Diabete, dal naso cellule staminali per curarlo

Dall’ippocampo e dal bulbo olfattivo, nella parte frontale del cervello, si possono ricavare in maniera molto semplice e del tutto poco invasiva, moltissime cellule staminali ancora non specializzate e quindi capaci di trasformarsi.Queste cellule, una volta impiantante nel pancreas, diventano spontaneamente delle cellule beta in grado di controllare il livello di glucosio nel sangue producendo grandi quantità di insulina. Ed il gioco è fatto.

La ricerca, pubblicata sull’ “EMBO molecular medicine journal”, è stata portata avanti dal team di Tomoko Kuwabara dell’istituto AIST di Tsukuba. Lo studio è stato condotto su topi da laboratorio e se dovesse risultare applicabile anche per l’uomo, costituirebbe la cura definitiva alla malattia che, ogni anno, uccide 200 milioni di persone in tutto il mondo.
“La scoperta di cellule staminali che si rinnovano illimitatamente fa crescere grandi aspettative per il loro uso nella medicina rigenerativa. L’isolamento e la coltivazione di queste cellule come risorsa rinnovabile di cellule beta, costituirebbe un incredibile passo avanti” hanno scritto Onur Basak e Hans Clevers, dell’istituto Hubrecht di ricerca e sviluppo delle cellule staminali, in un commento allo studio.

Lo scorso 12 gennaio è morto Ernest McCulloch, colui che dimostrò l’esistenza delle staminali insieme al suo collega James Till, ed effettuò i primi esperimenti in laboratorio. Il suo lavoro ha rivoluzionato la biologia cellulare e la battaglia contro le leucemie.
Come dichiarò la Fondazione canadese delle cellule staminali in seguito alla sua morte, “gli scenziati di tutto il mondo possono considerarsi suoi eredi e la sua influenza cresce parallelamente al progresso dei loro lavori”.

 

di Valeria Dammicco

da Il quotidiano italiano

 

Commenta la notizia il Prof. Antonello Pileggi*

La ricerca di una fonte di cellule multipotenti per applicazioni di terapia rigenerativa ha dato luogo a varie linee investigative.
Una fonte ideale dovrebbe essere quella che permette di ottenere cellule staminali in copiose quantita’ utilizzando procedure noninvasive e ripetibili. Le remore di carattere etico che hanno caratterizzato il dibattito sulle cellule staminali embrionali e le limitazioni dal punto di vista della regolamentazione del loro uso in vari Stati ha favorito lo studio di fonti adulte di cellule multipotenti.
Esiste una mole crescente di dati sperimentali che sostiene la possibilita’ di ottenere cellule multipotenti da vari tessuti: midollo osseo, sangue del cordone ombelicale, sangue periferico, fegato, pancreas, polpa dentale, ecc. In soldoni, le cellule staminali adulte presentano delle caratteristiche che conferiscono multipotenzialita’ e, se sottoposte a particolari condizioni di coltura, possono generare tessuti differenti, persino cellule secernenti insulina.
In questo contesto e’ probabilmente nata la ricerca riportata dagli scienziati giapponesi a cui si riferisce l’articolo. Poiche’ le cellule endocrine che compongono le isole pancreatiche hanno una natura neuroendocrina, condividono molte proprieta’ (tra cui l’espressione genica) simili a quelle delle cellule neuronali.
Lo studio suggerische che le cellule neuronali adulte ottenute dall’ippocampo e bulbo olfattorio posseggono un’intrinseca capacita’ di regolare l’espressione genica e di convertire in beta-cellule quando esposte a particolari condizioni sperimentali.
Inoltre, molto incoraggianti sono i dati presentati nello studio in cui si e’ osservato che trapiantando le cellule direttamente nel pancreas di topi diabetici era possibile ripristinare il controllo glicemico. Sicuramente questa ricerca e’ molto promettente in quanto apre nuove interessanti prospettive nell’ambito delle terapie rigenerative per la cura del diabete.

 

*Associate Professor of Surgery, Microbiology & Immunology, and Biomedical Engineering

University of Miami Miller School of Medicine