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“Sono ritornato dagli Usa per dirigere i nuovi laboratori cellulari”

 

Lavorare in Italia, ma mantenendo stretti rapporti con gli Usa, e in un contesto che per efficienza, qualità e tecnologia non avesse nulla da invidiare ai centri nordamericani. È stato, per me, un sogno da sempre accarezzato e che in tanti anni non ero riuscito a realizzare. Dopo oltre 20 anni trascorsi negli Usa, il mio obiettivo è adesso quello di riportare a casa quello che in tanti anni d'America penso di aver imparato. È stata questa la molla che mi ha spinto ad accettare la proposta del professore Bruno Gridelli, direttore medico scientifico dell'ISMETT di Palermo: aiutarlo a lanciare un programma di ricerca di base a supporto dell'attività clinica del centro trapianti palermitano. Sicuramente, fino a qualche mese fa, non mi sarei mai immaginato che Palermo potesse essere un giorno per me la porta aperta al rientro in Italia e in un modo che non prevede affatto il mio pensionamento, ma almeno altri 10 anni di lavoro febbrile ed entusiasmante, in un contesto fisico e filosofico che me lo potrà permettere.

Ciò è stato possibile solo perché l'ISMETT è un centro già di per sé molto particolare, nato dalla partnership fra la Regione Siciliana e la University of Pittsburgh Medical Center (UPMC), che è riuscito ad avviare con successo tutti i programmi di trapianto di organi solidi. Una struttura particolare, appunto, gestita sia da un punto di vista clinico che amministrativo dal centro medico della Pennsylvania. A 10 anni dalla sua nascita, adesso, all'ISMETT verranno avviati i programmi di ricerca scientifica. Un progetto ambizioso che potrà essere realizzato grazie all'inaugurazione della Cell Factory.

La Cell Factory nasce con lo scopo di avviare un programma di medicina rigenerativa che abbia come principale obiettivo quello di sperimentare nuove terapie per la cura delle insufficienze terminali d'organo.

E' stata realizzata grazie a un finanziamento dell'assessorato al Bilancio della Sicilia nel contesto di un programma di sostegno dell'Information and Communication Technology. I laboratori, i cui lavori sono iniziati a ottobre 2006, hanno infatti un'elevatissimo livello di informatizzazione per garantire la tracciabilità e la sicurezza dei progetti cellulari e, mediante sistemi di telemedicina e telescienza, sono collegati e collegabili ad altri laboratori nel mondo. Sarà uno dei progetti più innovativi sviluppati finora in Italia.

Costituita da tre laboratori GMP (Good Manufacturing Practices), che si estendono su 250 metri quadrati di camere bianche, al cui interno sarà possibile (con un sofisticatissimo apparato filtrante e un personale altamente specializzato, operante in tute quasi da astronauta) processare, conservare e distribuire cellule umane in grado di aiutare a rigenerare organi danneggiati, contribuendo a diminuire la sproporzione tra il numero dei pazienti che necessitano di un trapianto e il numero di organi disponibili. I tre laboratori potranno funzionare indipendentemente, consentendo di isolare simultaneamente tre differenti tipi di cellule per tre scopi clinici completamente diversi.

I filoni di ricerca e clinica saranno cinque:

- isolamento, in bioreattori adatti, e trapianto di epatociti a supporto di gravi insufficienze epatiche per pazienti in attesa di trapianto;
- infusione di staminali adulte, isolate dal midollo osseo, per riparare i danni nel muscolo cardiaco infartuato;
- isolamento, espansione e trapianto di cellule cutanee per la riparazione di gravi lesioni della pelle;
- isolamento per trapianto di cellule pancreatiche con l'obiettivo di curare pazienti affetti da gravi forme di diabete di tipo 1;
- isolamento di precursori cellulari del sistema immunitario dal midollo osseo di pazienti con malattie autoimmuni, trattatamento in vitro per ri-dirigerne l'attività, e auto-trapianto nel paziente stesso.

In aggiunta alla preparazione di cellule da trapiantare in sede i laboratori dell'ISMETT offriranno servizi di preparazione cellulare remota, permettendo ad altri centri di trapianto nazionali ed europei, che sono ancora deficitari di questo tipo di laboratori, di avviare un loro programma di trapianti cellulari.

Obiettivi altrettanto importanti saranno quelli di promuovere «training» di elevata qualità e cooperazione internazionale tramite l'utilizzo di sistemi di telemedicina, telescienza e teleaddestramento, permettendo a collaboratori e allievi di accedere ai nostri video da qualsiasi parte del mondo. Per di più, l'approccio telescientifico/telemedico permetterà al personale di laboratorio di ottenere consulti a distanza, in tempo reale, da esperti di tutto il mondo, anche a supporto di un valido servizio accademico.

 

di Massimo Trucco,
Hillman Professor of Pediatric Immunology dell'Università di Pittsburgh, direttore della Division of Immunogenetics del Children's Hospital of Pittsburgh e direttore scientifico dei laboratori «Cell Factory» dell'ISMETT.

Da La Stampa.it Scienza

31 maggio 2007

 

 

 

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