Mantenendo fede al suo primo proposito, quello di dare il giusto rilievo a nuove ed originali direzioni di ricerca, l’edizione 2007 del Premio Sapio ha chiuso il suo ciclo di appuntamenti, prima della Giornata conclusiva, con il Convegno dal titolo “Stem Cell Research and Clinical Application”, che si è svolto sabato scorso presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, ha voluto infatti richiamare l’attenzione su un tema di incalzante attualità, che coinvolge i settori più all’avanguardia della ricerca scientifica e promette grandi progressi in termini di salute e aspettativa di vita.
Ricercatori, docenti ed esperti appartenenti ai più importanti centri di ricerca italiani e stranieri hanno fatto il punto degli studi condotti sulle cellule staminali su vari fronti, quali la neurologia, la cardiologia, l’oncologia e l’ambito della rigenerazione di tessuti.
Dall’utilizzo delle staminali, in questi ed altri settori, la scienza si aspetta progressi rivoluzionari: queste particolari cellule, se coltivate in opportune condizioni sono infatti in grado di moltiplicarsi e differenziarsi in cellule di diversi tessuti, dando origine a tutti i tipi di cellule presenti nell’organismo. Grazie a tale peculiare caratteristica, il loro impiego potrebbe consentire di curare patologie fino ad ora ritenute inguaribili, tra cui il diabete, il Parkinson, l’Alhzeimer, la sclerosi multipla, numerose malattie cardiache e, in futuro, alcune malattie tumorali.
Non è un caso che sia stata la città di Milano ad ospitare questo grande appuntamento: è nel capoluogo lombardo, infatti, in cui opera BioRep, una delle realtà più prestigiose in Europa. BioRep in Partnership con il Coriell Institute for Medical Research USA, costituisce la Banca di riferimento per l’identificazione di Biomarcatori del progetto “Corea di Huntinghton”. BioRep, unica realtà Italiana del suo genere, mette a disposizione dell’intera comunità scientifica servizi avanzatissimi che vanno dallo stoccaggio di materiale biologico ai servizi e alle ricerche di biologia cellulare e molecolare.
In Italia si è creata una vera “Leadership” nella ricerca sulle cellule staminali e questa giornata del Premio Sapio ha raccolto i maggiori esponenti del settore per discutere sulle potenzialità di queste cellule nel trattamento di alcune patologie importanti per la società.
Il Convegno “Stem Cell Research and Clinical Application”, è stato aperto dall’Ing. Pasquale De Blasio CEO della BioRep che ha introdotto gli obiettivi del convegno e ha illustrato l’importanza delle Biobanche per l’utilizzo delle Cellule Staminali nella ricerca e nella clinica.
Nel corso della Giornata di Studio, nella sua lectio magristralis sulle prospettive della Terapia Cellulare nei trapianti su pazienti con malattie neurodegenerative, la Prof.ssa Anne-Catherine Bachloud-Levi (Centre de Regerence CHU Henri Mondor-Creteil, FR) ha dimostrato attraverso numerosi studi sperimentali sugli animali, che l’impianto di neuroni striatali fetali permette di ripristinare i deficit clinici provocati sugli animali dalle lesioni neurodegenerative. Questi risultati sono stati la base di uno studio multicentrico organizzato dalla professoressa Bachloud-Levi riguardante il trapianto intracerebrale di cellule staminali neuronali provenienti da embrioni ottenuti da aborti volontari, in pazienti affetti dalla malattia di Huntington: su cinque pazienti, tre hanno mostrato marcati benefici clinici obiettivi a distanza di due e tre anni, inoltre la tomografia a emissione di positroni ha evidenziato che l’impianto era funzionante.
Questi miglioramenti hanno interessato tanto i sintomi motori (riduzione della corea e aumento della rapidità del movimento muscolare) che i deficit cognitivi (miglioramento del livello d’attenzione, delle funzioni esecutive, di attenzione, di pianificazione, della memoria e del linguaggio). Sul piano funzionale generale, tre pazienti hanno recuperato numerose delle capacità perdute da molti anni. La progressione della malattia ha però portato alla comparsa di ulteriori complicazioni cliniche che hanno alterato il metabolismo cerebrale e quindi, ad un nuovo aggravamento della malattia. La dottoressa ha concluso spiegando che sebbene la neuroprotezione indotta dal trapianto di cellule staminali non può fermare la progressione della malattia, può però ristabilire la funzionalità perduta.
Fra gli altri, di notevole rilievo è stato l’intervento del prof. Austin Smith, Direttore della Wellcome Trust Centre for Stem Cell Research al’Università di Cambridge (UK). Il Prof. Smith per molti anni ha studiato la biologia dello sviluppo del topo ed è pioniere dello studio sulle cellule staminali embrionali identificando quei fattori determinanti nel loro autorinnovamento oltre che a sviluppare una serie di sistemi di cultura in vitro delle cellule atte a generare diversi tipi di cellule del sistema nervoso centrale utilizzabili in diversi trial clinici.
Il prof. Smith è stato uno dei primi scienziati britannici ad iniziare la sperimentazione su cellule embrionali umane utilizzabili nella terapia oggi nota come “medicina rigenerativa”. L’obiettivo principale della sua ricerca è quello di determinare i requisiti minimi, in termine di fattori di crescita e di trascrizione, per mantenere le cellule staminali embrionali in uno stato indifferenziato ma proliferativi. Quei fattori atti a mantenere le cellule in uno stato di equilibrio tra autorinnovamento e differenziamento evadendo l’apoptosi (morte fisiologica cellulare).
La prof.ssa Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano, esperta per eccellenza sulla biologia di base delle cellule staminali neurali e progenitrici derivate dal cervello in fase di sviluppo ha messo in evidenza come per il tessuto cerebrale fetale, anche le cellule del cervello adulto presentino aree di attiva neurogenesi caratterizzate dalla presenza di cellule staminali e possono essere propagate in laboratorio in colture eterogenee e instabili.
Il team dei ricercatori guidati dalla Cattaneo hanno sviluppato meccanismi che consentono la propagazione omogenea, perenne e stabile di cellule staminali neurali (cellule NS) dotate di un elevato potenziale neurogenico e in grado di produrre neuroni elettrofisiologicamente attivi. Le cellule neuronali staminali offrono enormi possibilità di studio della biologia delle cellule staminali neurali e dei meccanismi alla base della neurodegenerazione oltre ad essere particolarmente adatte per lo screening di nuove molecole attive e per trapianti terapeutici. Inoltre il laboratorio della Cattaneo ha identificato alcuni segnali molecolari delle cellule staminali responsabili per la divisione e il differenziamento in neuroni, glia e astrociti.
L’obiettivo della sua ricerca è quello di investigare quei meccanismi di base responsabili della Corea di Huntington, una patologia neurodegenerativa del cervello in cui il trattamento con cellule staminali ingegnerizzate porterebbe ad una quasi completa remissione del fenotipo patologico.
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