Come si vive con l’insulina

Coinvolgerà 14 mila diabetici di tipo 2 in sette paesi europei, più Turchia e Canada. Ai nastri di partenza, lo studio “Solve” vuole confermare, in condizioni di vita quotidiana, l’affidabilità (efficacia e sicurezza) dell’insulina detemir, dopo le buone prove dei trial clinici controllati.
L’Italia contribuisce con 4 mila soggetti, vale a dire ben il 30 per cento del campione e non per caso: infatti sono 250 i centri diabetologici italiani, distribuiti in tutta penisola e con un bagaglio di competenza ben riconosciuta a livello internazionale. Lo scopo del Solve non si esaurisce con il solo dato clinico. Infatti seguire per sei mesi un così folto gruppo di persone permetterà di fare luce su più aspetti. Per esempio se e quali problemi, sia pratici, sia soprattutto psicologici, insorgono quando si deve associare l’insulina alla terapia con antidiabetici orali; se l’adesione alla terapia viene effettivamente migliorata da questo analogo dell’insulina di recente introduzione, a monosomministrazione quotidiana e a lunga durata d’azione; se soprattutto, come è emerso dagli studi clinici controllati e randomizzati, l’insulina detemir non induce alcun aumento di peso, anzi, porta a una riduzione tra 0,5 e 1 kg in un’alta percentuale di trattati.

“Il controllo ponderale è senz’altro uno dei problemi che ogni diabetico deve affrontare per tenere in scacco la sua condizione”, sottolinea Michele Carruba, direttore del dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano. “Il trattamento del diabete, infatti, non deve mai essere soltanto farmacologico. I cardini sono tre: una corretta abitudine alimentare, l’esercizio fisico e, solo se questi due elementi non bastano, i farmaci. Nel caso del diabete di tipo 2 (quello degli adulti), tra l’altro, non è l’insulina il farmaco iniziale, ma gli antidiabetici orali. Soltanto se questi non funzionano bene, o perdono efficacia nel tempo, si deve ricorrere all’associazione con l’ormone, o meglio con i suoi analoghi”.
“Finora, uno dei problemi più comuni che si evidenziava nel tempo con l’insulina, o i suoi analoghi, era proprio l’aumento di peso”, sottolinea Salvatore Caputo, diabetologo del Policlinico Gemelli di Roma. “L’insulina detemir, invece, oltre all’efficacia nel mantenere la glicemia entro valori corretti nelle 24 ore, sembra in grado di non dare problemi anche sul versante dei chili in più. Nello studio Solve, tra l’altro, verificheremo che questa riduzione incida sul grasso più dannoso, quello attorno al girovita”.

Il Solve, com’è stato accennato, non è una ricerca clinica controllata, ma uno studio osservazionale, condotto in condizioni di vita reale. Ecco perchè si attendono anche indicazioni utili dal punto di vista pratico, come sottolinea Raffaele Scalpone, diabetologo e presidente dell’Associazione italiana per la difesa degli interessi dei diabetici (Aid): “Il paziente diabetico non è oggetto della terapia, ma è al centro. Il suo coinvolgimento in prima persona non potrà che dare indicazioni utili proprio per ottimizzare gli approcci di stile di vita, in modo da adattarsi il più possibile alla sua quotidianità, e migliorarla. Per esempio, ci aspettiamo che il Solve confermi quanto l’insulina detemir offra un controllo glicemico adeguato sia sul lavoro, sia durante l’attività fisica, contribuendo così a normalizzare sempre più le giornate di chi soffre di questa alterazione del metabolismo glucidico”. L’inclusione dei primi pazienti del Solve inizierà in aprile. La pubblicazione dei risultati finali è attesa per il dicembre 2010.

 

 

di Cecilia Ranza
da Supplemento Salute di Repubblica