 38% di tempo in meno in ipoglicemia, rispetto al gruppo che ha usato i tradizionali metodi di automonitoraggio.

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Diabete di tipo 1, l'efficacia di FreeStyle Libre PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Giugno 2016 12:34

Arrivano i risultati relativi all'utilizzo di FreeStyle Libre, il dispositivo di Abbott per controllare i livelli di glicemia nei pazienti affetti da diabete di tipo 1. Lo studio Impact evidenzia il raggiungimento dell'endpoint primario, cioè una riduzione del tempo trascorso in ipoglicemia (bassi livelli di glucosio, definiti come <70 mg/dl).

I soggetti che nel corso dello studio hanno utilizzato il sistema a sensore e lettore di FreeStyle Libre di Abbott hanno trascorso il 38% di tempo in meno in ipoglicemia, rispetto a quelli che hanno utilizzato metodi tradizionali di auto-monitoraggio della glicemia (puntura di un dito per estrarre una goccia di sangue da applicare a una striscia reattiva, che viene poi inserita in un misuratore di glucosio). I dati sono stati presentati in occasione della 76a edizione delle Sessioni Scientifiche dell'American Diabetes Association.
I dati dello studio hanno anche dimostrato che, rispetto ai metodi tradizionali di auto-monitoraggio, il sistema FreeStyle Libre riduce tutti i parametri dell’ipoglicemia senza aumentare i livelli di HbA1c (emoglobina glicata, una misura media dei livelli di glucosio nel sangue nel corso degli ultimi 90 giorni, tipicamente considerata come lo standard di riferimento del controllo generale del glucosio), comprovando in tal modo che il sistema FreeStyle Libre può sostituire in modo sicuro ed efficace la routine della puntura sul dito come strumento per la gestione del diabete.

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Trapianto di cellule pancreatiche con un mini-pancreas biotech: a Niguarda il primo caso in Europa PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Giugno 2016 14:48

Una tecnica nuova, trapiantare le isole pancreatiche sulla membrana che circonda gli organi addominaligrazie ad un’impalcatura biotech che ne favorisce l’attecchimento.
Nei giorni scorsi al Niguarda un paziente è stato sottoposto all’innovativa procedura di trapianto per curare il diabete di tipo 1; è il primo caso in Europa e il quarto al mondo.
L’intervento ha coinvolto l’équipe della Chirurgia Generale e dei Trapianti, quella dell’Anestesia e Rianimazione 2, la Diabetologia, la Nefrologia e la Terapia Tissutale.

La nuova procedura sperimentale è stata messa a punto dal Diabetes Research Institute (DRI), un centro di eccellenza diretto da Camillo Ricordi presso l’Università di Miami, dove sono stati seguiti i primi due casi al mondo.

Il paziente sottoposto al trapianto a Niguarda ha 41 anni e convive con il diabete da quando ne aveva 11. Grazie ad una procedura chirurgica mini-invasiva gli sono state trapiantate le cellule necessarie per la produzione di insulina (le isole pancreatiche), quelle che la malattia aveva “messo fuori uso”.  Il trapianto è riuscito: il paziente sta bene e ora non ha più bisogno di somministrarsi insulina per mantenere sotto controllo i valori di glicemia.

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Il futuro della ricerca diabetologica PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Febbraio 2016 19:09

Le prospettive future della ricerca diabetologica sono orientate sia verso la prevenzione sia verso la cura della malattia. Per quanto riguarda le possibilità di prevenzione, le maggiori aspettative si hanno per il diabete tipo 2, spesso associato a sovrappeso, che origina da una combinazione di fattori sia genetici sia ambientali. La possibilità di riconoscere in maniera relativamente semplice le mutazioni presenti a livello di ogni singolo gene negli individui che sviluppano il diabete tipo 2 consentirà, in un futuro non troppo lontano, di identificare le alterazioni genetiche (si sa già che non è coinvolto un singolo gene) che in presenza di uno stile di vita “diabetogeno” (caratterizzato da un eccessivo introito energetico e da scarso esercizio fisico) danno origine alla malattia.  Infatti, per questa malattia, la cui origine è strettamente connessa alle abitudini di vita, la genetica non è priva di importanza, anche se in un contesto “multifattoriale” (non c’è una sola causa, ma più cause concomitanti); questo spiega perché alcuni individui si mantengono perfettamente sani nonostante la vita sedentaria e un’alimentazione ricca e abbondante, mentre altri sviluppano alterazioni metaboliche anche per minime deviazioni da un sano stile di vita.

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Staminali: nuova frontiera contro il diabete 1, entro l'anno test in Italia PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Maggio 2016 07:33

 

Una scatoletta di plastica impiantata sottocute nella schiena, riempita di cellule staminali factotum 'allevate' per diventare fabbriche di insulina potenzialmente in grado di sostituire le funzioni del pancreas che mancano ai pazienti con diabete di tipo 1: circa il 10% del totale. E' la nuova frontiera contro la forma giovanile della malattia del sangue dolce, fra i temi sotto i riflettori al 26esimo Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid), in corso a Rimini. Un 'eldorado' inseguito anche dagli scienziati in prima linea nel nostro Paese, dove entro fine 2016 dovrebbe sbarcare una sperimentazione internazionale che testerà la cura nell'uomo. Una decina i pazienti che si punta a coinvolgere in Italia. "Nella ricerca sul diabete 1 esiste un'ampia area in sviluppo, legata alle terapie cellulari con staminali embrionali - spiega all'AdnKronos Salute Lorenzo Piemonti, vicedirettore del Diabetes Research Institute (Dri) dell'Irccs San Raffaele di Milano e coordinatore del Gruppo di studio Sid sulla medicina rigenerativa in diabetologia, presente al summit romagnolo con il suo team per illustrare il presente e il futuro di questo filone di studi - Una sperimentazione internazionale di fase clinica I-II (sicurezza e prime valutazioni di efficacia) è partita in California, ha raggiunto il Canada e dovrebbe arrivare per la prima volta in Europa entro fine anno, sostenuta da finanziamenti Ue già approvati. Coinvolgerà Bruxelles e Milano con il Dri San Raffaele". Gli scienziati di via Olgettina auspicano che le valutazioni sul protocollo, che saranno anche di natura etica, considerata la derivazione embrionale delle cellule utilizzate, permettano di partecipare al trial effettuando impianti anche in Italia. "In ogni caso noi ci saremo. Siamo infatti impegnati clinicamente anche a Bruxelles", precisa Piemonti che ha un incarico di guest professor alla Vrije Universiteit. "Il trial - riferisce il ricercatore - impiega una linea di staminali embrionali pluripotenti derivate nel 2000 negli Stati Uniti, sulla quale è stato messo a punto un protocollo che permette di ricavare precursori delle cellule beta-pancreatiche produttrici di insulina. Questi precursori vengono inseriti in un piccolo contenitore di plastica che viene quindi impiantato sottocute, tendenzialmente nella schiena".

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Social media: diabete e web sentiment - Presentazione del Diabetes web report 2015 PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Dicembre 2015 18:45

 

Difficile per me parlare dopo questi interventi.

Io non sono un’esperta, non nel senso classico della parola, non come i relatori che mi hanno preceduto: non ho un background specifico, sono capitata  sul web un pò per caso, un pò per necessità, sicuramente non ho “studiato”.

“Esperta” lo sono diventata sul campo, stando online, sul web, giorno per giorno, ogni giorno, da 15 anni.: sono un’autodidatta e così sono diventata la community manager della più grande comunità diabetica italiana online.

Quando ho avuto bisogno di risposte che non trovavo, quando ho avuto bisogno di più risposte, mi sono rivolta a internet, come tanti.

Ma questo l’abbiamo sentito dalle relazioni precedenti.

Internet però non è solo informazione.

Con il gruppo si può attraversare il confine del possibile e entrare nel territorio del rischio, inoltrarsi nella foresta, mettere alla prova il coraggio e vincere la paura. Gustavo Pietropolli Charmet

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Premio FDG 2015 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Novembre 2015 07:25

"Per aver saputo cogliere gli aspetti innovativi della comunicazione via web, per essere riuscita a trasmettere valori positivi alla community che segue il suo blog, per l'entusiasmo con il quale si batte quotidianamente in difesa degli interessi delle persone con diabete, la Federazione Diabete Giovanile conferisce il premio FDG 2015 a Daniela D'Onofrio di Portale Diabete.org"

 

 
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