Venerdì, 15 giugno
Fino a poco tempo fa’, i diabetici utilizzavano insulina suina per cercar di tener sotto controllo la propria glicemia.
I pazienti di questa malattia potrebbero presto avere un altro debito con i pancreas di maiale.
Ricercatori della Duke University sostengono di aver innestato cellule produttrici di insulina, prelevate da un suino, in un babbuino, facendo regredire la malattia nell’animale.
Nonostante i trapianti di insule da umani abbiano curato con successo alcuni diabetici, la scoperta è importante perché la quantità di insule umane, prelevate da cadavere, è troppo scarsa per curare un numero sufficiente di pazienti.
In America, ogni hanno ci sono circa 5000 pancreas disponibili per essere trapiantati, ma in effetti ne vengono trapiantati solo 1500. Attualmente i trapianti di insule richiedono 1 o 2 pancreas per ogni paziente.
I pancreas di maiale, invece, sono moltissimi. Ogni hanno si uccidono 90 milioni di maiali a scopi alimentari negli USA e questo numero sarebbe più che sufficiente per aiutare tutti i diabetici del paese.
I ricercatori della Duke hanno presentato i loro studi al Meeting Internazionale dell’Associazione Trapianti di Pancreas e Insule in corso a Innsbruck, in Austria.
Guidati da Emmanuel Opara, che dirige il programma di trapianti di insule, il gruppo ha prima distrutto le cellule produttrici di insulina del babbuino, rimuovendo il 90% del pancreas dell’animale, lasciandogliene abbastanza per digerire il suo cibo. Hanno poi eliminato il restante 10% con una medicina durante la procedura di trapianto, durante la quale hanno inserito circa 250.000 insule, prelevate da 3 maiali, nell’addome del babbuino.
Aree speciali del tessuto produttore l’ormone sono state ricoperte con uno scudo detto alginato, per proteggere il sistema immunitario del primate, ma con pori sufficientemente ampi da permettere il flusso di glucosio ed insulina.
Dopo l’intervento la glicemia del babbuino si è stabilizzata e nei 9 mesi successivi l’animale è rimasto insulinoindipendente.
Anche i livelli di C-peptide sono risultati normali. Questo è importante perché questa proteina protegge il cuore e i vasi sanguigni dai danni causati dal diabete e pare protegga anche altri organi.
Per il momento il sistema immunitario del babbuino ha accettato il trapianto e l’animale non ha avuto bisogno di altre insule per tenere la glicemia a livello ottimale.
I ricercatori hanno trapiantato altri 5 babbuini e presumono di poter iniziare la sperimentazione su pazienti umani entro un anno.
“Attualmente non sappiamo ogni quanto tempo i pazienti diabetici avranno bisogno di ricorrere ad innesti di insule, ma il babbuino che abbiamo trapiantato è ancora insulinoindipendente dopo il primo trattamento.”
Il Dr Hugh Auchincloss Jr., chirurgo all’Harvard University, dice che uno studio che coinvolga solo 6 babbuini è assolutamente preliminare. Ma comunque ha detto che non c’è motivo per credere che le cellule dei maiali non funzioneranno negli uomini, visto che i diabetici hanno usato e tollerato per anni l’insulina suina. (L’insulina suina è stata recentemente sostituita da insulina sintetica )
Il vero test sarà scoprire se il sistema immunitario rigetterà l’innesto.
La ricerca è stata in parte finanziata dalla MicroIslet Inc., una società biotecnologica di San Diego.
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