Impiantate per la prima volta nell’uomo cellule producenti insulina ottenute da cellule staminali modificate per non essere riconosciute dal sistema immunitario

Se il 2021 è stato un anno importantissimo per la terapia sostitutiva con cellule producenti insulina per la cura del diabete di tipo 1, il 2022 si apre con ulteriori importanti passi in avanti. Al congresso dell’American Diabetes Association del 2021 è stato riportato per la prima volta un beneficio clinico dopo l’impianto sottocute di un prodotto terapeutico derivato da cellule staminali sviluppato da ViaCyte, denominato PEC-Direct.  Il 29 giugno del 2021 è stato trattato il primo paziente con un secondo prodotto terapeutico derivato da cellule staminali denominato VX-880 sviluppato da Vertex. A distanza di 90 giorni dall’infusione delle cellule producenti insulina ottenute da cellule staminali pluripotenti si è assistito alla riduzione del fabbisogno di insulina da 34 unità a 2.9 unità/die, ricomparsa del peptide C sia a digiuno che sotto stimolo, ed una riduzione dell’emoglobina glicata dall’ 8.6% al 7.2%. “Entrambi questi risultati hanno rappresentato le prime prove di principio di un potenziale terapeutico della terapia con staminali per il diabete di tipo 1  nell’uomo, ottenute grazie ad una  sperimentazione preclinica durata anni – spiega Valeria Sordi project leader del Beta Cell Differentiation del DRI di Milano – non rappresentano ancora la possibilità di trattare tutti i soggetti con diabete di tipo 1, ma indicano chiaramente che la strada è percorribile”. Il 2022 si apre con un ulteriore passo in avanti fondamentale. Fino ad ora infatti i trattamenti sperimentati nell’uomo hanno necessitato l’utilizzo di una terapia immunosoppressiva. “La necessita dell’utilizzo della terapia immunosoppressiva associata alla terapia cellulare è al momento uno dei maggiori limiti per l’applicazione in modo esteso di questo approccio – spiega Lorenzo Piemonti direttore del Diabetes Research Institute di Milano – e il suo superamento rappresenta la vera sfida per il futuro che, se vinta, può portare alla possibilità di cura per tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e parte dei pazienti con diabete di tipo 2”. La possibilità di modulare geneticamente le cellule staminali apre a questa possibilità. Infatti le attuali tecniche di editing genico possono permettere la costruzione cellule invisibili al sistema immunitario. In questa prospettiva CRISPR Therapeutics and ViaCyte hanno lavorato a partire dal 2018 alla realizzazione di un prodotto cellulare modificato in grado di poter eludere il sistema immunitario denominato VCTX210. A novembre del 2021 è stata annunciata l’approvazione dello studio clinico di VCTX210 in Canada. Pochi giorni fa, il 2 febbraio del 2022, è stato raggiunto un traguardo importante: la prima persona ha ricevuto questa terapia. “Per curare le persone con diabete di tipo 1, devono accadere due cose. Il corpo deve riguadagnare la capacità di produrre insulina e le cellule che producono l’insulina devono essere in grado di prosperare all’interno del corpo, al sicuro da attacchi immunitari – conclude Lorenzo Piemonti – l’approccio adottato da ViaCyte e CRISPR ha le potenzialità per raggiungere questo obiettivo”. Questo studio di fase I studierà la sicurezza della terapia, la capacità del corpo di tollerarla e l’immuno-evasività delle cellule. Lo studio coinvolgerà fino a 10 pazienti e si svolgerà in tre centri in Canada e dovrebbe concludersi all’inizio del 2023. Se lo studio di fase I avrà successo, ulteriori trial studieranno l’efficacia della terapia per vedere se funziona come previsto, ripristinando la produzione di insulina senza la necessità di una soppressione immunitaria cronica.

Il Diabetes Research Institute dell’Ospedale San Raffaele di Milano coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che danno fiducia alla nostra ricerca sostenendola con iniziative di supporto e donazioni. Se vuoi sostenerlo puoi farlo direttamente cliccando qui.

 

 

da DRI San Raffaele

 

 

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