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Intervista a Manuela Bertaggia che sta sperimentando il pancreas artificiale PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Marzo 2014 18:19

Incontriamo una paziente "speciale", Manuela, che negli ultimi mesi sta vivendo una straordinaria esperienza, partecipando alla sperimentazione in corso a Padova sul Pancreas Artificiale.

Manuela Bertaggia è nata a Chioggia (Ve), vive a Rosolina ed è diventata diabetica nel 2001 all’età di 31 anni. Dopo un primo momento di sconcerto, durato circa un anno, ha deciso di prendere in mano la “situazione” e cominciare a combattere il suo diabete ad armi pari.

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Vivere con il diabete PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 11:00

Presentati ieri, 10 marzo, a Milano, nel corso di un'affollata conferenza stampa, i risultati di una ricerca quali-quantitativa su persone con diabete in Italia, Francia e Germania.
L’obiettivo di questa indagine, promossa da Abbott e realizzata da Doxa Pharma, è quello di valutare i bisogni insoddisfatti e gli aspetti chiave della gestione del diabete. La ricerca è stata condotta su un campione di 600 persone con diabete (Tipo 1 e Tipo 2 insulino trattati), con 200 partecipanti in ciascun paese.

All'incontro hanno partecipato come relatori il prof. Salvatore Caputo, Presidente Diabete Italia, il prof. Emanuele Bosi, Professore associato Dipartimento ”Endocrinologia e Diabetologia” Università Vita-Salute S. Raffaele – Milano e Egidio Archero, Presidente FAND (Associazione Italiana Diabetici).

Presenti anche Daniela D'Onofrio, direttore responsabile di Portale Diabete e rappresentante della community diabetica online che fa riferimento a Portale Diabete e Roberto Lambertini, blogger (Il mio diabete) e rappresentante della community diabetica online "Giovani diabetici all'isola felice dei dolcissimi".

In sintesi il punto di vista dei relatori.

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Controllo e libertà: vivere con il diabete PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Marzo 2014 10:03

Vivere con il diabete

Controllo e libertà, le parole chiave per affrontare con serenità la malattia.

Una ricerca promossa da Abbott e condotta da Doxa Pharma analizza le sfide quotidiane affrontate dalle persone con diabete e l’impatto della malattia sul vissuto quotidiano, tra monitoraggio e autocontrollo, adesione alle terapie e desiderio di libertà.

 

  • Presentati oggi i dati di una ricerca (quali-quantitativa) condotta su un campione statisticamente rappresentativo di persone con diabete (Tipo 1 e Tipo 2 insulino trattati) in Italia, Francia e Germania[1]
  • Il diabete è vissuto come patologia molto limitante per il 50% delle persone con diabete e oltre la metà degli intervistati vorrebbe un sistema di monitoraggio della glicemia che non interferisca con la propria vita quotidiana. Si evidenzia una scarsa aderenza al monitoraggio nonostante la consapevolezza del rischio. Infatti, la maggioranza del campione sa che testarsi è importante, tuttavia il 71% lo fa al massimo 3 volte al giorno e nel contempo il 69% è preoccupato di incorrere in episodi di ipo e iperglicemia

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Diete. L'allarme dei diabetologi: "La disinformazione può uccidere" PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Febbraio 2014 04:40

Le Società Scientifiche e Professionali di Diabetologia e le Associazioni delle persone con diabete denunciano come, con sempre maggiore insistenza, vengano presentate al pubblico e alle persone con diabete sulla rete e sui giornali ‘soluzioni’ miracolistiche, in larga parte basate su diete drastiche (cibi crudi, diete alcaline, vegetariane o altro), con la promessa di ‘guarire’ in pochi giorni il diabete e di abbandonare le terapie farmacologiche, inclusa l’insulina. Chi propone queste diete ‘guarisci-diabete’ – e spesso si tratta di non medici – arriva anche ad accusare i diabetologi di trasmetter informazioni fasulle e di connivenza con l’industria del farmaco, allo scopo di mantenere un mercato e di perpetuare la malattia, a salvaguardia di interessi personali e commerciali.

“Sono iniziative che ci preoccupano – sostengono Diabete Italia, la Società italiana di diabetologia (Sid) e l’Associazione medici diabetologi (Amd) – e che perentoriamente segnaliamo alle autorità sanitarie competenti affinché siano consapevoli di quanto di ingannevole e potenzialmente pericoloso viene pubblicamente diffuso e affinché intervengano presso l’opinione pubblica per eliminare procedure senza fondamento scientifico”. La comunità scientifica nazionale e internazionale, l’Organizzazione mondiale della sanità e lo stesso Ministero della Salute da decenni sostengono a chiare lettere che la migliore prevenzione del diabete mellito è e rimane una sana igiene di vita (regolare attività fisica, dieta equilibrata e sana, moderato consumo di alcool e abolizione del fumo). Il fatto che la dieta sia un pilastro fondamentale del trattamento del diabete è un dato indiscutibile e irrinunciabile. Il problema nasce quando la terapia dietetica viene proposta come unica alternativa ai farmaci. Questo rischia infatti, denunciano gli esperti, di creare situazioni estremamente pericolose, soprattutto per le persone con diabete di tipo 1 che, senza insulina possono andare incontro a condizioni a rischio di vita.

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Ha il diabete, ma sbagliano cura L'assurda storia del piccolo Plinio PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Ottobre 2013 17:36

Questa è la storia di un bambino, di una diagnosi arrivata tardi, di cure non adeguate, di responsabilità che dopo quattro anni ancora mancano all’appello. Della caparbietà della sua famiglia ad avere «non vendetta ma giustizia». 

E di un sistema che non sembra saper correggere le sue «criticità». Plinio è un bel bambino, sorride sulla pagina Facebook aperta da papà Iacopo per ricordare a tutti cosa può provocare una mancata diagnosi di diabete. Le foto infatti non dicono della sua emiparesi destra, con un tutore fin sopra il ginocchio, dell’occhio da cui non vede, dei problemi cognitivi. 

Ai suoi sembra ieri quando hanno consigliato loro «di fargli dare l’estrema unzione perché era gravissimo, dopo tre arresti cardiaci». Succede tutto a luglio 2009 a Sansepolcro, nell’aretino. Plinio ha solo 18 mesi. La famiglia Ortolani racconta di avere contattato il pediatra di base di domenica, il piccolo beve molto, fa tanta pipì e il suo alito sa di frutta. Il medico, ricorda il padre, «dice di non preoccuparsi» e li rimanda a un controllo l’indomani se non migliora. 

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Diabete infantile: vademecum per l'insegnante della scuola dell'infanzia PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Agosto 2013 14:45

Pubblichiamo la tesi di laurea di Roberta Colombo conseguita presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà di Scienze della Formazione Laurea in Scienze delle Formazione Primaria con indirizzo Scuola dell’Infanzia, relatore Ch. mo Prof. Carlo Fundarò.

"Dopo aver steso questo vademecum per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, mi sento di ribadirne i punti focali:

  • Riguardo ai propri compiti istituzionali e non, medici, genitori ed insegnanti devono avere una conoscenza corretta del diabete, priva di pregiudizi per consentire un favorevole e totale inserimento del bambino nella quotidianità;
  • Il bambino con diabete, sia pure esso il primo o l’ultimo della classe, il più bravo o il meno portato nelle attività sportive, il più educato o il più irrequieto, riamane tuttavia un bambino con le stesse potenzialità dei suoi coetanei.
  • Il ruolo degli insegnanti riveste una grande importanza nel percorso di adattamento psicologico al diabete, sia per il bambino sia per la sua famiglia.
  • È necessaria una concreta collaborazione scuola-famiglia affinché il bambino viva il diabete nel modo meno traumatico possibile.


Così il bambino, forte del sostegno dell’insegnante, potrà avviarsi meglio all’autonomia, accrescere il senso di responsabilità, aumentare la fiducia in sé. L’essere con gli altri bambini, il dover affrontare le stesse prove, ridurrà nel soggetto diabetico quei sentimenti negativi come ansia, paura, angoscia e potranno sorgere così in lui nuovi entusiasmi e nuovi interessi; tutto ciò servirà anche a stimolare la capacità di acquisire nuove competenze ed abilità".

Allegati:
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Diabete: cambia la misura dell'emoglobina glicata. I nuovi parametri PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Settembre 2012 08:13

Nel corso del 2012 cambierà il modo con cui viene riportata la misura dell’emoglobina glicata A1c sui referti degli esami di laboratorio. Di seguito ecco le informazioni necessarie ai pazienti diabetici per comprendere in cosa consiste questo cambiamento.

Cos’è HbA1c?

E’ una sostanza contenuta nei globuli rossi del sangue che si lega con lo zucchero (glucosio). HbA1c fornisce la misura della glicemia media dei 2 mesi precedenti. Questo è particolarmente utile nelle persone con diabete.

Perchè si misura?

Misurando HbA1c possiamo avere una stima del controllo glicemico medio. Bassi valori di HbA1c si associano con una minore probabilità di sviluppare, nel corso degli anni, le complicanze del diabete (a carico del cuore e dei vasi, della retina e del rene).

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5 consigli da seguire quando si cercano informazioni mediche online PDF Stampa E-mail
Giovedì 01 Novembre 2007 14:59

Uno studio condotto recentemente dal National Institutes of Health (NIH) ha rilevato che un sempre maggior numero di americani naviga in internet per cercare informazioni mediche, piuttosto che consultare il proprio medico.

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