Una fabbrica di cellule per avviare programmi di ricerca nel settore della medicina rigenerativa nasce all'Ismett, l'Istituto mediterraneo trapianti di Palermo.
La «cell factory», che si propone punto di riferimento e distribuzione in tutto il bacino del Mediterraneo, è costituita dai primi laboratori di produzione cellulare operanti secondo le norme di buona fabbricazione (good manufacturing practices) e interamente dedicati alla terapia cellulare per la cura dell'insufficienza funzionale terminale d'organo. Lo scopo è di avviare un programma di medicina rigenerativa per sperimentare nuove terapie delle insufficienze terminali d'organo attraverso l'utilizzo di prodotti cellulari. I laboratori sono stati realizzati grazie ad un finanziamento di circa 6 milioni di euro dell'assesorato al Bilancio della Regione Siciliana nel contesto di un programma di sostegno dell'information and communication technology, e rappresentano uno dei progetti più innovativi nel settore della ricerca avviati in Italia.
Tre i laboratori della «cell factory», su una superficie di 250 metri quadrati di camere bianche, al cui interno sarà possibile processare, conservare, e preparare per la distribuzione cellule umane in grado di aiutare a rigenerare organi danneggiati, per diminuire la sproporzione tra i pazienti bisognosi di un trapianto e il numero di organi disponibili. I tre laboratori potranno lavorare indipendentemente e parallelamente, consentendo in questo modo di isolare nello stesso tempo fino a tre differenti prodotti cellulari. Vi saranno impegnati una ventina di ricercatori, sotto la superivisione del professore Massimo Trucco, che dirigerà i programmi di ricerca. Trucco è considerato fra i massimi esperti al mondo nel campo della medicina rigenerativa e da più di 20 anni svolge la sua attività di ricerca nel negli Stati Uniti, dove è attualmente direttore dell'Istituto per la cura del diabete presso l'University of Pittsburgh Medical Center. Per un primo periodo, si dividerà fra Palermo e Pittsburgh, per poi trasferirsi definitivamente in Sicilia.
La «fabbrica» palermitana produrrà «isole di Langerhans» e cellule progenitrici fetali epatiche, pancreatiche ed epidermiche per uso clinico e sperimentale. Le terapie cellulari permetteranno di curare i diabetici, di riparare i danni del muscolo cardiaco o del rene, di aiutare i casi di insufficienza epatica (con il trapianto di epatociti) e di riparare lesioni della pelle (con il trapianto di cellule cutanee).
I filoni di ricerca e clinica saranno principalmente cinque.
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Il primo è relativo all'isolamento, in idonei bioreattori, di epatociti da trapiantare a supporto di gravi insufficienze epatiche per pazienti in attesa di trapianto di fegato, per arrestare la progressione dell'epatopatia fino al momento dell'operazione trapianto. Gli epatociti verranno isolati da fegati di feti derivanti da interruzioni di gravidanza. Queste cellule, dopo adeguata preparazione, verranno infuse nella milza o impiantate all'interno di un bioreattore, una strumentazione che funziona come un fegato artificiale, fornendo alle cellule l'ambiente di cui necessitano per esercitare le proprie funzioni fisiologiche.
- Il secondo settore è quello dell'infusione di cellule staminali adulte per riparare i danni nel muscolo cardiaco infartuato. In questo caso le cellule verranno prelevate dal midollo dell'individuo e poi rinfuse nel cuore con interventi di rivascolarizzazione coronarica. Le cellule staminali iniettate, rigenerando il muscolo danneggiato, miglioreranno la capacità del cuore di pompare sangue.
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Il terzo filone riguarda l'isolamento, l'espansione e il trapianto di cellule cutanee per la riparazione di gravi lesioni della pelle. Cellule staminali di epitelio dello stesso paziente possono essere coltivate ed espanse in vitro ed utilizzate per coprire permanentemente lesioni estese della cute e della mucosa.
- Il quarto ambito di attività si concentra sull'isolamento per trapianto di cellule pancreatiche con l'obiettivo di curare pazienti affetti da gravi forme di diabete di tipo 1. Le cellule in questo caso sono le «isole di Langerhans», prelevate da pancreas di donatore cadavere, purificate all'interno di un macchinario chiamato «camera di Ricordi» e poi reinfuse nel paziente.
Infine, la «cell factory» si occuperà dell'isolamento di precursori cellulari del sistema immunitario dal midollo osseo di pazienti con malattie autoimmuni. Le cellule verranno sottoposte a trattatamento in vitro per ridirigerne l'attività, e verranno poi autotrapiantate nel paziente stesso.
La «fabbrica» offrirà anche servizi di preparazione cellulare remota, permettendo ad altri centri di trapianto nazionali ed europei, che non hanno laboratori di produzione dedicati, di offrire un programma di trapianti cellulari. E' stata progettata per evitare ogni tipo di contaminazione tra i diversi laboratori e con l'esterno. Il delicato e complesso funzionamento dell'intera struttura viene gestito da un sistema di monitoraggio dei parametri ambientali e strumentali e da un controllo computerizzato. Oltre alla preparazione e distribuzione di cellule di elevata qualità da utilizzare per trapianti o ricerca, la «cell factory» funzionerà anche da centro di formazione a distanza grazie a sistemi di telemedicina e telescienza che consentono di ottenere teleconsulti remoti in tempo reale da esperti di qualsiasi parte del mondo.
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