Continua l'entusiasmo attorno all'INGAP Peptide - il gene che ha curato il diabete in studi animali - per due motivi. Innanzitutto, circa 180 persone sono attualmente parte della 2ª fase dei trials clinici in 27 centri diversi sparsi in tutto il paese. E secondo, i ricercatori hanno fatto altre scoperte che offrono informazioni preziose su come l'INGAP lavora nel corpo.
E' in Corso la 2ª Fase dei Trials
Secondo quanto dichiarato da Giselle Galoustian, Direttore delle Comunicazioni del GMP Endotherapeutics, Inc., la fase attuale dell'investigazione clinica, iniziata lo scorso ottobre, dovrebbe continuare per tutto il 2004. Ne fanno parte circa 60 persone con diabete tipo 1 e 120 con diabete tipo 2 .
Questo e' un trial controllato con placebo, a doppio-cieco, casuale, cioe' i pazienti ricevono o il placebo, o 300 mg di INGAP, o 600 mg di INGAP, sempre per via sottocutanea, per circa 90 giorni. E' "controllato con placebo" nel senso che i gruppi che riceveranno l'INGAP verrano comparati con quelli che ricevono il placebo. E' casuale la scelta dei pazienti che ricevono la dose di INGAP o il placebo. Ed e' a "doppio-cieco", in quanto ne' i partecipanti al trial, ne' il team medico sapra' se il paziente sta assumendo il placebo o l'INGAP.
I ricercatori si aspettano molto da questo trial clinico. Prima di tutti, il Dr Aaron I. Vinik, Direttore della Ricerca allo Strelitz Diabetes Institutes dell'Eastern Virginia Medical School, uno dei primi scienziati a scoprire l'INGAP, che spera di scoprire che "la medicina continua ad essere sicura, e che puo' essere data ad un numero sempre maggiore di persone in quantita' sempre maggiori che nel primo trial"
Inoltre, visto che lo studio include sia pazienti Tipo 1 che pazienti Tipo 2, Giselle Galoustian spiega che potrebbe anche "offrire una prima panoramica sulla risposta differente tra i due tipi di pazienti".
I partecipanti a questo studio vi parteciperanno approssimativamente per 20 settimane. Alla visita di controllo, che avverra' ogni 1 o 2 settimane, verrano controllate le condizioni generali dei pazienti, come la pressione, le pulsazioni e la respirazione, saranno fatti prelievi di sangue. A casa, i partecipanti controlleranno e prenderanno nota della loro glicemia e delle dosi di insulina assunte e si somministreranno un'iniezione quotidiana del medicinale dello studio (sia esso l'INGAP o il placebo).
Le GMP Companies anticipano che ci vorra' qualche mese per analizzare tutti i dati, una volta completato il trial clinico.
Questa possibile cura contro il diabete e' co-sviluppata dalle GMP Companies e dalle Farmaceutiche Procter & Gamble. La P&G ha investito 5 milioni di dollari nella ricerca sull'INGAP e altri 24 milioni di dollari nelle GMP Companies .
INGAP e' l'acronimo di Islet Neogenesis Associated Protein (Proteina associata alla neogenesi delle isole n.d.t.). Iniettato negli animali, l'INGAP ha dimostrato di poter stimolare le cellule progenitrici inattive a creare nuove cellule beta, che poi si mettono a produrre insulina.
Mentre i pazienti partecipano a questo trial clinico, gli scienziati stanno contemporaneamente cercando di rispondere a domande importante sull'INGAP.
Scoperti Fattori di Trascrizione
Fino a questo momento, i ricercatori non capivano perche' potessero somministrare fortissime dosi di INGAP agli animale e cio' nonostante, ad un certo punto, la produzione di nuove cellule si interrompeva. C'era il timore che l'INGAP potesse causare una sovraprodduzione che potesse portare a formazioni tumorali.
Il Dr Vinik riferisce che e' stato scoperto un piccolo fattore che praticamente dice all'INGAP quando fermarsi.
L'INGAP stesso stimola un fattore di trascrizione chiamato PDX e questo fattore e' decisivo per lo sviluppo pancreatico cosi' come per lo sviluppo delle cellule beta delle isole", spiega il Dr Vinik.
Aver scoperto il PDX significa che i ricercatori hanno trovato il meccanismo omeostatico che frena la superproduzione delle nuove cellule. Il corpo umano ha molti meccanismi omeostatici. Ad esempio, quando il corpo si surriscalda, viene stimolata la sudorazione finche' la temperatura non torna normale. Questo impedisce che la temperatura del corpo salga, proprio come il PDX, blocca la produzione di troppe cellule.
"Cosa stiamo dicendo e' che il PDX dice al gene dell'INGAP quando fermarsi. Cosi' quando si stimola la produzione di PDX, non si ha sovraproduzione di cellule: se ne ha fino ad una certa quantita', cioe' si producono isole, finche' questo feed back non dice al gene dell'INGAP di "fermarsi".
Questo spiegherebbe perche' non c'e' una crescita incontrollata delle cellule negli animali che sono stati seguiti per un lungo periodo.
Gli Animali Transgenici
I ricercatori sono euforici anche per la creazione di animali transgenici. Il Dr Vinik voleva scoprire cosa sarebbe successo se un topo fosse riuscito a produrre la forma umana dell'INGAP. Il gene dell'INGAP e' stato cosi' immesso in un topo e il topo e' stato allevato per essere portatore del gene ed esprimerlo in vari siti. L'INGAP avrebbe dovuto manifestarsi nelle isole e nel tessuto acinoso, che e' il tessuto attorno alle isole.
Basandosi sulle loro precedenti scoperte, i ricercatori hanno ipotizzato che le cellule staminali dell'INGAP sono nel tessuto acinoso e che cio' vorrebbe significare che l'INGAP deve essere messo nel tessuto acinoso per formare nuove isole per curare o prevenire il diabete.
I topi sono stati allevati e si sono riprodotti, alcuni manifestando l'INGAP nel tessuto acinoso altri nelle isole. I ricercatori hanno reso diabetici i topi con la streptozotocina e Vinik ha detto: " Quelli che hanno manifestato l'INGAP nel tessuto acinoso sembra riescano a non contrarre il diabete, quelli che lo manifestano delle isole, no." La conclusione potrebbe essere che si debba agire sulle cellule acinose.
La scoperta del PDX e le informazioni ricavate dagli studi sugli animali transgenici sono molto importanti ed aiuteranno gli scienziati a portare questa ricerca ad un livello superiore. Cio' nonostante, ci sono ulteriori domande cui rispondere.
Si sta ancora lavorando in laboratorio per vedere se i diabetici tipo 1 avranno bisogno di assumere immunosoppressori insieme all'INGAP. Inoltre gli scienziati stanno anche cercando di scoprire quanto velocemente l'INGAP cominci a funzionare sugli uomini.
"Tutto il nostro lavoro sulla neogenesi delle isole e' stato fatto su criceti, topi, ratti, cani e scimmie," spiega il Dr Vinik. "Forse la risposta del sistema regolatorio umano e' molto piu' intensa di quella degli animali e quindi avremo bisogno di altre forze motrici".
Prima che lo studio passi al prossimo stadio, che sarebbe la Fase 2 b del programma, che di solito ottimizza dosi e posologia da sperimentare nella fase 3 del trial clinico, il Dr Vinik dice di voler "sapere come ottimizzare la frequenza delle dosi. In parte lo scopriremo dall'attuale studio, ma poi dovremo lavorare ancora con gli animali, ed e' quello che stiamo facendo ora."
Quando iniziera' il prossimo trial clinico? E' troppo presto per saperlo.
"Abbiamo molti progetti che dipenderanno dal risultato del trial" aggiunge Giselle Galoustian. "Lo sviluppo del protocollo per la prossima fase dell'investigazione clinica dell'INGAP peptide dipende proprio dai risultati e dalle informazioni che riceveremo dalla fase attuale della ricerca."
In passato molti hanno detto che la ricerca per una cura contro il diabete si e' mossa troppo lentamente. Possiamo dire proprio il contrario dell'INGAP. Secondo la Pharmaceutical Research and Manufacturers of America il processo di sviluppo di una medicina comporta normalmente dai 12 ai 15 anni di tempo. L'INGAP e' passato dagli studi sugli animali alla Fase 1 ed ora alla Fase 2 in soli due anni.
Da oltre 20 anni il Dr Vinik e' coinvolto in questa ricerca. Nel 1983, quando era endocrinologo all'Universita' del Michigan, un collega, il Dr Lawrence Rosemberg avvolse un pancreas di criceto in una pellicola di cellophane (Saran Wrap: e' una marca, n.d.t) per cercare di comprendere meglio il processo infiammatorio della malattia pancreatica. Il Dr Vinik, in un attimo che egli definisce di "SEREN-ITA'" (con un gioco di parole, visto che in inglese Saran, si legge "SEREN" n.d.t)) noto' che anziche' svilupparsi un'infiammazione, nel pancreas avvolto nella pellicola nascevano nuove isole. Cosi' comincio' la ricerca del Dr Vinik per scoprire come e perche' si sviluppavano queste isole e infine come riprodurre questo processo per curare il diabete.
Gia' nel 2000 il Dr Vinik aveva detto "Sono l'eterno ottimista e spero di vedere la cura durante la mia vita." Il trial clinico di cui parliamo, piu' quello che attualmente si sta tenendo in laboratorio rende il sogno un po' piu' vicino a diventare realta'.
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