Screening del diabete: una proposta semplice e pragmatica

Attualmente, la possibilità di attuare uno screening su tutta la popolazione per il diabete di tipo 2 non viene presa in considerazione da nessun sistema sanitario. Se si riuscisse ad identificare la popolazione ad alto rischio sulla quale implementare uno screening più pragmatico ed economico, questo renderebbe fattibile la sua realizzazione.

Il Journal of Family Practice pubblica un’analisi della prevalenza di diabete e di iperglicemia a digiuno in un gruppo di pazienti stratificati in quattro gruppi di rischio. I criteri di selezione erano l’età e l’indice di massa corporea (BMI). Semplici indici che, estrapolati dalle cartelle cliniche, hanno permesso di identificare su una popolazione afferente a 60 medici di famiglia 1287 pazienti, divisi in 4 gruppi a rischio progressivo teorico (età>70 e BMI=33, età>65 e BMI=31, età>60 e BMI>29, età>50 e BMI>27).
La prevalenza veniva calcolata mediante la misurazione della glicemia a digiuno, ripetendo l’esame nei casi in cui l’esame non era normale.

La prevalenza di nuovi casi di diabete di tipo 2 nei vari gruppi era rispettivamente: 4.7%, 5.7%, 3,8% e 2,6% con una iperglicemia a digiuno tra 5.2 e 8.4%.
Questi dati, relativi ad una popolazione britannica, sembrano soddisfare i criteri di fattibilità di uno screening, mediante misurazione della glicemia a digiuno, mirato su pazienti con età>50 e BMI= o > 27.
Il sistema proposto pare avere un buon rapporto costo/beneficio e i vantaggi rispetto ad altri metodi dovranno essere valutati tenendo in considerazione anche le differenti caratteristiche della popolazione generale di riferimento

 

fonte univadis
http://www.univadis.it/medical_and_more/IT_Start