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Il Dr Aaron Vinik e l'INGAP


Il Dr Vinik, Direttore della Ricerca allo Strelitz Diabetes Institutes Foundation (Virginia), è spesso, e a ragione, descritto come l'uomo che potrebbe sconfiggere il diabete. Il modo di affrontare la cura del diabete da parte del Dr Vinik, consiste, più che nel trapiantare, nel cercare di rigenerare le insule.

La maggior differenza tra la rigenerazione e il trapianto delle insule starebbe nel fatto che la rigenerazione dovrebbe permettere la ri-nascita delle insule partendo dalle proprie cellule, così che non ci sia bisogno di utilizzare la terapia antirigetto, come invece avviene nel caso del trapianto di insule. Ma la cosa più importante sarebbe che la rigenerazione delle insule non sarebbe condizionata dalla scarsità di pancreas donati.

L'assalto al pancreas che causa il diabete è diretto alle cellule beta, le cellule, all'interno delle insule pancreatiche, che producono insulina.
Le altre cellule ormonali contenute nelle insule, come quelle che producono il glucagone, sfuggono all'attenzione degli anticorpi e alle altre forze distruttrici che causano il diabete immunitario.
Allo stesso modo le cellule immature (le cellule staminali dalle quali nascono le cellule delle insule) sembrano resistere all'attacco autoimmune che causa il diabete e sembra che riescano a "sopravvivere" al diabete.

Nel 1983, quando il Dr Vinik era un endocrinologo all'Università del Michigan, un suo collega, il Dr L. Rosemberg, avvolse il pancreas di un topo nel cellophane (Saran Wrap) per capire meglio come si sviluppasse il processo infiammatorio nella malattia pancreatica.
A quel punto i due ricercatori notarono che anziché sviluppare un'infiammazione, il pancreas avvolto nel "Saran Wrap" stava producendo nuove cellule di insule.
Così cominciò la ricerca del Dr Vinik per scoprire perché e in che modo queste insule crescessero, e come replicare questo processo per curare il diabete.

All'inizio egli identificò una proteina chiamata Ilotropina che potrebbe essere quella che stimola lo sviluppo delle cellule e la usò per curare animali da laboratorio ai quali era stato procurato chimicamente il diabete. Si pose allora la domanda se ci fosse un gene che accelerasse la rinascita delle cellule delle insule.
E così iniziò una lunghissima, e spesso scoraggiante e frustrante ricerca del gene che causasse la neogenesi delle insule.

Il Dr Vinik è dotato di curiosità, fiducia, intuito, ingegno. " Se arrivi ad un bivio", dice, " devi prendere una strada", ed è quello che ha fatto dopo oltre 15 anni di tentativi, nella ricerca del gene responsabile della crescita delle insule. Con i progressi del Progetto Genoma Umano e alcune altre intelligenti osservazioni, il Dr Vinik ha scoperto il gene che stimola la crescita delle cellule beta dalle cellule immature e l'ha chiamato INGAP, che è l'acronimo di Islet Neogenesis Associated Protein .

Dalla scoperta dell'INGAP, il Dr Vinik e la sua equipe hanno constatato che l'INGAP è il maggior componente dell'Ilotropina, una proteina che riesce a far regredire il diabete nei topi.

Ora hanno scoperto un piccolo segmento dell'INGAP che sarebbe in grado di ottenere tutti gli effetti dell'intera proteina, aumentando la percentuale degli animali curati; questo rendere presumibile la possibilità di una sua sintetizzazione in laboratorio, così come succede per l'insulina .

Questo è un tema di vitale importanza, perché affinchè una cura possa essere definita tale, deve poter essere applicata non solo in laboratorio, ma deve essere disponibile per tutti i diabetici, di tutte le età, di tutte le classi economiche, di tutti i paesi.

I ricercatori dello Strelitz Diabetes Institutes hanno trovato l'INGAP in cellule associate alla rinascita delle cellule in tessuti pancreatici di soggetti affetti da diabete da 75 anni.
Persino in casi di diabete di lunga data, l'INGAP potrebbe stimolare queste cellule a trasformarsi in cellule produttrici di insulina.
Il Dr Vinik crede che la maggior parte delle persone diabetiche, nelle quali ci sia una carenza di insulina, siano esse di tipo 1 o 2, ne trarranno beneficio, quando l'uso dell'INGAP per rigenerare le insule diverrà una realtà clinica.

Il Dr Vinik non può ancora affermare che tutte le forme di diabete siano dovute ad una carenza di INGAP che impedisce alle cellule immature di maturare. Ma in tutti i tessuti che ha studiato, ha potuto rilevare che ogni volta che c'è una neogenesi, o una crescita di nuove insule, c'è l'INGAP. Quando le insule smettono di crescere, l'INGAP scompare.

Dunque, cosa protegge le insule rigenerate da una recidiva o dal costante attacco autoimmunitario come quello che ha causato il diabete all'inizio? Gli anticorpi potrebbero attaccare le nuove cellule, ma finchè il numero di cellule che ricrescono, sarà superiore a quelle distrutte, le insule rigenerate dovrebbero essere capaci di tenere a bada il diabete.

I ricercatori dello Strelitz Diabetes Institutes sperano di poter aumentare la ri-crescita delle insule usando l'INGAP in combinazione con l'immunoterapia usata ultimamente nei trapianti di insule, che appare relativamente meno tossica.
E cosa ferma le cellule da una crescita incontrollabile, come succede ad esempio per le cellule tumorali?
Sembra che la natura abbia previsto un meccanismo di controllo. C'è un chiaro equilibrio tra la neogenesi delle insule e la loro apoptosi (distruzione programmata delle cellule)
Quando le insule raggiungono un numero critico, un meccanismo naturale ne blocca l'ulteriore crescita.

Prima che le terapie che prevedono l'uso dell'INGAP possano essere sperimentate sugli uomini, devono però prima essere sperimentate su animali più grandi (dei topi).

"Io sono un eterno ottimista e spero di vedere una cura durante la mia in vita", dice il DR Vinik, aggiungendo, con meritata fiducia, "noi ci prefiggiamo dei tempi ambiziosi e vorremmo cominciare a curare il diabete negli uomini utilizzando l'INGAP entro il 2004".



Traduzione di Daniela D'onofrio tratta da:
Insulin-FreeTIMES, Autunno 2000

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