Trapianti: organo nuovo solo per un terzo pazienti in attesa nel 2008

A fronte di un lista con 9.500 nomi, saranno circa 3.000 i trapianti eseguiti quest’anno nella penisola. “Questo vuol dire che due pazienti su tre sono destinati ad aspettare ancora, e in alcuni casi a rischiare la vita”.

A riferire le stime per il 2008 è Vincenzo Passarelli, presidente Aido (Associazione italiana donatori organi), alla presentazione della Sisqt (Società italiana per la sicurezza e la qualità nei trapianti), oggi a Roma.
“Quella italiana è una realtà che si scontra con lo zoccolo duro del tasso di opposizione – dice il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa – ma anche con tre elementi importanti: il trend di segnalazioni da parte delle rianimazioni cresce, i no alle donazioni sono sui livelli dell’anno scorso, ma aumenta l’età dei donatori”. Anziani i cui organi a volte sono troppo compromessi e, dunque, inutilizzabili.

In generale, comunque, i risultati ottenuti in questi anni “collocano l’Italia al secondo posto in Europa, dopo la Spagna” e al terzo nel mondo dopo gli Stati Uniti, tra le nazioni con più di 40 mln di abitanti. In particolare, nel 2007 sono stati eseguiti 3.021 trapianti d’organo (tra cui 1.573 di rene, 1.033 di fegato, 308 di cuore, 112 di polmone, 76 di pancreas e 2 di intestino).
Ma anche più di 12 mila di tessuti (fra cornea, cute, ossa, vasi, valvole e membrane amniotiche).
A fronte di 38,5 donatori segnalati per milione di abitanti, quelli utilizzati sono 19,3 per milione.
Mentre le liste d’attesa in media vanno da oltre 3 anni per i trapianti di rene ai 2 anni e mezzo per il cuore.
“Infine procede anche il programma sperimentale di trapianto su pazienti sieropositivi, con risultati – conclude Nanni Costa – molto incoraggianti”.

 

 

(Adnkronos Salute)