In Liguria l’ultimo miglio per una piena integrazione professionale e presa in carico

Integrazione tra professionisti, medici di medicina generale e specialisti, attraverso reti informatiche strutturate e una decisa azione culturale tesa ad implementare in tutti gli operatori la consapevolezza di appartenere ad un sistema sanitario regionale che punta ad essere coeso, efficiente, efficace e, soprattutto, sempre più vicino al cittadino.

Attraverso il percorso logico che lega questi due elementi, l’uno strutturale l’altro culturale, si è snodata la discussione del primo incontro regionale, in Liguria, del Progetto Dialogo, organizzato da Quotidiano Sanità con il sostegno di Msd.

Dialogo è l’acronimo di Diabetes Local Governance ed è un progetto di approfondimento e di discussione sul campo che toccherà sostanzialmente tutte le regioni italiane con l’obiettivo di mettere a fuoco criticità, opportunità e successi di una presa in carico del paziente diabetico mediata dall’integrazione e collaborazione strutturale tra professionisti.

La prospettiva, non ancora divenuta realtà, di aprire alla prescrivibilità da parte Medico di medicina generale la classe dei farmaci antidiabetici orali Dpp4-i, unitamente ai risultati della Survey sul medesimo argomento che QS ha condotto nei mesi scorsi, hanno stimolato molte riflessioni tra i partecipanti all’incontro di Genova del 19 settembre scorso, tutte indissolubilmente legate alla reciproca constatazione che, alla luce delle più consolidate evidenze cliniche, per prendersi cura del paziente diabetico (paradigma efficace di ogni patologia cronica) bisogna necessariamente prendersi cura anche dell’organizzazione dei servizi e dei professionisti che in essa devono operare.L’appuntamento ligure ha visto protagonisti Enrica Orsi, Direttore Socio sanitario di A.Li.Sa, Stefano Carro, SID Liguria, Luca Lione Presidente AMD Liguria, Giuseppe Noberasco, Presidente Simg Liguria, Enrico Torre, Direttore SSD Endocrinologia, Diabetologia e Malattie Metaboliche della ASL 3 Genovese, Luigi Carlo Bottaro, Direttore Generale Asl 3 Genovese, Maria Antonietta Banchero, Direttore Sanitario Asl 5 Spezzino, Andrea Stimamiglio, Segretario Regionale FIMMG e Marco Bessero, Resp. Farmaceutica territoriale ASL 2 savonese.

Non ha, inoltre, voluto far mancare il suo contributo diretto l’Assessore alla Sanità, Sonia Viale, che ha raggiunto l’incontro al termine dei lavori sottolineando la forte volontà della Regione di promuovere “una vera e propria sanità a Km. Zero”.

Un passaggio fondamentale che richiama e consolida le esigenze espresse da tutti i partecipanti, a cominciare dalla necessità di precisare cosa debba intendersi per integrazione fra mmg e specialisti. Opinione comune è che dovrebbe essere interpretata non tanto nella sua accezione culturale o personale, che sostanzialmente esiste, bensì strumentale. La possibilità di utilizzare strumenti o piattaforme informatizzate, strumenti e applicazioni digitali condivise, sono la conditio sine qua non dell’integrazione intesa come condivisione ed accesso al medesimo sistema informatico. In assenza di tale supporto verrebbe a mancare la linea di dialogo che consente la presa in carico appropriata del paziente.

Nell’immediato, hanno sottolineato i partecipanti, nelle more o in attesa che la Regione si doti o attivi piattaforme informatiche comuni è possibile intervenire attivando o estendendo strumenti che consentano il dialogo e la lettura dei dati tra le diverse cartelle cliniche esistenti, siano esse specialistiche o dei medici di famiglia.

In questa prospettiva la presa in carico si traduce nel sapere da un sistema o un software, in tempo reale, chi in una determinata classe di malati (in questo caso diabetici), ha o non ha fatto un determinato percorso o ricorso ad una determinata terapia o attività. Non si tratta pertanto di attendere una sostituzione o un generale riammodernamento dei sistemi informatici esistenti ma di immettere soluzioni, app potremmo dire, che consentano la lettura, l’estrazione e l’immissione dati tra quelli attualmente già utilizzati.

E se non vi sono dubbi che debba essere il medico di medicina generale il primo riferimento del paziente è altrettanto condivisa la convinzione che debba essere lo stesso Mmg che deve avere lo “specialista di riferimento”, ancora più che il paziente. Ciò può realizzarsi, ancora, solo con una piattaforma informatica che funziona e che consenta un dialogo facilitato ed immediato tra medico di famiglia e specialista anche, perché no, utilizzando i moderni smartphone.

Il piano cronicità è stato convintamente recepito da Regione Liguria e in tale ambito è previsto anche lo sviluppo del sistema informatico che tuttavia, è stato sottolineato, non deve far dimenticare di intervenire sulla formazione e sulla qualità di interazione fra le diverse figure professionali coinvolte nei processi di presa in carico e cura del paziente diabetico. In questo senso, l’aspetto strutturale – digitale è un elemento necessario ma non di per sé risolutivo al cento per cento.

La prospettiva di apertura al Mmg della prescrizione dei “nuovi” farmaci antidiabetici orali è stata da tutti interpretata come un sostanziale “atto ineludibile”, una “normalità” che in Europa è realtà da anni, una necessità richiamata dalle stesso società scientifiche della diabetologia.

Vale la pena ricordare e precisare, hanno anzi sottolineato gli specialisti, che nessun diabetologo considera i Dpp4 come farmaci innovativi. Sono sul mercato da oltre un decennio con profili di sicurezza ed efficacia ampiamente consolidati e ben più elevati di altri farmaci che, questi sì, sono già nell’armamentario prescrittivo del Mmg. E se qualcuno volesse ipotizzare percorsi formativi per implementare capacità e consapevolezza prescrittiva dei mmg su tali farmaci questi percorsi non dovrebbe tanto riguardare la conoscenza del farmaco e della sua prescrizione – ormai noto e consolidato nella pratica clinica – ma semmai le modalità di raccordo sul territorio con la rete delle funzioni specialistiche. Una prospettiva che, ancora, richiama fortemente alla necessità di rete strutturale tra professionisti.

Inspiegabile è apparsa in tal senso la prospettiva di redazione, da parte del medico di famiglia, del cd. Piano Terapeutico per questa classe di farmaci. Una decisione, secondo i presenti, riconducibile solo e soltanto alla miopia di chi teme iperprescrizioni a danno di una compiuta e consapevole presa in carico con le migliori terapie disponibili del paziente diabetico. E se i distinti capitoli di spesa del sistema sanitario continueranno ad essere non comunicanti tra loro il rischio sarà quello di emanare provvedimenti restrittivi che prestano il fianco persino a interpretazioni di dubbia costituzionalità. Dove e chi, si sono chiesti i partecipanti, valuta i risparmi di una terapia farmacologica che fa diminuire i ricoveri (e dunque in maniera molto sensibile anche i costi)?

La declinazione regionale per la Liguria della Survey sulla governance del diabete non ha mostrato scostamenti significativi rispetto al dato nazionale. In linea a quanto emerso dalla survey nazionale, la maggior parte dei medici rispondenti alla survey giudica positivamente la presa in carico integrata del paziente diabetico nella propria Regione.

Per quanto riguarda gli aspetti di governance migliorabili, circa il 44% indica l’implementazione o il potenziamento della rete tra medici di medicina generale e specialisti/centri diabetologi. La possibilità che i medici di medicina generale possano prescrivere farmaci antidiabetici orali ‘innovativi’ è nel complesso ben accolta ( solo il 4% la qualifica come “carico burocratico difficile da sostenere).

Relativamente alla possibilità di Redazione dei piani terapeutici, i risultati della survey regionale hanno confermato quanto emerso a livello nazionale: il 44% la ritiene “Difficilmente perseguibile senza precisi accordi a livello regionale”.

Infine, in linea rispetto a quanto emerso dalla survey nazionale, per circa 6 medici su 10 esiste in Liguria un approccio ragionato e condiviso che approfondisce il rapporto tra accesso all’innovazione e sostenibilità economica.

 

da Quotidiano Sanità