Già dal titolo dato al libro bianco fresco di stampa, Call to action, in inglese per la maggior efficacia linguistica, si coglie la ferma volontà di dare un contributo forte sul fronte su cui hanno deciso di battersi: quello della prevenzione delle patologie cardiovascolari, responsabili del 44% dei decessi e che fanno prevedere un incremento della spesa sanitaria del 2% annuo.
Promotori dell'iniziativa, unica nel suo genere, 14 società scientifiche dei diversi specialisti del settore: dai cardiologi agli ipertensiologi, dai diabetologi agli internisti, dagli esperti dell'aterosclerosi a quelli della trombosi e della terapia clinica e sperimentale. E ancora: gli infermieri, i farmacisti e la federazione delle società medico-scientifiche. Tutti in campo insieme, vista la multidisciplinarità di queste patologie, hanno elaborato un piano di azione che si propone come riferimento per i prossimi anni per la politica sanitaria volta alla prevenzione delle patologie cardiovascolari. Destinatari il ministro della Salute, Asl, medici di famiglia, i media.
"Ogni anno si sfora la spesa sanitaria", dice Massimo Volpe, direttore della cattedra di Cardiologia alla II Facoltà di Medicina della Sapienza, di Roma, e presidente della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare, riunita a congresso a Genova, "e, se non si fa qualcosa, questo buco diventerà una voragine proprio a causa delle patologie cardiovascolari che già assorbono il 60% del totale della spesa".
Volpe è un fermo sostenitore del fatto che bisogna far capire alla gente che "prevenire si può": "Il 90% degli infarti sotto i 65 anni di età", dice, "è prevenibile controllando semplicemente i cinque fattori di rischio: pressione arteriosa, colesterolo, fumo, diabete, obesità".
Naturalmente i primi ad essere "called to action" dal libro bianco degli specialisti sono i medici di famiglia, che hanno un ruolo chiave nella prevenzione.
E per i politici, l'esempio da seguire potrebbe essere quello inglese: in Gran Bretagna hanno stanziato una sorta d'indennità di 6000 euro annue per ciascun medico per incentivarlo ad effettuare annualmente una serie di controlli sui pazienti a rischio. Il libro bianco propone almeno una misurazione della pressione arteriosa una volta l'anno e 2 volte in pazienti con valori superiori a 140/90.
Strategia simile anche nei casi d'aumento al di sopra della norma del livello di colesterolo.
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