'Nonostante il numero dei donatori sia cresciuto anche in Sicilia, continua ad ampliarsi la forbice, in Italia come in tutto il mondo, tra pazienti
in lista d'attesa per il trapianto e quantita' d'organi da poter innestare.
Ci siamo chiesti cosa fare e abbiamo capito che era necessario scommettere
sulla medicina rigenerativa'. Bruno Gridelli, direttore dell'Ismett, spiega cosi' la nascita della 'cell factory' nell'Istituto mediterraneo dei trapianti
di Palermo.
Un centro che si conferma, ancora una volta, all'avanguardia nel campo sanitario e della ricerca. La 'cell factory' e' in pratica una vera e propria fabbrica di cellule staminali e precursori, ma servira' anche per la ricerca scientifica. Sin dall'inizio
delle attivita', al suo interno lavoreranno 15 ricercatori (tra loro parecchi 'cervelli' siciliani tornati dagli States) che saranno affiancati da tecnici
di laboratori e personale amministrativo dell'Ismett.
L'iniziativa e' stata realizzata in tempi record, ed e' costata circa 6 milioni di euro, ottenuti
grazie a un finanziamento del ministero per l'innovazione tecnologica, erogato dall'assessorato al bilancio della Regione Siciliana nel contesto del programma
'Information and communication technology'.
Sotto la supervisione dello specialista di immunogenetica Massimo Trucco (direttore dell'istituto per la cura del diabete), la Cell factory si compone di
tre diversi laboratori Gmp (good manifacturing practices) per una superficie di 250 metri quadri di camere bianche, all'interno delle quali sara' possibile
processare, conservare e preparare cellule umane in grado di aiutare la rigenerazione di organi danneggiati.
'Ognuno dei laboratori puo' lavorare su uno
specifico progetto - spiega Trucco - o in alternativa possiamo concentrare gli sforzi in una sola direzione. Il nostro programma di massima prevede di avviare cinque linee di ricerca. La prima e' dedicata all'isolamento di epatociti adulti o fetali da trapiantare
a supporto di gravi insufficienze epatiche per pazienti in attesa di trapianto'. Si tratta di terapie 'ponte' che accompagnano per alcune settimane il
paziente al trapianto d'organo. 'Si procede - continua Trucco - mediante dei sondini all'infusione nella milza del ricevente per far si' che il fabbisogno
di epatociti venga colmato'.
La seconda ricerca verte sui precursori adulti del muscolo cardiaco. Prelevati dal paziente, a livello del midollo spinale, le staminali verranno iniettate
per favorire la cicatrizzazione. La cell factory si prepara anche all'isolamento, espansione e trapianto di cellule cutanee.
Per Trucco 'i fibroblasti
isolati in vitro verranno espansi e con il metodo dello spray serviranno alla cura dei grandi ustionati'.
La quarta e quinta linea di attivita' della factory
sono dedicate all'isolamento per trapianti di cellule pancreatiche, per la cura di pazienti affetti da diabete di tipo 1 e all'isolamento di precursori
cellulari del sistema immunitario dal midollo osseo di pazienti con malattie autoimmuni.
L'intera struttura viene considerata un gioiello della tecnologia.
'Costruita pensando alla sicurezza, il procedimento d'ingresso ai laboratori ricorda la fisionomia di un sommergibile - spiegano i tecnici dell'Ismett
- e sara' possibile anche lavorare in rete. Grazie a un sofisticato sistema di telemedicina, ogni apparecchiatura potra' essere utilizzata anche in remoto.
In pratica, l'osservazione al microscopio potra' avvenire anche da Miami o Pittsburgh'. E per dare un'idea della bonta' del progetto, proprio la factory
di Pittsburgh viene presa come parametro: i laboratori di Palermo sono tre volte piu' grandi di quelli dell'Upmc.
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