I test del glucosio ematico di routine potrebbero prevedere in anticipo lo sviluppo del diabete

Gli esami casuali del glucosio ematico potrebbero essere utilizzati per prevedere quali pazienti svilupperanno il diabete, secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista PLoS One. I livelli di glucosio rilevati durante gli esami del sangue standard indicano la probabilità di sviluppare il diabete nei cinque anni seguenti, anche quando il glucosio non raggiunge il livello per la diagnosi di diabete.

I risultati potrebbero portare a trattamenti precoci e risultati migliori. La ricerca mostra che i livelli di glucosio che normalmente non sarebbero considerati indicativi del rischio di diabete, possono essere utili a prevedere lo sviluppo della malattia. Secondo gli autori dello studio, l’uso dei livelli di glucosio plasmatico nei campioni di sangue prelevati durante le visite mediche periodiche «potrebbe segnalare la necessità di ulteriori test, consentire un intervento preventivo in soggetti ad alto rischio prima dell’insorgenza della malattia e portare a un’identificazione precoce del diabete».

Il diabete è un grave problema di salute negli Stati Uniti, ma oltre 7 milioni di americani con diabete non vengono diagnosticati, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. La diagnosi precoce permette di migliorare opportunamente lo stile di vita o di assumere farmaci che potrebbero essere di aiuto nel prevenire o ritardare la progressione dal prediabete al diabete, come anche evitare l’aggravarsi della patologia. Un ritardo nella diagnosi potrebbe al contrario favorire lo sviluppo di complicanze prima che venga iniziata la terapia.

«Anche se lo screening per prediabete e diabete può consentire una diagnosi e un trattamento precoci, sono in molti nella popolazione a rischio a non essere sottoposti ai necessari controlli», ha fatto presente l’autrice principale dello studio Mary Rhee, dell’Atlanta Veterans Affairs Health Care System e della Emory University.

L’American Diabetes Association raccomanda di testare il diabete utilizzando diversi metodi: livello di glucosio a digiuno, test orale di tolleranza al glucosio (che richiede il digiuno e l’ingestione di un carico di glucosio), livelli di HbA1c o i livelli casuali di glicemia in presenza di sintomi causati da alti livelli di glucosio. Livelli casuali di glucosio plasmatico di 200 mg/dl o superiore rappresentano di solito il valore soglia per la diagnosi di diabete ed è un esame che può essere effettuato in qualsiasi momento e che non richiede digiuno e l’esclusione di alcuni alimenti.

Si tratta di test che sono spesso inclusi nei normali esami di laboratorio, ma dato che molti pazienti non digiunano prima del prelievo, livelli di glucosio casuali inferiori a 200 mg/dl negli esami del sangue di routine non sono stati in precedenza considerati utili per lo screening del diabete.

Valutazione di routine del glucosio ematico
I ricercatori del Veterans Affairs di Atlanta hanno esaminato retrospettivamente i risultati di questi esami di routine per vedere se i livelli casuali di glucosio ematico potessero effettivamente prevedere quali pazienti avrebbero sviluppato il diabete in futuro. Hanno studiato i dati di oltre 900mila soggetti che non avevano ricevuto una diagnosi di diabete e che erano stati sottoposti ad almeno tre esami casuali del glucosio plasmatico in un anno. La maggior parte di questi test era stata ottenuta durante regolari visite mediche non specificamente correlate allo screening del diabete.

Nel corso di un follow-up di cinque anni, circa il 10% del gruppo di studio ha sviluppato il diabete. Livelli casuali elevati di glucosio plasmatico, anche se al di sotto della soglia per la diagnosi di diabete, hanno predetto con precisione lo sviluppo della malattia entro i cinque anni successivi. I pazienti con almeno due misurazioni casuali di glucosio plasmatico di 115 mg/dl o superiori in un periodo di 12 mesi avevano una probabilità molto elevata di ricevere una diagnosi di diabete nel giro di pochi anni. Livelli di glucosio di 130 mg/dl o superiori erano ancora più predittivi dello sviluppo della condizione.

Come prevedibile, anche i dati demografici e i fattori di rischio noti per essere correlati al diabete hanno predetto lo sviluppo della malattia. I fattori demografici includevano età, sesso e razza. Altri fattori di rischio per il diabete includevano un indice di massa corporea elevato, il fumo e il colesterolo alto. Tuttavia, i test casuali del glucosio plasmatico erano predittori di diabete più forti dei dati demografici o di altri fattori di rischio, da soli o combinati.

Lo sviluppo del diabete era invece raro nei soggetti i cui livelli plasmatici di glucosio casuali più alti erano inferiori a 110 mg/dl.

Prevedere in anticipo lo sviluppo del diabete
Alla luce di questi risultati, i ricercatori raccomandano ai pazienti che hanno due test del glucosio casuali che mostrano livelli di 115 mg/dl o superiori, di sottoporsi a test diagnostici di follow-up per il diabete, come un test di glicemia a digiuno o della HbA1c. Ritengono che molto probabilmente sarebbe un approccio conveniente, perché i medici possono utilizzare i test già eseguiti durante le visite ambulatoriali di routine. L’utilizzo dei livelli casuali di glucosio per lo screening potrebbe identificare i pazienti ad alto rischio di diabete, portando a un intervento precoce per prevenire o controllare la malattia.

«Questi risultati hanno il potenziale per avere un impatto sulle cure non solo per i nostri pazienti del Veteran Affairs, ma per la popolazione generale degli Stati Uniti» ha spiegato Rhee, «perché i livelli casuali di glucosio nel plasma, che sono semplici da eseguire, economici ed effettuati di routine non solo per il diabete, potrebbero segnalare la necessità di test diagnostici mirati e migliorare il riconoscimento e il trattamento precoce del prediabete e del diabete».

Bibliografia

Rhee MK et al. Random plasma glucose predicts the diagnosis of diabetes. PLoS One. 2019 Jul 19;14(7):e0219964

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