500 trapianti di pancreas eseguiti in Italia

In circa 25 anni sono 500 i trapianti di pancreas eseguiti in Italia su persone diabetiche, in crescita al ritmo di 70-90 interventi l’anno.
Il 70-75% dei casi riguarda trapianti combinati di rene piu pancreas, salvavita nei malati con diabete di tipo 1 gia in dialisi o destinati a subirla.
In questi pazienti la doppia operazione puo’ infatti raddoppiare fino a 8 volte la sopravvivenza in 5 anni, riattivando nello stesso tempo la produzione di insulina e leliminazione di scorie dal sangue.

Il futuro delle strategie anti-diabete passera’ pero’ dal trapianto di cellule staminali e dalla terapia genica: le uniche speranze per riuscire non solo a curare la patologia, ma anche a guarirla.

Questa la promessa degli esperti della Societa’ italiana di diabetologia (Sid), da oggi al 20 maggio alla Fiera di Milano per il 21esimo Congresso Sid, che riunira’ 2 mila specialisti e 10 societa scientifiche con sessioni a tema e simposi congiunti.

Per la prima volta siamo riusciti a portare il convegno Sid a Milano – ha spiegato il presidente della societa’, Antonio Pontiroli, che sabato passera’ il testimone al presidente eletto, Riccardo Vigneri – citta’ che e’ stata una delle sedi di maggior sviluppo della diabetologia moderna.
Siamo felici e orgogliosi di questa quattro giorni meneghina, che offrira’ loccasione per una panoramica a 360 gradi su una malattia in crescita esponenziale in tutto il mondo.

Solo nella penisola, il diabete di tipo 1 (giovanile) e 2 (adulta) colpisce 3 milioni di cittadini, con almeno un altro milione di persone che ne soffre senza saperlo.
Insieme all’obesita e’ un’epidemia in crescita, ha continuato Pontiroli, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanita ha coniato il termine diabesity per definire un’emergenza da combattere tutti insieme: medici, istituzioni, autorita’ regolatorie e societa’ civile.

Perche’ diabete e complicanze accorciano la vita, aumentando di 2-4 volte il rischio di attacchi coronarici.

Al Congresso Sid saranno discussi in particolare i dati del Registro internazionale trapianti di pancreas (Iptr) e di isole del Langerhans (Iitr), le aree del pancreas che contengono le beta-cellule fabbrica di insulina e che rappresentano l’1-2% di un organo del peso di 70-80 grammi in media, ha riferito Piero Marchetti, endocrinologo dell’universita di Pisa.
L’Iptr e’ stato attivato nel 1980, 16 anni dopo il primo intervento azzardato 40 anni fa (1966).
E al 31 dicembre 2004 gli interventi schedati sono 23 mila nel mondo, di cui 17 mila negli Usa e 6 mila nel resto del pianeta (500 in Italia in 7-8 centri attivi sui 15-20 autorizzati).
Dai primi anni 90 sono invece circa 800, di cui oltre 60 lungo lo Stivale, i trapianti di isole del Langerhans censiti dall’Iitr.

Una procedura promettente che va pero’ ritenuta ancora sperimentale, ha sottolineato Marchetti.

Promosso a pieni voti, invece, il trapianto di pancreas.

Che si puo eseguire insieme al rene – ha precisato il medico – nei malati di diabete di tipo 1
con insufficienza renale cronica, una complicanza molto frequente se si pensa che nel nostro Paese i diabetici contribuiscono per circa un terzo ai nuovi casi di dialisi.
Ma anche dopo un trapianto di rene o come trapianto di solo pancreas, nei malati di diabete 1 particolarmente gravi anche se non ancora nefropatici.

In tutti questi casi si tratta di pazienti giovani, 40enni in media, che grazie al trapianto di pancreas potrebbero guadagnare anni di vita.

La sopravvivenza dei diabetici sottoposti a intervento puo infatti superare il 95% a un anno dall’operazione, il 90% a 3 anni e l’80% a 5, con percentuali in aumento.

Non solo. I candidati a un trapianto combinato di rene-pancreas sono inseriti in una lista separata – ha concluso Vigneri – e cio’ snellisce di molto i tempi di attesa.

 

 

 

 

(Adnkronos Salute) –

 

17 maggio 2006