Obesita’: bisturi salvavita, intervento raddoppia sopravvivenza

Sono oltre 5 milioni gli italiani ‘extra-large’ candidabili all’intervento chirurgico antiobesità. Cinquecentomila di questi sono grandi obesi da operare con urgenza. E convincerli a ricorrere al bisturi significherebbe risparmiare 175 mila vite entro i prossimi 20 anni, oltre a 1,1 miliardi di euro. Parola degli esperti della Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche (Sicob), riuniti in un incontro oggi a Milano per lanciare un messaggio: la chirurgia antiobesità non ha un valore ‘cosmetico’, bensì salvavita. Arrivando quasi a raddoppiare la sopravvivenza (+88%) nelle due decadi successive all’operazione, almeno nel caso degli over 45 che abbinano a un girovita maxi anche un diabete di tipo 2 a rischio di complicanze. A dimostrare l”effetto longevità’ della chirurgia bariatrica contro l’obesità, alla quale si sottopongono 3.500 connazionali ogni anno, è una ricerca condotta dalla Sicob in base ai numeri dell’anagrafe regionale della Liguria.

Gli specialisti hanno analizzato “i dati degli ultimi 30 anni – riferisce il presidente onorario Sicob Nicola Scopinaro, pioniere della chirurgia antiobesità e noto alle cronache per uno studio sui benefici dell’intervento bariatrico di diversione bilio-pancreatica nella terapia del diabete adulto – relativi a 347 obesi (di cui 52 diabetici) operati e ad altri 385 obesi (54 diabetici) non operati per loro scelta. Ebbene, estrapolando i numeri della fascia di nostro interesse (45-60enni, diabetici) – continua l’esperto – le proiezioni ci dicono che a 20 anni dall’intervento sopravvive ancora il 40% degli operati, contro il 5% dei non operati. Con un aumento di sopravvivenza pari quindi all’88%”. Ciò significa che “se tutti i 500 mila grandi obesi italiani venissero operati – calcola ancora la Sicob – a 20 anni dall’intervento ne potrebbero sopravvivere 200 mila (40%), contro i 25 mila (5%) che sopravviverebbero se invece nessuno dei 500 mila pazienti venisse operato. Il risparmio sarebbe dunque di 175 mila vite”. Diabete, ipertensione, sangue ‘grasso’, infarti e ictus, ma anche problemi respiratori, alle ossa e all’apparato genito-urinario.

Questi i rischi legati all’obesità, che ‘ruba’ oltre 10 anni di vita (9 alle donne e 12 agli uomini), raddoppia il rischio di mortalità a breve termine e causa il 7,7% di tutte le morti registrate ogni anno in Europa. Un salasso anche in termini economici, se si pensa che “i costi socio-sanitari di sovrappeso e obesità ammontano nel nostro Paese a 23 miliardi di euro l’anno”, ricorda Giuliano Romagnoli, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia generale all’ospedale di Circolo di Varese (sede di Luino). Da qui le promesse dei vari interventi bariatrici. “Già dopo un mese questa chirurgia migliora i sintomi dell’insufficienza respiratoria – assicura Cristiano Giardiello, presidente del congresso Sicob 2008 e responsabile del Dipartimento di chirurgia generale all’ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria (Napoli) – risolve il 75% dei casi di diabete di tipo 2, allevia il dolore nell’89% dei pazienti con osteoartrite, riduce il girovita e migliora la funzionalità cardiaca, un’eventuale gestazione, la fertilità, la funzionalità renale”.

Non è tutto. “Secondo uno studio della Fondazione Policlinico di Milano – sottolinea Romagnoli – sottoponendo a bendaggio gastrico 42 mila pazienti obesi si spenderebbero 233 milioni e 226 mila euro, ma si abbatterebbero complicanze mediche con costi pari a 329 milioni e 443.800 euro”. Calcolatrice alla mano, “il risparmio netto sarebbe pertanto superiore ai 96 milioni di euro (2.300 euro a paziente). E a livello nazionale, operando tutti i 500 mila obesi gravi italiani, si risparmierebbero ben 1,1 miliardi di euro”. A favore del bisturi antiobesità giocano inoltre tecniche operatorie sempre meno invasive: “Laparoscopiche nel 96-97% dei casi”, evidenzia il presidente Sicob Luigi Angrisani, garantiscono incisioni ridotte a 1,5 centimetri, meno dolore, e ricoveri e convalescenze più rapidi. Grazie a metodiche sempre più ‘soft’ e personalizzate, “tagliate su misura per ogni singolo paziente”, precisa Angrisani, secondo gli specialisti la chirurgia bariatrica è un’opzione da considerare anche negli adolescenti.

Uno studio firmato dall’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, dove opera il numero uno della Sicob, ha preso infatti in esame 25 under 19 (18 femmine e 7 maschi) sottoposti a intervento tra il 1996 e il 2008. La perdita di peso è stata pari a 96 chili, con una riduzione percentuale del peso stesso superiore al 47%. Nessun paziente è deceduto, né si sono registrate complicanze intra e post-operatorie, conclude la ricerca presentata al 16esimo Congresso europeo sull’obesità.

 

(Adnkronos Salute)