Alcune ricerche indicano che dormire troppo poco o troppo a lungo ogni notte può aumentare il rischio di sviluppare il diabete 2, a prescindere da altri fattori.
"La durata del sonno può essere un nuovo fattore di rischio per lo sviluppo del diabete clinico", concludono i ricercatori in un articolo pubblicato sulla rivista Diabetes Care nel numero di marzo.
Il Dr. Henry Klar Yaggi e due colleghi, della Yale University di New Haven, Connecticut, USA, hanno studiato l'impatto a lungo termine (15 anni) della durata del sonno sull'insorgenza del diabete in oltre 1100 uomini di mezza età o anziani non diabetici, fra il 1987-1989, con un follow-up durato fino al 2004.
I pazienti che non dormivano più di 6 ore per notte e quelli che dormivano più di 8 ore si sono dimostrati molto più a rischio di sviluppare il diabete rispetto a chi dormiva regolarmente 7 o 8 ore.
Il rischio di diabete è risultato invece due volte più alto negli uomini che dormivano poco e più di tre volte maggiore in quelli che dormivano molto, in confronto alle persone che dormivano da 7 a 8 ore per notte.
"Questa distribuzione ad U del rischio rispetto alla durata del sonno era già stata osservata in precedenza in relazione alle patologie coronariche, tutte cause di mortalità e diabete nelle donne", ha dichiarato il Dr. Yaggi a Reuters Health.
Gli autori affermano che l'alto rischio correlato a un sonno troppo breve o troppo lungo "rimaneva sostanzialmente invariato" anche tenendo conto di altri fattori, come l'età, la pressione sanguigna, la circonferenza della vita e se il paziente era fumatore o non fumatore.
I rischi relativi sono tuttavia risultati "considerevolmente" ridotti prendendo in esame anche il testosterone: cio' lascia supporre che gli effetti del sonno sul diabete potrebbero essere mediati da modificazioni dei livelli di questo ormone.
10 marzo 2006 |