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Ricerche Usa-Giappone, cellule della pelle ringiovanite in staminali embrionali


Cellule somatiche adulte trasformate in staminali simili in tutto e per tutto a quelle embrionali. Pluripotenti, capaci cioè di differenziarsi e trasformarsi in diversi tipi di cellule, neuroni e tessuti cardiaci compresi. Il tutto senza bisogno di andare a toccare l'embrione, superando così i problemi etici. La quadratura del cerchio, insomma. Ad arrivarci, in modo indipendente, sono stati due gruppi di ricerca, che sono riusciti a riprogrammare cellule adulte di pelle umana per ottenere staminali.

Il lavoro del giapponese Shinya Yamanaka, pubblicato su Cell, è quello che ha fatto cambiare idea al papà di Dolly, Ian Wilmut , che nei giorni scorsi lo aveva anticipato, annunciando la sua rinuncia alla clonazione per seguire il metodo rivale del collega dell'Università di Kyoto. "E' più promettente, e crea meno problemi" aveva ammesso lo scienziato scozzese. Allo stesso risultato del giapponese è arrivata anche un'équipe statunitense nel laboratorio di James Thomson dell'università di Wisconsin-Madison, la cui ricerca è uscita su Science . Simile la tecnica, che consiste nel riprogrammare cellule adulte inserendo nel loro nucleo un cocktail di quattro geni attivi esclusivamente nello sviluppo embrionale. Le cellule "bambine" così ottenute hanno molto in comune con le embrionali.

Un risultato epocale, anche se gli scienziati vogliono essere prudenti: occorrono altri studi e accertamenti per essere certi che queste cellule siano davvero sicure e non presentino imprevisti. Ma le possibili applicazioni sono di assoluto interesse: in futuro, infatti, dallo stesso paziente si potrebbero prelevare le cellule da "ringiovanire", per un trattamento personalizzato e a prova di rigetto. La promessa è che queste nuove staminali artificiali abbiano come le "originali" il potere di trasformarsi per andare a formare nuovi organi e tessuti.

Per Carlo Alberto Redi è un salto in avanti importantissimo, che si commenta da sé. "In questo modo si hanno a disposizione cellule di tipo embrionale, senza dilemmi di tipo etico" spiega il genetista, direttore scientifico della fondazione Irccs-San Matteo Pavia. "Ma vale la pena ricordare che già nel 2001 il rapporto della Commissione Dulbecco voluto dall'allora ministro della Sanità Umberto Veronesi indicava questa stessa strada e sosteneva l'importanza di finanziare la riprogrammazione genetica per le staminali, per non coinvolgere direttamente l'embrione. Come sempre, da noi, il problema è quello dei fondi anche per un settore così promettente".

Sia Thomson che Yamanaka sono esperti del campo. Fu Thomson nel 1998 a derivare per primo cellule staminali da embrioni umani, mentre Yamanaka in un lavoro dello scorso anno aveva usato lo stesso cocktail chimico usato in quest'ultima ricerca per ottenere cellule staminali indotte, o Ips (Induced pluripotent stem) da cellule adulte nel topo.

In Italia, il gruppo guidato da Redi ha condotto ricerche nella stessa direzione, pubblicate su Cloning and Stem Cells, ricavando cellule embrionali artificiali da citoplasti, ricondizionando così cellule somatiche adulte a cellule di tipo embrionale.

Yamanaka ci tiene alla prudenza: "Su 50mila cellule umane, ne abbiamo ottenute una decina pluripotenti", dice. Ci vorrà tempo, poi, per arrivare a cure efficaci basate sulle staminali. E alcuni sostengono che sia ancora presto per accantonare altre linee di ricerca a favore di questa. Redi, però, non ha dubbi: "E' senza dubbio la via da seguire. Lo dice la storia della biologia e in soli dieci anni ci sono stati progressi molto significativi".

Di certo le cose da verificare sono ancora molte. E' importante vedere, ad esempio, che non ci siano alterazioni indesiderate e che non si sviluppino tumori. Thomson e Yamamaka seguono infatti il metodo della "retrotrascrizione" con geni della staminalità, spiega il genetista italiano. "In questo reshuffling si inserisce Dna nella cellula e bisogna essere sicuri che non si accenda qualche proto oncogene".

 

di Alessia Manfredi

da Repubblica.it

20 novembre 2007

 

 

 

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