Diabete di tipo 1, con semaglutide si riduce il fabbisogno giornaliero di insulina

Negli adulti con diabete di tipo 1 la somministrazione settimanale di semaglutide 1 mg per via iniettiva è risultata associata a una riduzione della dose totale giornaliera di insulina, in particolare dell’insulina in bolo, secondo quanto riportato in un’analisi post hoc dello studio ADJUST-T1D pubblicata sulla rivista Diabetes Care.

Lo studio ADJUST-T1D ha incluso 72 adulti con diabete di tipo 1 che utilizzavano un sistema di somministrazione automatizzata di insulina, randomizzati a ricevere semaglutide iniettabile 1 mg una volta alla settimana o placebo per 26 settimane. Nel corso dello studio, il 36% dei partecipanti trattati con semaglutide ha raggiunto un time-in-range misurato tramite un dispositivo CGM pari ad almeno il 70%, un tempo al di sotto dell’intervallo inferiore al 4% e una perdita di peso di almeno il 5%.

Nei nuovi risultati derivanti dall’analisi post hoc, i ricercatori hanno osservato che semaglutide può ridurre il fabbisogno di insulina, in particolare dell’insulina in bolo, nella popolazione con diabete di tipo 1.

Riduzione del fabbisogno insulinico con semaglutide
Nello studio, i partecipanti che ricevevano semaglutide hanno iniziato il trattamento con una dose settimanale di 0,25 mg per 4 settimane, aumentando a 0,5 mg alla quarta settimana e a 1 mg all’ottava settimana per il resto dello studio. La dose totale giornaliera di insulina è stata rilevata dai sistemi di somministrazione automatizzata dell’insulina alle settimane 4, 8, 20 e 26.

Rispetto al basale, gli adulti trattati con il GLP-1 agonista hanno registrato una riduzione del 17,7% della dose totale giornaliera di insulina a 4 settimane, una diminuzione del 20,9% a 8 settimane, una riduzione del 19,1% a 20 settimane e una diminuzione del 22,6% a 26 settimane (P<0,001 per tutte le valutazioni). Gli adulti trattati con placebo non hanno invece mostrato variazioni della dose totale giornaliera alle settimane 4, 8 e 20, seguite da un aumento del 7,1% della dose 26 settimane rispetto al basale.

Da rilevare che la riduzione della dose di insulina è stata osservata anche quando i pazienti trattati con semaglutide non erano ancora stati titolati fino alla dose di 1 mg. «Semaglutide, anche a una dose bassa di 0,25 mg a settimana, riduce la dose totale di insulina di quasi il 20% entro le prime 4 settimane, e la perdita di peso spiega solo il 17% della riduzione della dose totale giornaliera di insulina» ha dichiarato l’autore senior Viral Shah, professore di medicina nella divisione di endocrinologia e metabolismo e direttore della ricerca clinica sul diabete presso il Center for Diabetes and Metabolic Diseases della Indiana University School of Medicine. «Semaglutide riduce il fabbisogno insulinico quasi indipendentemente dalla perdita di peso nelle fasi iniziali del trattamento».

«Se una persona con diabete di tipo 1 desidera utilizzare un farmaco GLP-1 per migliorare il controllo glicemico e ridurre il fabbisogno di insulina, una dose bassa di 0,25 mg a settimana sarebbe sufficiente» ha aggiunto. «Quando si inizia semaglutide in una persona con diabete di tipo 1, una riduzione della dose di insulina di circa il 20% è ragionevole per ridurre il rischio di ipoglicemia. Ulteriori riduzioni della dose di insulina con dosi più elevate di semaglutide sarebbero molto limitate».

Le dosi giornaliere di insulina basale sono diminuite dell’11,7% a 4 settimane, del 12,4% a 8 settimane, del 9,8% a 20 settimane e del 15,6% a 26 settimane nel gruppo trattato con semaglutide rispetto al basale. Gli adulti trattati con semaglutide hanno inoltre registrato una riduzione della dose di insulina in bolo del 22,9% a 4 settimane, del 29,1% a 8 settimane, del 28,7% a 20 settimane e del 30,5% a 26 settimane rispetto al basale.

Il dosaggio insulinico nel gruppo semaglutide è diminuito da 0,72 U/kg al giorno al basale a 0,61 U/kg a 4 settimane, 0,59 U/kg a 8 settimane, 0,62 U/kg a 20 settimane e 0,6 U/kg a 26 settimane (P<0,001 per tutte le valutazioni). Il dosaggio insulinico non ha mostrato variazioni nel gruppo placebo.

Nell’analisi di mediazione, è emerso che semaglutide esercita un effetto diretto sulla riduzione della dose totale giornaliera di insulina compreso tra 8,9 U al giorno e 11,4 U al giorno, con l’effetto maggiore osservato all’inizio del trattamento. La perdita di peso ha avuto un impatto progressivamente maggiore sulla riduzione della dose totale giornaliera di insulina con il progredire dello studio.

Implicazioni cliniche: boli, carboidrati e gestione della terapia
Nel gruppo trattato con semaglutide, l’assunzione media di carboidrati è diminuita da 137 g al giorno al basale a 116 g al giorno a 4 settimane (P=0,015), 99 g al giorno a 8 settimane (P<0,001), 106 g a 20 settimane (P<0,001) e 107 g a 26 settimane (P<0,001).

Gli adulti trattati con semaglutide hanno ridotto il numero di boli avviati dall’utente da 4,6 al giorno al basale a 3,9 a 4 settimane, 3,8 a 8 settimane, 3,6 a 20 settimane e 3,4 a 26 settimane (P<0,001 per tutte le valutazioni). Il numero di boli giornalieri non è cambiato nel gruppo placebo.

In sintesi, il trattamento con semaglutide come terapia aggiuntiva ai sistemi di somministrazione automatizzata dell’insulina ha comportato una riduzione immediata delle dosi di insulina basale e in bolo, nonché dell’assunzione di carboidrati. Questi risultati supportano la necessità di un aggiustamento precoce e proattivo delle dosi di insulina, in particolare di quella in bolo, del monitoraggio delle variazioni di peso e di una valutazione continua del fabbisogno insulinico negli individui con diabete di tipo 1 che iniziano una terapia con il GLP-1 agonista.

Referenze

Karakus KE et al. Effect of Semaglutide on Insulin Dose Reduction in Adults With Type 1 Diabetes and Obesity Using Automated Insulin Delivery Systems: ADJUST-T1D Post Hoc Analysis. Diabetes Care. 2025 Dec 22:dc252249.

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da Pharmastar

 

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