Milano, 17 marzo . - Un milione di diabetici. Tanti sono i lombardi che soffrono di diabete di tipo 2, ben un terzo dei malati che si contano sullintero territorio nazionale. Alla Lombardia, infatti, spetta la maglia nera per numero di malati, ma anche nel resto della Penisola le cose non vanno meglio. Il diabete, infatti, rappresenta ormai una vera e propria epidemia considerando che ogni anno 250 mila persone sviluppano il diabete, mentre ammonta ad almeno 1,5 milioni il numero dei malati che ignora di esserlo, un terzo nella sola Lombardia.
A loro gli esperti riuniti a Parma al convegno "Diabete, Dislipidemia e Dieta: l'approccio integrato al paziente", in programma oggi e domani, raccomandano pochi e semplici consigli per tenere d'occhio la patologia.
Lasciare l'automobile a casa per esempio, ma anche camminare almeno mezz'ora al giorno, smettere di fumare, controllare la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo e, soprattutto, non esagerare con il cibo. Anche perché il diabete si accompagna spesso ad altre patologie che minano la nostra salute.
Il diabetico - sottolinea infatti Antonio Pontiroli, presidente della Società italiana di diabetologia e ordinario di medicina interna all'Università di Milano, Ospedale San Paolo - ha un alto rischio cardiovascolare. Basti pensare che il 70% dei decessi nei diabetici è dovuto ad infarto o ictus. Il diabete, prosegue Pontiroli, è una malattia complessa contro cui è necessario utilizzare il maggior numero di armi possibile. E per ottenere la giusta compliance da parte del paziente è indispensabile coinvolgerlo nella cura e soprattutto personalizzare la terapia per renderla il più possibile vicina alle sue esigenze.
Per quanto riguarda la dieta, per esempio - prosegue l'esperto - sappiamo tutti che è più facile seguire un regime alimentare il più possibile simile alle proprie abitudini e non troppo restrittivo. Una dieta molto drastica, infatti, viene di solito seguita per brevi periodi. Importante è anche l'approccio alla dieta: non la si deve imporre consegnando un foglio pre-stampato, ma si deve educare il paziente a capire cosa si sta facendo e con che finalità. Altrettanto importante, infine, è tenere sotto controllo i risultati.
Un discorso analogo vale per l'adesione alla terapia farmacologia.
I pazienti diabetici o con sindrome metabolica sono spesso afflitti anche da altre malattie più o meno gravi, tra cui ad esempio la dislipidemia, e devono assumere contemporaneamente diversi farmaci che possono interagire fra loro e causare disturbi o veri e propri effetti collaterali.
Il problema della scarsa adesione alla terapia da parte dei pazienti politrattati è noto a noi farmacologi afferma Alberto Corsini, farmacologo dell'università degli Studi di Milano ma difficile da risolvere. I pazienti mal sopportano gli effetti collaterali e i disturbi legati all'assunzione di farmaci diversi e a lungo andare smettono di curarsi. L'unica arma a nostra disposizione - conclude l'esperto - è il ricorso a molecole di efficacia e tollerabilità garantite, che mettano al riparo da spiacevoli disturbi e da effetti collaterali, talvolta anche molto gravi.
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