Non è un vivere normale

Finché la malattia dei nostri figli, sará considerata una condizione con la quale è possibile, facile convivere, saranno classificati come malati di serie B. La ricerca ha bisogno di fondi per andare avanti… e i fondi vanno reperiti tra la gente comune.
Sensibilizzare, informare sul diabete tipo1, che colpisce anche i bambini, che non arriva perchè hai mangiato troppi dolci, che la normalità non è bucarsi ogni santo giorno e vivere di restrizioni e regole da seguire!
Solo noi, che lo viviamo attraverso i nostri ragazzi, possiamo fare in modo che le cose cambino. Il nostro dolore, ansie e paure debbono essere viste da tutti. Quello che non si vede, perché il diabete non si vede dall’esterno, ma si vive dentro, deve uscire come un grido per smuovere tutti quelli che non sanno! Non conoscono il malessere che provoca una ipoglicemia e nemmeno una iperglicemia.
Non sanno cosa vuol dire puntare la sveglia ogni notte, per controlli. Non sanno cosa vuol dire bucare ogni giorno e più volte, dita, braccia, gambe, sederi. Non sanno cosa sia l’ansia di un numero troppo alto o troppo basso.
Non sanno cosa voglia dire negare un dolce, una pizza, un biscotto perché non è il momento giusto.
Tutto questo ed altro si deve sapere affinché il vivere con diabete, sia considerato un vivere anormale….

 

 

 

Fabrizio Murru