Abbott annuncia la tecnologia di rilevamento combinato glucosio-chetoni con i sistemi Libre Duo e Libre Duo 10 Day

Abbott ha presentato nuovi dati che rivelano come la chetoacidosi diabetica (DKA) rimanga un problema sanitario rilevante e spesso non diagnosticato per le persone affette da diabete di tipo 1 e di tipo 2. I risultati di molteplici studi condotti da Abbott, condivisi in occasione dell’86ª sessione scientifica dell’American Diabetes Association (ADA) nel giugno 2026, mostrano un netto aumento dei ricoveri legati alla DKA in tutte le fasce d’età a livello nazionale. I dati confermano che, nonostante i significativi progressi della tecnologia applicata al diabete, sussistono opportunità per migliorare il rilevamento dell’aumento dei chetoni prima che si sviluppi la DKA.

La DKA si manifesta nei pazienti diabetici quando l’organismo non dispone di insulina a sufficienza e inizia a scomporre i grassi per produrre energia, causando un innalzamento dei chetoni a livelli pericolosi nel sangue. Sebbene sia tradizionalmente associata al diabete di tipo 1, la DKA colpisce sempre più frequentemente le persone con diabete di tipo 2. L’American Diabetes Association sottolinea che elevati livelli di chetoni possono evolvere in DKA nel giro di poche ore e, se non trattati, possono portare al coma o al decesso.

Molte persone che convivono con il diabete non hanno familiarità con la DKA o con i suoi sintomi, nonostante le linee guida cliniche raccomandino il test dei chetoni durante i periodi di glicemia elevata, rendendo difficile una diagnosi precoce. Durante le sessioni scientifiche dell’ADA, Abbott ha presentato i risultati di diversi studi che analizzano i dati relativi a ospedalizzazioni, diagnosi di ammissione e richieste di indennizzo assicurativo per comprendere meglio le difficoltà di identificazione della DKA, il suo crescente impatto tra i giovani e la maggiore prevalenza negli adulti con diabete di tipo 2. La DKA può risultare difficile da identificare precocemente al momento del ricovero: uno studio condotto su oltre 100.000 persone negli Stati Uniti ha rilevato che la DKA può essere difficile da riconoscere al primo arrivo in ospedale, poiché i sintomi iniziali – quali nausea, affaticamento o dolore addominale – si sovrappongono a quelli di molte patologie comuni. Una diagnosi confermata di DKA dipende da esami del sangue che misurano la glicemia, il pH ematico e/o i livelli di bicarbonato e i chetoni, dati che potrebbero non essere immediatamente disponibili all’accettazione.

Tali ritardi evidenziano la necessità di approcci volti a riconoscere la DKA più precocemente per fornire cure tempestive. Una maggiore consapevolezza della DKA potrebbe contribuire a limitare i ricoveri: un secondo studio su oltre 200.000 persone ha mostrato che tra il 2017 e il 2024 i tassi di ospedalizzazione per DKA tra i soggetti con diabete di tipo 1 sono aumentati di circa il 24%, passando da 50 a 62 casi ogni 1.000 individui. L’incremento è stato più marcato nei bambini rispetto agli adulti.

La maggior parte degli eventi di DKA ha portato al ricovero sia per i bambini che per gli adulti, mentre i tassi di ipoglicemia grave sono rimasti bassi e stabili, probabilmente grazie a un maggiore riconoscimento dell’ipoglicemia e a una minore consapevolezza del rischio di DKA. Ridurre i ricoveri per DKA potrebbe migliorare gli esiti clinici in tutte le età: un’analisi di quasi 40.000 ricoveri pediatrici ha mostrato che la DKA è oggi responsabile di quasi il 60% di tutte le ospedalizzazioni legate al diabete tra i giovani con diabete di tipo 1 o di tipo 2. La maggior parte dei ricoveri ospedalieri negli Stati Uniti tra i bambini diabetici è correlata alla DKA, con la maggioranza che richiede cure ospedaliere fino a una settimana e costi fino a 38.000 dollari per degenza.

I risultati di uno studio separato con dati relativi a milioni di persone indicano che la DKA è probabilmente sottostimata negli adulti con diabete di tipo 2 e, quando diagnosticata dopo l’ammissione come condizione secondaria, è associata a degenze più lunghe, costi più elevati e tassi di mortalità superiori. I sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) svolgono un ruolo essenziale nell’aiutare i pazienti a gestire il diabete fornendo informazioni sulla glicemia in tempo reale. Tuttavia, attualmente non misurano i chetoni e la DKA può svilupparsi anche quando i livelli di glucosio appaiono stabili. Le testimonianze di adulti che convivono con il diabete di tipo 1 mostrano che, sebbene alcuni comprendano l’importanza del monitoraggio dei chetoni, il test è spesso sottoutilizzato.

L’aumento dei chetoni può progredire in DKA nel giro di poche ore, pertanto una visibilità precoce ha il potenziale di favorire un intervento tempestivo e ridurre i rischi. Come alternativa alle attuali opzioni di monitoraggio dei chetoni, Abbott ha sviluppato una tecnologia di rilevamento combinato glucosio-chetoni, che unisce il monitoraggio continuo di entrambi i parametri in un unico sensore, progettato per supportare la gestione quotidiana del diabete e aiutare a rilevare l’aumento dei livelli di chetoni. Abbott ha annunciato la marcatura CE per i sistemi, denominati Libre Duo e Libre Duo 10 Day, nel maggio 2026.

L’azienda ha inoltre presentato una richiesta di autorizzazione alla Food & Drug Administration (FDA) statunitense. I sistemi Libre Duo e Libre Duo 10 Day non sono ancora stati approvati dalla FDA né sono disponibili per la vendita negli Stati Uniti.

 

da MarketScreener