Salute: reni ‘tallone d’achille’ per 5 milioni italiani, pochi attenti a rischi

Cinque milioni di italiani costretti a fare i conti con problemi ai reni, 50 mila dializzati, 18 mila pazienti sottoposti a trapianto. Numeri che tratteggiano una vera e propria emergenza, troppo spesso sottovalutata dalla popolazione. Gli italiani sanno ancora poco delle disfunzioni renali e in pochi riconoscono i campanelli d’allarme – ipertensione arteriosa, proteinuria e diabete – che potrebbero permettere una diagnosi tempestiva delle nefropatie. E’ il quadro che emerge dalla campagna di screening promossa in occasione dell’ultima Giornata mondiale del rene, promossa a marzo 2007 da Fir (Fondazione italiana del rene) e Sin (Società italiana di nefrologia). I dati, raccolti da oltre 6.500 italiani che si sono sottoposti ai controlli organizzati in 71 città italiane, sono stati presentati oggi nel corso di un incontro a Milano.

Il ‘blitz’ organizzato quest’anno dagli esperti in tutta la Penisola ha squarciato il velo sullo stato di salute dei reni degli italiani e sulla loro conoscenza del problema. Risultato: il 36% del campione reclutato per i test non conosceva lo stato della propria pressione. Sottoposti a controllo, il 55% è risultato iperteso, e di questi il 23% non sapeva neanche di esserlo. Non è andata meglio con i test per la proteinuria: nonostante il 73% avesse dichiarato di non soffrirne, il 14% è risultato invece positivo all’alterazione urinaria. In totale uno su cinque ha riportato questo sintomo e dovrà sottoporsi a ulteriori accertamenti. Preoccupanti, secondo gli esperti, sono i risultati legati al diabete, un altro fattore di rischio per le patologie renali.

Oltre il 20% degli intervistati, infatti, non è stato in grado di darne una corretta definizione e c’è una buona fetta del campione – il 9% – che addirittura non sa cosa sia. I dati raccolti, spiega Vittorio Andreucci, presidente della Fir, ”dimostrano quanto sia necessario sensibilizzare gli italiani sull’importanza di controllare periodicamente i propri reni”. Muoversi sul binario della prevenzione e della diagnosi precoce: questo l’obiettivo da centrare secondo Andreucci. La fondazione comincerà già in occasione della prossima Giornata mondiale del rene, prevista per il 13 marzo 2008. In programma c’è un tour nelle principali piazze italiane e l’organizzazione nelle scuole superiori di incontri dedicati ai ragazzi di 17-18 anni. L’attenzione ai propri reni è fondamentale, spiegano gli esperti.

”I malati di rene hanno complicazioni cardiovascolari potenzialmente ben più preoccupanti della perdita progressiva della funzione renale – sottolinea Carmine Zoccali, presidente della Sin – Sono infatti particolarmente suscettibili all’infarto del miocardio, all’ictus e allo scompenso cardiaco”. Solo in Italia, sono circa 300 mila i pazienti con insufficienza renale ricoverati ogni anno per complicazioni cardiovascolari. ”La malattia renale cronica – prosegue l’esperto – va considerata come un fattore di rischio per le malattie del cuore, al pari del diabete e dell’ipercolesterolemia. Ed è importante prenderne atto, così come ha riconosciuto lo stesso ministero della Salute”. Ancora di più se si valuta l’impatto economico della malattia sulla sanità pubblica: circa il 3% della spesa sanitaria nazionale riguarda i trapianti di rene e i circa 50 mila pazienti in dialisi.

 

 

 

(Adnkronos Salute)