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Trapianti: 7 mila pazienti in attesa di rene, solo un quarto viene operato


Sono circa 7 mila gli italiani affetti da insufficienza renale cronica in attesa di un rene. Un numero in crescita al quale però non corrisponde un aumento dei trapianti che nel nostro Paese si ferma a quota 1.700 interventi l'anno. La conseguenza è che poco meno di un quarto dei pazienti in lista d'attesa riceve un organo e può tornare a una vita normale.

E intanto i tempi si allungano: il calvario di un malato può durare anche 36 mesi. Questo il quadro denunciato dagli esperti che domani si incontreranno a Milano per discutere sulle 'Prospettive in tema di trapianto di rene da donatore vivente e di trapianto del pancreas'.

 ''La donazione da vivente - rilancia Cosimo Sansalone, responsabile della Struttura semplice di Trapianti di Rene/Pancreas all'ospedale Niguarda di Milano - è, al momento, l'unica fonte aggiuntiva di organi che consente di sottoporre a trapianto di rene un paziente con insufficienza renale cronica prima ancora del suo ingresso in dialisi. In più di 30 anni di esperienza non sono stati segnalati casi di problemi maggiori sul donatore in relazione diretta con l'atto di donazione del rene''. In molti Paesi occidentali, osserva Sansalone, la donazione da vivente costituisce il 30% dei trapianti di rene e in alcuni centri degli States sfiora addirittura il 50%.

 


 


(Adnkronos Salute)

13 novembre 2007

 

 

 

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