Sia che le cellule produttrici insulina del corpo siano distrutte (diabete tipo 1) o che il corpo sviluppi resistenza all'insulina o non ne produca abbastanza (diabete tipo 2) il corpo conserva ancora delle cellule progenitrici dalle quali nascono le isole. Quando l'INGAP Peptide (INGAP e' l'acronimo di Islet Neogenesis Associated Protein: Proteina Associata alla Rinascita delle isole, n.d.t.) e' stato iniettato negli animali, ha stimolato queste cellule progenitrici inattive a creare nuove cellule beta (le cellule che producono insulina) che a loro volta hanno iniziato a produrre insulina.
L'INGAP e' stata scoperta nel 1997 dal Dr Aaron I. Vinik , Direttore della Ricerca allo Strelitz Diabetes Institutes della Eastern Virginia Medical School e dal Dr Lawrence Rosemberg della McGill University di Montreal. Nel dicembre 2001, l'INGAP ha cominciato ad essere testato sugli uomini. Oggi le informazioni ottenute durante le prime due fasi dei trials umani (Fase 1 e 2 a) sono state inserite in un archivio per essere analizzate dalla GMP Endotherapeutics, Inc. e dalla Procter & Gamble Pharmaceutical , le compagnie che stanno sviluppando l'INGAP Peptide con lo scopo di metterlo in commercio.
Le fasi 1 e 2 a dei trials clinici sull'INGAP erano destinate a stabilirne la sicurezza nell'amministrarlo agli uomini in singole dosi crescenti e in piu' dosi ripetute. In totale hanno partecipato a questo studio 62 persone.
Nella fase 2 a i medici hanno iniettato intramuscolo una piccola dose di peptide nei partecipanti una volta al giorno, per 34 giorni.
Non sono stati segnalati effetti collaterali. Questi trials si sono tenuti al Texas Diabetes Institute dell'Universita' del Texas, a San Antonio, al Diabetes Care Center dell'Universita' del North Carolina, Chapel Hill, al MedStar Research Institute di Washington, DC e al Veteran's Administration San Diego Health Care System. Quando i dati delle prime due fasi dei trials sugli umani saranno disponibili, saranno controllati dall'Istitutional Review Boards (IRBs) di ogni centro clinico partecipante e infine dalla FDA prima di procedere alla fase successiva.
Nel frattempo, i ricercatori, anticipando i risultati favorevoli, stanno sviluppando un protocollo per il prossimo trial clinico, che sperano di poter iniziare entro la fine dell'anno. Secondo Gisele Galoustian, Direttore delle Comunicazioni delle GMP Companies, "La prossima fase dell'investigazione clinica sull'INGAP Peptide consistera' in 2 trials, uno per il diabete tipo 1 ed uno per il diabete tipo 2.
Complessivamente queste ricerche studieranno circa 160 partecipanti. Intendiamo utilizzare gli stessi centri clinici delle prime 2 fasi piu' qualche altro, ed i ricercatori che hanno gia' partecipato alle prime 2 fasi hanno gia' mostrato interesse nel partecipare a questi nuovi studi." La scelta finale dei centri si fara' nell'agosto 2003.
La Scienza sembra muoversi lentamente per i diabetici che sono stanchi di sentire "aspetta 5 anni" e " la cura e' dietro l'angolo".
Il Dr Vinik dice, "Ci vuole lo stesso tempo a programmare uno studio, che a realizzarlo. Cosi', per uno studio di circa 4 anni, ce ne vogliono altrettanti per pensare a tutto cio' che puo' succedere, che puo' andare storto in modo d'avere tutte le risposte pronte. Passiamo molto tempo a rivedere dettagli che possono sembrare piccoli alla maggior parte della gente, ma cosi' quando passeremo al protocollo, avremo un protocollo inconfutabile."
"Lo sviluppo dell'INGAP Peptide e' una priorita' delle GMP Companies e gli investimenti sono proporzionati ad un progetto di tale importanza" dice la Galoustian. "Mentre le agenzie di controllo determinano l'appropriatezza della commercializzazione di tale medicina, sia la P&G che le GMP stanno lavorando strenuamente affinche' l'INGAP Peptide sia disponibile al piu' presto."
Secondo la Pharmaceutical Research and Manufacturers of America, "Lo sviluppo delle medicine e la procedura di approvazione e' cosi' lenta - in media 12-15 anni - in gran parte perche' le compagnie e la FDA sono estremamente caute e meticolose nell'assicurarsi che i benefici dei medicinali siano piu' dei possibili rischi."
La buona notizia e' che dei composti (da 5000 a 10000) valutati, si stima che attualmente solo 250 siano ammessi alle sperimentazioni precliniche, e solo 5 di questi procedano nei test clinici.
L'INGAP, essendo stata ammessa alle fasi 1 e 2 a dei trials, ha compiuto un bel paso avanti verso l'approvazione da parte della FDA. Se e quando la FDA approvera' il passaggio dell'INGAP alla fase successiva della sperimentazione, i ricercatori si adopereranno per stabilire il dosaggio ottimale per l'efficacia massima del medicinale nei limiti di sicurezza stabiliti gia' nella fase 1 e 2 a, la modalita' di somministrazione e il tempo che ci vorra' per ottenere sugli uomini gli stessi effetti riscontrati sugli animali.
Nei loro laboratori, i ricercatori stanno lavorando per cercare di risolvere le incognite che ancora restano sull'INGAP, tra cui:
- Se una persona abbia o meno anticorpi contro l'INGAP e se, in questo caso, la persona possa comunque beneficiare dell'INGAP. Questo studio e' in corso, finanziato dalla Virginia Commonwealth Organization.
- Se l'INGAP sara' utilizzato da solo o combinato ad altri fattori.
- Come reagiscono il diabete tipo 1 e il tipo 2 all'INGAP?
- Se i dati riscontrati negli studi sugli animali sul ruolo di "risveglio" dell'INGAP sulle cellule staminali adulte per creare cellule beta produttrici di insulina siano veri anche per gli uomini.
- Se vi sia o meno il rischio di creare una produzione eccessiva di nuove cellule. Negli ultimi studi fatti sugli animali, le cellule non hanno prodotto insulina in eccesso e gli animali non sono mai diventati ipoglicemici. Le isole sono cresciute solo fino ad un certo punto e poi la crescita e' stata bloccata da componenti pancreatiche.
Alla 63° Sessione Scientifica dell'ADA lo scorso giugno sono stati presentati 3 studi differenti sull'INGAP. In breve, questi studi hanno scoperto indizi importanti sull'interruttore della neogenesi, prove che supportano il ruolo dell'INGAP quale punto chiave nella neogenesi delle isole e che la conversione del tessuto acinoso (tessuto non endocrino del pancreas) in isole e' mediato, almeno in parte, dall'INGAP.
Il Dr Vinik ha pubblicato un articolo nel Journal of Clinical Endocrinology su un paziente di Minneapolis che ha ricevuto un trapianto di pancreas. La glicemia e' scesa molto e quando e' stata effettuata una biopsia nel nuovo pancreas, sono state scoperte nuove cellule progenitrici. Queste cellule hanno formato nuove strutture insulari e tutte hanno prodotto insulina. Dice il Dr Vinik "Noi abbiamo pubblicato questo articolo perche' conferma le nostre scoperte negli animali per cui l'INGAP e' necessario per la crescita delle isole negli uomini."
Il Dr Vinik crede che " chiedendo ad un diabetico se accetterebbe di avere qualche ipoglicemia episodica, pur di eliminare il diabete, la risposta sarebbe positiva. E comunque a tutt'oggi le dosi che sono state utilizzate nelle specie animali non hanno causato alcuna super-produzione di cellule."
Con i ricercatori che stanno esplorando ogni possibile aspetto dell'INGAP questo e' un argomento che sara' trattato nei prossimi numeri dell'IFT. Siamo grati al Dr Vinik e alle GMP Companies per proseguire questa ricerca e speriamo che i risultati dei trial sugli umano siano paragonabili a quelli ottenuti sugli animali.
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