1 ragazzo ogni 523 ha il diabete

Circa 1 ragazzo ogni 523 riceve una diagnosi di diabete: questo e’ quanto risulta dal primo grande studio sulla malattia tra gli americani sotto i 20 anni.
Questo pone il diabete tra le malattie croniche piu’ comuni tra i giovani, colpendo 1,82 ragazzi ogni 1000, rispetto all’1,24 per 1000 con il cancro e a 120 per 1000 con l’asma.

Lo studio nazionale, pubblicato oggi nella rivista Pediatrics, offre le basi per studi futuri sulla prevenzione e il controllo del diabete, dice uno dei co-autori dello studio Jean Lawrence, un ricercatore del Kaiser Permanente Southern California, di Pasadena.

Il tipo 1, o diabete giovanile, e’ la forma della malattia piu’ comunemente associata ai bambini, ma negli ultimi anni, si sono avuti anche casi di tipo 2.
Il tipo 2, normalmente, e’ diagnosticato alle persone adulte ed e’ associato ad una componente di predisposizione genetica e obesita’.
Fin’ora i casi di tipo 2 nei bambini sono stati rari, ma non si possedevano informazioni complete sulle percentuali di diabete nei bambini e nei giovani.

I ricercatori hanno scoperto che il diabete e’ piu’ comune nei bianchi, non ispanici che negli altri gruppi razziali e che il diabete 1 e’ piu’ comune tra i giovani di tutti i gruppi etnici e razziali, ad eccezione degli indiani americani, nei quali oltre i tre quarti dei casi sono tipo 2.
Nonostante l’incidenza sia in aumento, i numeri sono contenuti.

Dei 6379 bambini cui e’ stato diagnosticato il diabete nei 6 centri che hanno preso parte allo studio, il tipo 2 e’ stato scoperto in 11 bambini sotto i 10 anni e in 758 nel gruppo di eta’ 10-19 anni.
“Questo e’ probabilmente meno di quello che ci si aspettava di trovare”, ha detto l’endocrinologo pediatra Larry Debb dell’American Diabetes Association. “Ma e’ stato chiaramente documentato che il problema sta aumentando negli USA”.

I ricercatori fanno notare che lo studio ha considerato solo i casi diagnosticati, e siccome spesso il tipo 2 resta non diagnosticato per un certo periodo, potrebbe essere sottostimato.

Fino a 20 anni fa’, il tipo 2 nei bambini era sconosciuto, dice Deeb. Ora, “spesso mi capitano una nonna di 55 anni che ha sviluppato il diabete l’anno scorso, una mamma 35enne diagnosticata l’anno scorso, e un 14enne diagnosticato oggi”.

E questo e’ un’ipoteca sul futuro, perche’ il diabete nel tempo puo’ portare a problemi cardiaci e renali, cecita’, danni nervosi che possono causare amputazioni. “Se si sviluppa da giovani”, dice, “le complicanze possono svilupparsi presto”.

“I miei colleghi sono preoccupati, perche’ abbiamo 25-30enni a rischio di infarto”, dice Deeb.
“La cosa piu’ importante da fare e’ riconoscere la vastita’ del problema che si sta sviluppando e documentarne l’estensione, cosi’ che possiamo identificarlo ed intervenire”.

Lo studio, che e’ stato finanziato dall’ U.S. Centers for Disease Control and Prevention and the National Institutes of Health, ha stabilito che l’eta’ media della diagnosi e’ 8,4 anni, e che il 96% dei bambini diagnosticati sotto i 10 anni erano tipo 1.
Le bambine presentano un’incidenza maggiore, 1,88 per 1000, contro l’1,77 per 100 dei maschietti.

 

 

 

Fonte: 2006 USA TODAY
Da “In Diabetes Today” in American Diabetes Association

Traduzione Daniela D’Onofrio

2 ottobre 2006