Ma il DT1 ti cambia la vita?

Sono una diabetologa dell’adulto e gli esordi che abitualmente vedo sono di LADA, persone adulte, strutturate, che si ritrovano all’improvviso a dover modificare tutte le loro abitudini di vita .. o meglio a gestire le proprie abitudini occupandosi di far quadrare glicemie e dosi di insulina. Da diabetologo ho il dovere di motivarli, istruirli, incoraggiarli, seguirli e aiutarli a vivere al meglio questa nuova vita con il diabete! Non posso raccontare loro che sarà come prima … posso dire loro che potranno fare tutto ciò che facevano un tempo, ma questo gli costerà fatica e sacrifici! 
Ogni esordio mi lascia una cicatrice nel cuore, da medico vorrei poterli guarire … posso invece soltanto prendermi cura di loro nel miglior modo possibile!
C’è un esordio che vi voglio raccontare perché diverso da quelli di cui mi occupo di solito .. Una mattina sono stata chiamata in consulenza in medicina per un ragazzo di 17 anni che si era ricoverato la sera prima con 300 mg/dl di glicemia: il medico di turno non aveva ritenuto necessario iniziare insulina e così al mattino sono stata chiamata io .. sono entrata nella stanza e mi sono trovata di fronte un ragazzo dell’età di mio figlio, con un fisico atletico, faceva sport da quando era piccino!
Un asso del calcio mi ha poi raccontato … mi guardava con lo sguardo impaurito ma anche speranzoso io ero il medico “specialista” che avrebbe risolto sicuramente la cosa! Avevo la morte nel cuore … ho dovuto ricorrere a tutte le mie forze per mascherare il dolore che sentivo in quel momento. Mi sono seduta sul suo letto ho parlato con lui a lungo … ho cercato di tranquillizzarlo. senza però minimizzare: gli ho detto che avremmo dovuto fare degli esami, ma che c’era il sospetto di un diabete di tipo 1; gli ho spiegato in cosa consistesse la malattia e quale sarebbe stata la cura … poi sono scesa in ambulatorio, ho preso penne da insulina, ho preso il glucometro più “figo”, gli aghi più sottili … e visto che non c’era chetosi, ho deciso che sarebbe stato lui insieme a me a trattare il suo esordio!
Gli ho mostrato come ci si fa uno stick, come ci si somministra insulina, ho caricato la penna della basale e gliela ho porta … lui da solo insieme a me si è fatto la sua prima insulina!
Ho preteso che le infermiere assistessero alle sue future somministrazioni e ai suoi controlli glicemici senza toccarlo: concordavamo le dosi via w.app io di sotto in ambulatorio lui sopra in reparto … dopo due giorni è tornato a casa … il giorno successivo era sul campo di calcio ad allenarsi, in contatto con me, che gli dicevo cosa fare …. lui è il mio campione!
La sua vita è cambiata per colpa del diabete …. ha pianto davanti a me solo un anno dopo e io non ho potuto che abbracciarlo forte e ricacciare indietro le lacrime … lui ha il diabete ma è un piccolo grande uomo!

 

Roberta Celleno, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio, Diabetologa c/o USL Umbria 1 Servizio di Diabetologia Città di Castello.