Ranibizumab rimborsato per edema maculare diabetico

Il diabete, se non controllato, può provocare danni specifici alla retina, mettendo a rischio la funzionalità visiva e determinando una patologia invalidante come l’edema maculare diabetico, una complicanza della retinopatia diabetica.
E diventare cieco è la principale paura delle persone con diabete secondo un’indagine condotta su 2.407 pazienti: il 41% teme la cecità e il 34% le complicanze oculari.
Lo riporta una nota Novartis, che annuncia: i pazienti italiani affetti da diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico possono avvalersi della terapia con ranibizumab (Lucentis), che ha ottenuto la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale anche per questa patologia. Ranibizumab – sottolinea la nota – è a oggi l’unico farmaco anti-Vegf (fattore di crescita vascolare endoteliale) approvato per tre indicazioni terapeutiche: degenerazione maculare neovascolare legata all’età, diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico (Dme) e da occlusione venosa retinica.
“L’edema maculare diabetico – dichiara Edoardo Mannucci, direttore agenzia di Diabetologia, Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze – è la principale causa di cecità legale in età lavorativa nei Paesi industrializzati. 
Per individuare precocemente i casi di retinopatia diabetica e quindi di Dme è sufficiente effettuare l’esame del fondo oculare con una cadenza annuale. A tutt’oggi, questo screening non viene effettuato regolarmente da tutti i malati.
Per questo è stato avviato REaD, progetto Ecm di formazione sul campo che punta non solo a ottimizzare i programmi di screening nel corso dei loro controlli di routine, ma anche a favorire un approccio più integrato al paziente attraverso una diagnosi precoce, un miglior controllo dei fattori di rischio e trattamenti tempestivi con terapie specifiche”.

 

di Barbara Di Chiara

 

da ADNKRONOS Salute