Il 39,1% degli italiani è colpito da malattie croniche

La dimensione della cronicità è in costante e progressiva crescita (secondo dati Istat nel 2013 circa il 38% dei residenti in Italia dichiarava di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, nel 2016 tale quota sale al 39,1%), con conseguente impegno di risorse sanitarie, economiche e sociali.

L’aumento di questo fenomeno è connesso a differenti fattori, che vanno dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, economiche e sociali, all’innalzamento dell’età media, alle conoscenze sull’impatto degli stili di vita e dell’ambiente sulla salute e alla disponibilità di nuove terapie farmacologiche.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla XV edizione del Rapporto Osservasalute (2017), un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata a Roma. Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede a Roma presso l’Università Cattolica, e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, il Rapporto (603 pagine) è frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).

IPERTENSIONE – Nel 2016, sono stati registrati 315.630 soggetti adulti con diagnosi di ipertensione arteriosa in carico agli 800 MMG del network Health Search (HS), per una prevalenza di patologia pari al 30,4%. Tale stima di prevalenza presenta un trend crescente nel periodo 2012-2016, variando dal 28,0% del 2012 al 30,4% del 2016. Le stime di prevalenza sono risultate maggiori nelle donne rispetto agli uomini (31,3% vs 29,4% nel 2016).

La prevalenza di ipertensione aumenta all’aumentare dell’età e raggiunge il picco massimo tra i soggetti di 85-89 anni (79,5% nel 2016). Nel 2016, l’analisi geografica della prevalenza di patologia evidenzia che le regioni con una prevalenza superiore al dato nazionale sono la Liguria (33,0%), la Campania (32,8%), la Calabria e l’Emilia-Romagna (entrambe 32,4%), la Sicilia (31,8%) , l’Abruzzo/Molise e la Puglia (entrambe 31,1%).

I soggetti con ipertensione arteriosa hanno assorbito nel 2016 il 68,2% di tutte le prescrizioni farmaceutiche a carico del SSN; inoltre, questi pazienti

hanno pesato per il 52,2% delle richieste di visite specialistiche, per il 51,7% degli accertamenti generando il 59,7% dei contatti con il MMG. Osservando l’assorbimento di queste prestazioni a livello regionale in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Liguria l’assorbimento di tutte le prestazioni analizzate è risultato superiore al dato registrato a livello nazionale.

DIABETE – Nel 2016, 83.238 pazienti risultavano affetti da diabete mellito tipo 2, con una prevalenza di patologia pari all’8,0%. La prevalenza di diabete mellito tipo 2 risulta leggermente in crescita dal 2012 (7,5%) al 2016 (8,0%), con valori sempre maggiori negli uomini rispetto alle donne (8,7% vs 7,3% nel 2016). L’analisi della prevalenza per classi di età mostra un trend crescente al crescere dell’età, con un picco nella classe 80-84 anni (23,6%). Osservando l’analisi per singole regioni, emerge un gradiente geografico della prevalenza di questa patologia, con un aumento progressivo delle stime andando dal Nord verso il Meridione. Le regioni con una prevalenza superiore al dato nazionale sono: Calabria (9,9%), Sicilia (9,6%), Puglia, Abruzzo/Molise e Lazio (8,7%), Campania (8,5%) e Basilicata (8,2%).

I pazienti presenti in HS e affetti da diabete mellito tipo 2 hanno pesato per il 24,7% delle prescrizioni a carico del SSN, per il 18,5% delle richieste di visite specialistiche, per il 18,2% degli accertamenti e per il 20,4% dei contatti con il MMG. L’analisi per singola regione evidenzia come questi assorbimenti siano più rilevanti tra le regioni del Meridione e, in particolare, per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

OSTEOARTROSI – Nel 2016, i pazienti con diagnosi di osteoartrosi sono stati 186.624, pari a una prevalenza di malattia del 18,0%. La prevalenza di osteoartrosi è cresciuta dal 2012 (17,0%) al 2016 (18,0%). Le donne hanno fatto registrare valori nettamente più elevati rispetto agli uomini (22,2% vs 13,5% nel 2016). L’analisi per fasce di età mostra come la prevalenza di osteoartrosi cresca al crescere dell’età, con il picco massimo di prevalenza tra gli 85-89 anni (56,5%). Osservando l’analisi per regioni si notano differenze geografiche nelle stime di prevalenza, con valori più elevati soprattutto tra le regioni meridionali rispetto a quelle del Nord. Le regioni con valori al di sopra di quello nazionale sono: Campania (28,2%), Emilia-Romagna (21,1%), Basilicata (20,7%), Sicilia (20,5%), Liguria (19,3%) e Lazio (18,3%).

Nel 2016, questi pazienti hanno pesato per il 40,7% delle prescrizioni farmaceutiche a carico del SSN, per il 35,0% delle richieste di visite specialistiche, per il 32,0% degli accertamenti e per il 37,1% dei contatti con il MMG. L’Emilia-Romagna e tutte le regioni del Meridione hanno fatto registrare valori superiori al dato nazionale per tutte le prestazioni analizzate.

DISTURBI TIROIDEI – Nel 2016, i soggetti adulti affetti da disturbi tiroidei (con l’eccezione dei tumori tiroidei) sono stati 159.508, per una prevalenza del 15,3%. Tale stima di prevalenza risulta in aumento dal 2012 (12,5%) al 2016 (15,3%), con valori nettamente più elevati nella popolazione femminile rispetto a quella maschile (23,7% vs 6,5% nel 2016). L’analisi per fasce di età evidenzia come la prevalenza dei disturbi tiroidei aumenti fino ai 70-74 anni (23,6%), per poi diminuire nelle classi di età successive. A livello regionale si nota che le regioni con un dato sensibilmente superiore al valore nazionale sono: Campania (21,3%), Basilicata (20,5%), Lazio (19,3%), Emilia-Romagna (18,9%) e Calabria (18,0%). I pazienti affetti da disturbi tiroidei (con esclusione dei tumori tiroidei), nel 2016, è stato pari al 26,5% delle prescrizioni farmaceutiche a carico del SSN, al 27,1% delle richieste di visite specialistiche, al 26,7% degli accertamenti e al 26,5% dei contatti con il MMG. Le regioni con valori di tutte le prestazioni più elevati rispetti al dato nazionale sono: Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Emilia-Romagna e Sardegna.

Nel 2016, questi pazienti hanno pesato per il 26,5% delle prescrizioni farmaceutiche a carico del SSN, al 27,1% delle richieste di visite specialistiche, al 26,7% degli accertamenti e al 26,5% dei contatti con il MMG. Le regioni con valori di tutte le prestazioni più elevati rispetti al dato nazionale sono: Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Emilia-Romagna e Sardegna.

Il numero di soggetti con più di una condizione cronica (multicronicità) sta aumentando con l’incremento dell’età della popolazione ed è un fenomeno dilagante tra i pazienti di 65 anni e oltre. Il progressivo aumento del numero concomitante di patologie croniche si accompagna a un incremento del rischio di mortalità, ospedalizzazione, terapia farmacologica inappropriata, reazioni avverse ai farmaci, duplicazione degli accertamenti e consigli medici contrastanti. A ciò va aggiunto anche che i quadri clinici di multicronicità sono spesso complicati dalla presenza di disturbi cognitivi, dalla presenza di disabilità e di tutte quelle condizioni che determinano la fragilità del soggetto anziano. Il fenomeno della multicronicità è, inevitabilmente, associato a un aumento delle risorse economiche necessarie per gestire tale livello di complessità.

La prevalenza di pazienti con multicronicità risulta in crescita dal 2012 (22,4%) al 2016 (25,1%). Tale prevalenza è più elevata nel genere femminile rispetto a quello maschile in tutti gli anni considerati e, nel 2016, è pari al 28,7% tra le donne e al 21,3% tra gli uomini.

La combinazione di patologie croniche più frequente, nel 2016, tra i soggetti con due patologie concomitanti è stata ipertensione e osteoartrite (30,0%), seguita da ipertensione e disturbi tiroidei (14,6%) e da diabete tipo 2 e ipertensione (11,6%). Nel gruppo di pazienti con tre patologie concomitanti la combinazione più frequente è stata ipertensione, osteoartrite e disturbi tiroidei (18,9%), a cui si aggiunge l’ipertensione nei soggetti con quattro patologie. Nel complesso, il 70,7% dei pazienti con almeno due patologie croniche concomitanti risulta essere in politerapia farmacologica, ossia con cinque o più farmaci differenti. Tale quota è anche più elevata in alcune regioni, in particolare, Puglia (77,0%), Marche (76,8%), Umbria (76,6%), Toscana (74,4%), Abruzzo/Molise e Sardegna (entrambe 75,0%). Osservando il tasso di pazienti presenti in politerapia farmacologica in funzione del numero di patologie croniche concomitanti, si nota come questo aumenti all’aumentare del numero di patologie concomitanti, andando dal 61,7% dei pazienti con due patologie fino al 100% dei pazienti con tutte le nove patologie croniche presenti contemporaneamente. Infine, i pazienti con multicronicità, nel 2016, hanno generato il 56,2% dei contatti con il MMG a livello nazionale, con stime più elevate nelle regioni del Meridione e, in particolare, in Campania (68,2%), Sicilia (64,0%) e Calabria (62,3%).

 

da Salute Domani