ESC 2023 – La sindrome metabolica è collegata a infarti e ictus più precoci

Le persone di mezza età affette da sindrome metabolica, caratterizzata da aumentata circonferenza vita, pressione arteriosa elevata, colesterolo e livelli di glucosio leggermente elevati, subiscono attacchi cardiaci e ictus circa due anni prima rispetto ai coetanei che non presentano questi fattori di rischio. È quanto emerge da una nuova ricerca presentata il 25 agosto ad Amsterdam, in occasione del congresso 2023 della Società Europea di Cardiologia1.

Lo studio ha analizzato 34.269 adulti di età compresa tra i 40 e i 50 anni che hanno partecipato a un programma di screening cardiovascolare negli anni Novanta. I soggetti sono stati sottoposti a esami clinici, tra cui la misurazione di altezza, peso, pressione sanguigna, colesterolo, glicemia e circonferenza vita. I soggetti con tre o più fattori di rischio, come circonferenza vita, colesterolo totale, pressione sanguigna e glucosio plasmatico a digiuno elevati, sono stati classificati come affetti da sindrome metabolica.

Ogni individuo con diagnosi di sindrome metabolica (n=5084) è stato abbinato a due individui di controllo privi della sindrome. Nel corso di un follow-up mediano di 27 anni, le persone con sindrome metabolica, rispetto a quelle senza, avevano il 30% in più di probabilità di morire e un rischio del 35% più elevato di eventi cardiovascolari non fatali, compresi infarti e ictus, e un tempo mediano più breve (2,3 anni) per il primo infarto o ictus non fatale.

“Poiché la sindrome metabolica è un insieme di fattori di rischio, non è necessario che il livello di ogni singola componente sia fortemente aumentato. Infatti, la maggior parte delle persone convive con livelli leggermente elevati per molti anni prima di manifestare i sintomi che li portano a rivolgersi alle cure mediche” ha dichiarato l’autrice dello studio Lena Lönnberg, del Västmanland County Hospital in Svezia, in un comunicato stampa.

La sindrome metabolica colpisce circa il 31% della popolazione mondiale ed è associata a un aumento del rischio di diabete, malattie cardiache, ictus e morte prematura. Con la prevalenza della sindrome metabolica in aumento, affrontare precocemente questi fattori di rischio attraverso misure preventive potrebbe ridurre significativamente l’insorgenza di infarti, ictus e complicazioni sanitarie correlate.

da Univadis from Medscape

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