A Bergamo somministrato a 34enne il monoclonale che ritarda insorgenza diabete 1

E’ una donna di 34 anni ad alto rischio di sviluppare un diabete di tipo 1 la prima persona trattata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con teplizumab, un trattamento che prevede l’infusione di un anticorpo monoclonale che ritarda l’esordio della malattia. È uno dei primi casi in Italia di

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“Valori che fanno la differenza”, la campagna che rimette al centro i valori scientifici e i valori umani nella gestione del diabete

Quando si parla di diabete, resta centrale una sfida cruciale nella relazione tra medico e paziente: conciliare le linee guida basate sulle evidenze con la realtà quotidiana di chi convive con la malattia, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nonostante i significativi progressi terapeutici.

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Da prediabete a diabete tipo 2, evidenze real-world su fattori predittivi e peso delle comorbidità

Uno studio caso-controllo pubblicato sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism, che ha analizzato oltre 98mila adulti con prediabete, ha identificato i principali determinanti clinici e demografici della progressione a diabete tipo 2, con particolare focus su rischio cardiovascolare, assetto metabolico e differenze etniche

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SID: Addio al termine ‘pre-diabete’? In arrivo una nuova classificazione

Introdotto per identificare una condizione intermedia, una sorta di ‘limbo’ tra la normalità glicemica e il diabete, il termine ‘pre-diabete’, coniato nel 2011 dall’American Diabetes Association (ADA), nasceva con l’obiettivo di stimolare interventi correttivi sullo stile di vita. Tuttavia, le evidenze accumulate negli ultimi anni descrivono una realtà più complessa: la

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