Le 10 cose da sapere su semaglutide, l’antidiabetico che fa dimagrire

In questi giorni si sente molto parlare di un farmaco antidiabetico, la semaglutide, e del suo uso come dimagrante.
Noi abbiamo cercato di fare chiarezza spiegandone il meccanismo di azione, le indicazioni e affrontando anche il tema della carenza nelle farmacie e delle possibili cause.
Qui di seguito trovate un testo con le 10 cose che a nostro avviso è importante conoscere su questo farmaco.

Cos’è semaglutide?
Si tratta di  un analogo sintetico del GLP-1 (glucagon-like peptide 1), un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina e inibisce la secrezione di glucagone da parte del pancreas quando la glicemia è elevata. Il farmaco agisce da agonista recettoriale del GLP-1 con conseguente riduzione della glicemia in modo glucosio-dipendente e di lieve ritardo dello svuotamento gastrico nella prima fase post-prandiale.
Semaglutide è un medicinale antidiabetico utilizzato in associazione a dieta ed esercizio fisico per trattare adulti affetti da diabete di tipo 2 non controllato in modo soddisfacente. Studi successivi ne hanno confermato l’efficacia anche per la perdita di peso corporeo, sia nei soggetti con diabete sia in soggetti non diabetici.
Il farmaco è frutto della ricerca della società farmaceutica danese Novo Nordisk, leader mondiale nel settore della diabetologia.

È disponibile in Italia?
In forma iniettabile (marchio Ozempic) sono disponibili le confezioni:
­ 0,25 mg soluzione iniettabile in penna preriempita
­ 0,5 mg soluzione iniettabile in penna preriempita
­ 1 mg soluzione iniettabile in penna preriempita
­ 2 mg soluzione iniettabile in penna preriempita

In forma orale (marchio Rybelsus) sono disponibili le confezioni:
­ 3 mg compresse
­ 7 mg compresse
­ 14 mg compresse

Per quale indicazione è approvato in Italia?
In Italia semaglutide è indicato per il trattamento di adulti affetti da diabete tipo 2 non adeguatamente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, come monoterapia quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni o in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete.

Come si usa nel trattamento del diabete? 
Sotto forma di soluzione iniettabile in penna preriempita, l’iniezione viene effettuata sotto la pelle dell’addome, della coscia o della parte superiore del braccio. La dose raccomandata è di 0,25 mg una volta alla settimana. Dopo quattro settimane, la dose dovrebbe essere aumentata a 0,5 mg. Se necessario, può essere ulteriormente aumentata fino a un massimo di 1 mg una volta alla settimana.

In forma orale la dose iniziale è di 3 mg una volta al giorno per un mese, al termine del quale deve essere aumentata a una dose di mantenimento di 7 mg una volta al giorno. Dopo almeno un mese alla dose di 7 mg, la dose può essere aumentata a una dose di mantenimento di 14 mg una volta al giorno per migliorare ulteriormente il controllo glicemico.  La dose massima quotidiana raccomandata è di 14 mg.

E’ approvato anche nel controllo dell’obesità?
Per questa indicazione è stato approvato dalla Fda statunitense nel giugno 2021 e in Europa dalla European Medicine Agency (Ema) nel gennaio 2022.
A oggi, in Italia non è ancora approvato per questa indicazione. Si prevede che venga approvato entro l’anno.

Quali sono i dati di efficacia nell’obesità?
L’efficacia e la sicurezza di semaglutide per la gestione del peso in associazione a un ridotto apporto calorico e a un aumento dell’attività fisica sono state valutate in quattro studi di fase IIIa in doppio cieco della durata di 68 settimane, randomizzati e controllati con placebo (trial STEP 1-4), che hanno arruolato un totale di 4.684 pazienti. Efficacia e sicurezza a due anni rispetto a placebo sono state valutate in uno studio di fase IIIb randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo (STEP 5) che ha coinvolto 304 pazienti.

Mediamente, il trattamento con semaglutide ha dimostrato una perdita di peso del 15%. La terapia ha inoltre comportato miglioramenti statisticamente significativi nella circonferenza vita, nella pressione sanguigna sistolica e nella funzionalità fisica rispetto al placebo.

In tutti gli studi una percentuale maggiore di pazienti ha raggiunto una perdita di peso ≥5%, ≥10%, ≥15% e ≥20% con semaglutide rispetto al placebo, indipendentemente dalla presenza di sintomi gastrointestinali come nausea, vomito o diarrea.

L’efficacia è stata dimostrata indipendentemente da età, sesso, razza, etnia, peso corporeo basale, BMI, presenza di diabete di tipo 2 e livello di funzionalità renale. Una perdita di peso relativamente superiore è stata osservata in donne e pazienti non affetti da diabete di tipo 2 nonché nei soggetti con un peso corporeo basale inferiore

Come si usa nel controllo dell’obesità?
Semaglutide riduce il peso corporeo e la massa grassa mediante un ridotto introito calorico grazie a una diminuzione generale dell’appetito. Inoltre, riduce la preferenza per gli alimenti ad alto contenuto di grassi. Rispetto al GLP-1 nativo, il farmaco ha un’emivita prolungata di circa 1 settimana, che lo rende idoneo alla somministrazione per via sottocutanea una volta alla settimana.

Alla dose di 2,4 mg/settimana per via sottocutanea è stato approvato da Fda ed Ema (marchio Wegovy) in aggiunta a una dieta ipocalorica e a un aumento dell’attività fisica per la gestione del peso, compresi la perdita di peso e il mantenimento del peso, in adulti con un indice di massa corporea (BMI) iniziale pari a  ≥30 kg/m2 (obesità) o da ≥27 kg/m2 a <30 kg/m2 (sovrappeso) in presenza di almeno una comorbilità correlata al peso, come disglicemia (pre-diabete o diabete di tipo 2), ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno o malattia cardiovascolare.

Quando dura il controllo del peso?
Secondo quanto rilevato da uno studio pubblicato nel 2022 sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism, entro un anno dopo la sospensione di semaglutide sottocute 2,4 mg una volta alla settimana e dell’intervento sullo stile di vita (fase di estensione a lungo termine del trial SPEP-1, 68 settimane di trattamento), i partecipanti hanno riguadagnato i due terzi della loro precedente perdita di peso, con cambiamenti simili nelle variabili cardiometaboliche. Gli autori hanno concluso che questi risultati rafforzano la necessità di un trattamento continuato per mantenere la perdita di peso e i benefici cardiometabolici.

Quali sono i possibili effetti collaterali?
Nella gestione del peso semaglutide comporta principalmente effetti avversi di natura gastrointestinale. Durante il periodo di sperimentazione di 68 settimane si sono verificati nausea nel 43,9% dei pazienti, diarrea nel 29,7% e vomito nel 24,5%. La maggior parte degli eventi è stata di severità da lieve a moderata e di breve durata. Si è verificata stipsi nel 24,2% dei pazienti, di entità da lieve a moderata. Nei pazienti trattati con semaglutide, la durata mediana della nausea è stata di 8 giorni, del vomito 2 giorni, della diarrea 3 giorni e della stipsi 47 giorni. Gli eventi gastrointestinali hanno portato all’interruzione permanente del trattamento nel 4,3% dei pazienti.

Carenza del farmaco in Italia
L’utilizzo di semaglutide è aumentato a dismisura in tutto il mondo, sia come antidiabetico sia per il controllo dell’obesità, nei Paesi in cui è approvato anche per questa indicazione (non in Italia).
L’articolo dell’Economist della scorsa settimana  che ne sottolineava un uso come antiobesità, quasi voluttuario, faceva riferimento alla realtà americana dove il farmaco è approvato anche per questa indicazione e dove viene pubblicizzato per questo scopo addirittura con spot televisivi (la normativa Usa lo consente).

In Italia le cose stanno diversamente in quanto nel nostro Paese, come già detto, il farmaco non è approvato per l’obesità. Inoltre l’utilizzo come antidiabetico è soggetto a prescrizione medica, quindi se ci sono dei casi di utilizzo off label, come è probabile vi siano (ci sono anche dei video su Tik Tok realizzati da ragazze che ne promuovono l’uso), sono circoscritti e non possono essere la causa della carenza di farmaco. Potendo il farmaco essere prescritto solo con ricetta medica (come antidiabetico) è necessario l’avvallo di medici e farmacisti, cosa improbabile su larga scala.

E’ chiaro che il problema dell’obesità riguarda anche molte persone con diabete e dunque l’aumento delle prescrizioni risente di questo doppio effetto del farmaco che ne ha aumentato l’appeal come antidiabetico. Diverso è il discorso dell’impiego come antiobesità puro che non è consentito dalla nostra normativa ed è dunque da considerarsi off label e sanzionabile.

Va sottolineato che la carenza di farmaco si sta verificando a livello mondiale ed è comune a un altro prodotto di questa classe (tirzepatide di Lilly), peraltro non ancora approvato in Italia.

Per quanto riguarda la carenza di farmaco in Italia, come riportato dall’Aifa in una nota informativa, a seguito di una comunicazione da parte dell’azienda produttrice, “l’aumento della domanda di Ozempic ha portato a carenze che si prevede continueranno per tutto il 2023. Sebbene la fornitura continui ad aumentare, non è possibile prevedere con certezza quando risulterà sufficiente a soddisfare completamente la domanda attuale”.

Come si legge nella Dear Doctor Letter inviata ai medici dall’azienda, la formulazione da 0,25 mg è attualmente disponibile, la disponibilità di quella da 0,5 mg dovrebbe essere assicurata nuovamente a partire dal 20 marzo e per quella da 1 mg la disponibilità sarà di nuovo assicurata a partire dal mese di maggio. Si tratta di una carenza momentanea e limitata ad alcune formulazioni.

Per ultimo, giova sapere che per l’obesità attualmente è approvato in Italia un farmaco (liraglutide) della stessa classe dei GLP-1 agonisti cui appartiene semaglutide, ottenibile dietro ricetta medica in determinate situazioni cliniche, e non certo “per dimagrire” tout court.

 

da PHARMASTAR

 

 

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