Diabete: risveglio, asfissia, morte.

L’UE dichiara sprechi, incapacità, e assenza di prevenzione, di cura, di formazione e di informazione!

Dopo anni di silenzio, UE esce dal coma profondo sul tema del Diabete con una risoluzione del Parlamento europeo; e finalmente ci si accorge dell’ampia e complessa problematica che lo riguarda.

Dal documento emerge, con numeri impressionanti, la drammatica realtà del dilagare del diabete nel Vecchio Continente. Per coloro che, come noi, da anni richiamano la necessaria attenzione ad un problema come il diabete che oltre ad essere una malattia individuale è anche sociale, questo risveglio tardivo è come un dolce dal sapore amaro! Un vero paradosso. L’ennesima conferma che l’attuale assetto culturale, istituzionale e gestionale rappresentato dai nostri enti e apparati sia a livello europeo che nazionale, verso un fenomeno così delicato ed eterogeneo come il diabete, ha avuto esclusivamente dei costi enormi che in realtà sono dei veri e propri sprechi in assenza di una efficacia ripercussione in termini di miglioramento della condizione di vita di cura di prevenzione e di formazione.

I dati sono agghiaccianti:

–       32 milioni sono i cittadini attualmente ammalati di diabete e 32 milioni di persone a rischio di svilupparlo (il 10 + 10% della popolazione europea);

–       la stima sull’interessamento della malattia è pari al 16,6% della popolazione stessa nel 2030;

–       il riferimento alla diminuzione della spettanza di vita è di 5-10 anni nel diabete tipo 2, e di 20 anni nel diabete tipo 1;

Dal  documento approvato il 12 marzo scorso dal Parlamento Europeo emergono considerazioni che rappresentano la confessione di un proprio autonomo fallimento politico; loro stessi affermano che

“attualmente non esiste una strategia europea sul diabete”

e rispetto al profilo di pianificazione e gestione equa ed equilibrata delle risorse che  hanno a disposizione, la stima dei costi  sanitari legati al diabete sono  dal 10 al 18,6% della spesa sanitaria e una spesa media per cittadino di 2100 euro, hanno il vergognoso coraggio  di sostenere che

“mancano i fondi e le infrastrutture per coordinare la ricerca sul diabete nell’UE”!

Concludendo, possiamo osservare, la triste assenza di pudore che l’UE si riserva con un auto assolvimento finale, che per paradosso ci dovrebbe perfino rallegrare visto che il panorama nazionale ad oggi è ancora in apnea, e ci domandiamo se riuscirà mai a riprendere il respiro prima che non ne sia più capace,

mentre quello regionale è ancora più desolante! Di male in peggio!

La Sardegna è morta!

In chiave costruttiva e propositiva riproponiamo con forza l’essenziale dialogo con tutte le istituzioni che desiderano realmente impegnarsi per il bene dell’individuo e nel complesso della società per fornire quella conoscenza e sensibilità e autonomia che da anni dimostriamo di avere e di fornire.

Il Presidente Michele Calvisi

 

Sassari 7 Maggio 2012