E' stato presentato ieri nella sala stampa del Senato il Progetto Camerun , una vera e propria cordata di solidarietà a favore del Paese africano, con l'obiettivo di arginare la piaga del diabete infantile e fornire le migliori pratiche d'assistenza ai bambini malati più bisognosi, in strutture locali e con personale medico locale appositamente formato.
Il Progetto Camerun, esempio di alleanza pubblico-privato tra IDF (International Diabetes Federation) i Club e la Rotary Foundation, con il sostegno della Fondazione Lilly , rientra nel 'Life for a child with diabetes Program' che l'IDF, dal 2000, ha predisposto per raccogliere fondi a sostegno di centri diabetologici pediatrici in molti Paesi emergenti. Attualmente, il programma è attivo in India, Filippine, Azerbaijan, Bolivia, Papua Nuova Guinea, Fiji, Romania e Montenegro, mentre con l'avvio del Progetto Camerun, l'attività di assistenza arriva anche nell'Africa subsahariana sostenuta dalla collaborazione con il Ministero della Salute del Camerun e le strutture sanitarie del Paese africano.
Il Progetto Camerun, che prenderà l'avvio proprio a partire da giugno 2007 ed avrà durata triennale, ha come obiettivo quello di fare entrare in un programma integrato di assistenza sanitaria 120 bambini insulino-dipendenti, in sei città: a Douala (la città più grande), a Yaounde (la capitale) e in altri 4 centri regionali salvandoli così da morte certa. Sei i centri diabetologici coinvolti nei quali saranno scelti i bambini più bisognosi tra quelli presenti regolarmente in clinica, e almeno 20 di loro saranno assistiti in ogni centro, con possibilità di un numero maggiore a Douala e Yaounde. I servizi sociali e i medici di ogni ospedale saranno, inoltre, coinvolti nella selezione dei piccoli pazienti, tutti d'età inferiore ai 15 anni, e il progetto sarà supervisionato dal Prof. Jean-Claude Mbanya, Presidente eletto IDF.
"Nel nostro paese - ha dichiarato Michael Tabong Kima, Ambasciatore del Camerun - sono molti i bambini che muoiono di diabete. L'ignoranza diffusa riguardo alla patologia, la grave insufficienza o totale mancanza di diagnosi precoce e l'inadeguatezza delle infrastrutture ne sono le cause principali. Il 'Progetto Camerun', rappresenta per noi una grande speranza perché permetterà di affrontare e risolvere, in parte, questi problemi di fondo. Per questo, il Ministro della Salute del Camerun, su invito dell'IDF, ha garantito che, se rimarrà soddisfatto del lavoro fatto, al termine dei tre anni s'impegnerà direttamente a mantenere e ad estendere il progetto in tutto il Paese".
"Non si tratta, di versare semplicemente un fondo per comprare medicine - ha spiegato Massimo Massi Benedetti, docente di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l'Università degli Studi di Perugia, Vice Presidente IDF e coordinatore del Progetto Camerun - ma di creare una trama di sostegno e aiuto, fatta di medicine, formazione di medici e infermieri e educazione della popolazione, all'interno del tessuto sanitario del Camerun. Senza sostituirlo, quindi, ma rafforzandolo. La cultura occidentale anche in materia sanitaria è toppo diversa per poter essere utilizzata così com'è in un paese come il Camerun. Basti pensare che là, insieme a medici riconosciuti, esistono anche 'guaritori' a cui buona parte della popolazione ancora si affida senza timore.
Per questo, il Progetto Camerun - ha proseguito Massi Benedetti che in ambito rotariano è anche Governatore incoming del distretto rotary international 2090 - ha ottenuto, oltre all'approvazione dei responsabili istituzionali, anche quella di figure 'tradizionali'. Non è possibile, infatti, muovere un dito all'interno delle città senza aver ottenuto l'approvazione dei capo-tribù, figure intoccabili che hanno, sul loro territorio, poteri sconfinati".
Grazie al sostegno della Fondazione Lilly, l'IDF, promotrice del Progetto, potrà contare sui fondi necessari per assistere nel migliore dei modi almeno 120 bambini per un periodo di tre anni. "Se in passato il diabete era una patologia che colpiva le nazioni più ricche e le classi più agiate - ha affermato Lorenzo Tallarigo, Presidente Lilly International - oggi registra, invece, una maggiore diffusione anche nei Paesi emergenti e nelle classi meno abbienti dei paesi industrializzati.
Nel 2025, come indicano ormai molte statistiche, nel mondo ci saranno oltre 300 milioni di persone con diabete e, pertanto, l'attuale capacità produttiva di insulina sarà del tutto insufficiente. È evidente, quindi, che, bisogna essere pronti con largo anticipo a gestire l'emergenza. Come Lilly, abbiamo già raccolto l'invito dell'OMS attivandoci per la costruzione di nuovi impianti produttivi, uno dei quali sta sorgendo proprio qui in Italia, dove dal prossimo anno saremo già in grado di produrre insulina destinata a tutto il mondo. Riteniamo, comunque, ugualmente importante lo sviluppo delle competenze mediche locali: per questo seguiamo, e sosteniamo con estrema partecipazione le iniziative messe in atto in tal senso. Oggi, in linea con questo impegno, la nostra Fondazione è felice di poter presentare con l'IDF e il Rotary questo importante progetto in Camerun".
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