Anidride carbonica contro ulcere cutanee

Non e’ solo un fattore inquinante, contro cui combattono gli ambientalisti di tutto il mondo. L’anidride carbonica puo’ essere un toccasana per i malati di diabete.

Oltre un milione di italiani soffrono di ferite difficili, ovvero ulcere cutanee: sono cosi’ chiamate nel loro insieme le lesioni diabetiche, post-traumatiche, da uso di apparecchi gessati e piaghe da decubito, cioe’ tutte quelle che hanno difficolta’ a guarire e che, pur necessitando di un intervento multidisciplinare, spesso richiedono l’intervento dei chirurghi plastici.
Contro queste patologie una nuova cura si e’ dimostrata in grado di recuperare situazioni un tempo ben poco trattabili.

Si tratta della carbossiterapia, che consiste nell’iniettare attorno alla lesione minime quantita’ di anidride carbonica.
Questo gas, avendo azione vasodilatatrice, permette ai capillari di riaprirsi e aumenta il drenaggio veno-linfatico.
La ferita riceve cosi’ una maggior quantita’ di ossigeno (il problema di queste lesioni e’ proprio l’ipossia) e si libera meglio dei liquidi che ristagnano.

“L’aspetto veramente nuovo della carbossiterapia”, dice il professor Carlo D’Aniello, Presidente Sicpre, “sta nel fatto di abbreviare significativamente i tempi di guarigione consentendo inoltre risultati che non erano alla portata delle terapie mediche tradizionali.
E’ questo che emerge da una serie di lavori pubblicati su riviste scientifiche italiane e internazionali”.
Va segnalato che in Italia la carbossiterapia viene gia’ erogata dal sistema sanitario nazionale, anche se per ora limitatamente all’universita’ di Siena e di Bari, che hanno contribuito allo sviluppo di questa metodica.
Questa metodica e’ la maggiore novita’ emersa al Convegno su ferite difficili e ulcere cutanee tenutosi ad Asti il 29, 30 e 31 ottobre, organizzato dal dottor Claudio Ligresti responsabile CRP Chirurgia Plastica di Asti, cui erano presenti oltre sessanta medici di diverse specialita’ e un centinaio di infermieri.

Al Convegno di Asti largo spazio e’ stato dato anche alle medicazioni avanzate, alla terapia del dolore delle ulcere, ai nuovi presidi per prevenire e curare l’infezione delle ferite ed al costo sociale ed economico di questa problematica che investe molte famiglie italiane.

 

(AGI)

5 novembre 2008