Spesso i medici, quando prescrivono nuovi farmaci, omettono di fornire importanti informazioni ai pazienti su aspetti essenziali come le modalità di assunzione o i possibili effetti collaterali.
Gli autori di uno studio hanno analizzato come effettuavano le comunicazioni e la qualità delle informazioni fornite da 16 medici di famiglia, 18 internisti e 11 cardiologi.
Gli incontri venivano videoregistarti su nastro e la qualità della cominicazione veniva confrontata con una lista di qualità (nome del farmaco, motivo della prescrizione, durata della terapia, dosi e frequenza delle assunzioni, possibili effetti avversi).
Lo studio ha preso in considerazione 185 visite nelle quali vennero prescritti 243 nuovi farmaci. Il nome del farmaco veniva specificato nel 74% dei casi, lo scopo del trattamento nell'87%, per quanto doveva durare il trattamento nel 34% dei casi e i possibili effetti avversi nel 35%. La dose veniva indicata nel 55% dei casi e la frequenza delle somministrazioni nel 58%.
Gli autori concludono che spesso i medici non forniscono importanti elementi di conoscenza ai pazienti quando prescrivono nuovi farmaci e questo può portare ad un uso errato, a scarsa compliance e a maggiori eventi avversi.
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