Umanizzazione dei servizi

Oggetto : Umanizzazione dei servizi.

Si svilisce tutto il lavoro della ricerca, l’impegno personale e professionale dei diabetologi e anche la migliore applicazione clinica se le istituzioni danno servizi disumani. Sono disumani perchè dentro le diabetologie curano e formano al meglio le persone con patologia diabetica e poi li abbandonano in un deserto di ignoranza che inizia all’interno dello stesso Sistema Sanitario e prosegue nel campo delle politiche sociali: scuola – patente – lavoro. 

Umanizzare con politiche di trasformazione e culturali.

Naturalmente è urgente e indispensabile, se si vuole VERAMENTE raggiungere questi risultati, trasformare i servizi e gli ambulatori di diabetologia dotandoli di strutture uniche e adeguate. Questo consente di effettuare periodicamente tutti i controlli clinici e  trasmettere a tutti gli attori interessati al controllo e alla gestione del diabete,  l’informazione e la formazione assolutamente indispensabile.

Umanizzare al meglio con la continuità del rapporti.

Il medico che prende in carico il suo paziente, nella più tenera  età e nell’adulto, possiede un bagaglio di conoscenze: di tipo medico, psichico, culturale e delle situazioni familiari, che sono fondamentali nel rendere il rapporto più umano e personale. Questo favorisce la soluzione di problematiche presenti e la pianificazione di strumenti che saranno utili per risolvere difficoltà future.

E’ opportuno e utile concedere al paziente la possibilità di farsi seguire dallo stesso medico, QUELLO CHE HA GUADAGNATO LA SUA FIDUCIA, almeno fino al completo e autonomo autocontrollo nella gestione della patologia diabetica. La situazione che si verrebbe a creare sarebbe utile e gratificante sia per il paziente che per il medico.

Umanizzando con professionalità si risparmia.

Anche senza la calcolatrice si può presumere un risparmio finanziario e di risorse umane. Facilitando e incoraggiando il rapporto con i medici di base ed i pediatri di libera scelta, che già esistono, si evita da un lato l’inutile presenza del diabetologo nel territorio e dall’altro si realizza un notevole risparmio di presidi perché verrebbero utilizzati al meglio e solo quando realmente necessari. Insomma come fanno tutti i genitori: insegnano l’arte del vivere in società e sanno lasciare ad ogni figlio lo spazio per crescere.

Umanizzare per una salute percepita.

Salute percepita è nella ritrovata fiducia nel sistema di cura che viene riconosciuto come adeguato perché concordato con il medico di fiducia.

Umanizzare sapendo: cosa fare, come farlo, con chi farlo.

La rete di conoscenze scientifiche stabilmente presente nel territorio è di aiuto per tutti. Per gli operatori della sanità che sul lungo termine vedono crescere l’importanza del proprio lavoro, per le persone con difficoltà che escono dal deserto di ignoranza che li circonda. E’ un modo produttivo di affrontare con serenità le problematiche che impone la vita moderna con il suo bagaglio di conoscenze spesso inapplicate, che produce un netto miglioramento della vita sociale e di lavoro.

Il Presidente Regionale

Michele Calvisi

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