Eccesso di peso, i farmaci GLP-1 fanno mangiare meno ma non meglio
L’uso degli agonisti del recettore GLP-1 negli adulti con sovrappeso o obesità è associato a una riduzione significativa dell’introito calorico complessivo e dei principali macronutrienti rispetto ai non utilizzatori. Tuttavia questa riduzione non si accompagna a una modifica della composizione della dieta, suggerendo che i pazienti tendono a mangiare meno di tutto, piuttosto che cambiare selettivamente le proprie scelte alimentari. È quanto emerge da nuovi dati che verranno a breve presentati al prossimo European Congress on Obesity (ECO)
Secondo Valentina Vinelli, nutrizionista presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, mangiare meno non significa automaticamente mangiare meglio. I dati indicano infatti che la restrizione calorica indotta dai GLP-1 amplifica eventuali carenze nutrizionali già presenti, piuttosto che correggerle.
Disegno dello studio
L’analisi ha incluso 332 adulti con indice di massa corporea di almeno 27 kg/m², che utilizzavano un’applicazione di monitoraggio della salute. L’uso di farmaci GLP-1 è stato auto-riportato, mentre la composizione nutrizionale è stata stimata attraverso un sistema di riconoscimento fotografico degli alimenti integrato nell’app.
Tra i partecipanti, 116 assumevano un GLP-1, con un’età media di 52,5 anni, una prevalenza femminile del 72,4% e un BMI medio di 31,3 kg/m². I 216 non utilizzatori avevano un’età media di 50 anni, il 63% erano donne e presentavano un BMI medio di 30,6 kg/m².
Differenze quantitative nell’introito calorico e dei macronutrienti
Gli utilizzatori di GLP-1 mostravano un introito energetico significativamente inferiore rispetto a che non ne faceva uso, pari a 1.102 contro 1.281 kcal al giorno (P=0,001). Allo stesso modo, l’assunzione di proteine risultava ridotta a 53,8 g rispetto a 62 g (P=0,004), quella di carboidrati a 128 g rispetto a 143 g (P<0,001) e quella di grassi a 39,7 g rispetto a 45,7 g (P<0,001).
Nonostante queste differenze assolute, la distribuzione percentuale dei macronutrienti rimaneva sostanzialmente sovrapponibile tra i due gruppi. Le proteine rappresentavano il 19,9% dell’apporto calorico nei soggetti trattati rispetto al 18,9% nei controlli, i carboidrati il 46,7% rispetto al 46,2% e i grassi il 32,7% rispetto al 33,5%. Questo dato rafforza l’ipotesi che gli agonisti GLP-1 inducano una soppressione dell’appetito proporzionale, senza influenzare in modo selettivo le preferenze alimentari.
Un elemento rilevante riguarda l’adeguatezza dell’apporto proteico. Tra i soggetti trattati con GLP-1, l’87,9% non raggiungeva i livelli raccomandati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, evidenziando un rischio concreto di inadeguatezza nutrizionale.
Parallelamente è emerso un aumento significativo dell’abitudine a saltare i pasti (meal skipping), infatti gli utilizzatori di GLP-1 saltavano più frequentemente la colazione nel 31,3% dei giorni rispetto al 16,1% nei non utilizzatori (P<0,001), il pranzo nel 30,5% contro il 18,2% (P<0,001) e la cena nel 40,4% rispetto al 29,6% (P<0,001). Un tale comportamento riduce ulteriormente le opportunità di distribuire adeguatamente l’apporto proteico nel corso della giornata.
Effetto sul peso corporeo e rilevanza clinica
Nei soggetti con almeno due misurazioni di peso, l’utilizzo di GLP-1 si associava a una riduzione ponderale significativamente maggiore rispetto ai non utilizzatori, con una variazione media del –2,5% contro il –0,2% (P<0,001). Inoltre, il 22,5% dei soggetti trattati raggiungeva una perdita di peso di almeno il 5% rispetto al 3,1% del gruppo di controllo (P<0,001), confermando l’efficacia clinica degli agonisti GLP-1 nel controllo del peso.
Questi risultati sottolineano l’importanza di un monitoraggio nutrizionale attivo nei pazienti con obesità in trattamento con agonisti GLP-1. In particolare, emerge la necessità di valutare sistematicamente l’apporto proteico e degli altri nutrienti, dato che la sola riduzione spontanea dell’introito alimentare non garantisce il raggiungimento dei fabbisogni minimi.
Allo stesso tempo, è fondamentale affrontare il fenomeno del meal skipping, soprattutto per quanto riguarda la cena, che rappresenta un momento cruciale per la distribuzione proteica giornaliera. In questo contesto, strumenti digitali come le applicazioni di monitoraggio alimentare possono svolgere un ruolo chiave nel supportare una gestione dietetica più personalizzata ed efficace.
Limiti dello studio e necessità di ricerche future
Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi su coorti più ampie per confermare questi risultati e approfondire l’impatto degli agonisti GLP-1 sulla qualità complessiva della dieta. In particolare, sono in programma analisi sulla composizione dei micronutrienti e sull’andamento dell’introito nutrizionale durante le fasi di titolazione del dosaggio farmacologico.
Nel complesso, i dati suggeriscono che gli agonisti GLP-1 determinano una riduzione significativa e statisticamente robusta dell’introito calorico e del peso corporeo, ma evidenziano anche un potenziale rischio nutrizionale che richiede un’integrazione sistematica della terapia farmacologica con un adeguato supporto dietetico.
Referenze
Vinelli V, et al. Abstract 1823. To be presented at: European Congress on Obesity; May 12-15, 2026; Istanbul.

