Il microinfusore serve solo alle persone con il diabete di tipo 1?
No, non solo. Può essere utilizzato anche nei diabetici di tipo 2 in trattamento insulinico, soprattutto se la necessità di assumere insulina insorge relativamente presto (prima dei 60 anni di età). Inoltre, una parte delle persone a cui è stato diagnosticato un diabete tipo 2 hanno in realtà una forma intermedia tra tipo-1 e tipo-2 caratterizzata da insufficiente produzione di insulina, poca o assente insulino-resistenza e presenza di autoanticorpi contro le insule pancreatiche. Questa forma, riconosciuta da pochi anni, è denominata LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults). In questi casi il microinfusore è in grado di mettere a disposizione le quantità aggiuntive di insulina che servono all'organismo.
Chiunque può mettere un microinfusore?
Potenzialmente qualsiasi paziente diabetico di tipo 1 o tipo 2 in terapia insulinica intensiva che non riesca diversamente a ottenere in controllo ottimale (glicata <7%). Sotto il profilo clinico vi sono delle priorità come un marcato fenomeno alba , frequenti ipoglicemie notturne, ipoglicemia asintomatica , stili di vita irregolari e imprevedibili. I candidati devono essere motivati a raggiungere un buon controllo glicemico ed eseguire adeguatamente l'automonitoraggio glicemico domiciliare. Quanto alle ragioni di esclusione, per quanto il microinfusore non sia difficile da utilizzare, attualmente si tende a non prescriverlo a persone che hanno seri problemi di vista, impedimenti nella manualità o difficoltà di tipo cognitivo come disturbi della memoria, difficoltà nella lettura e nel calcolo.
C'è un'età minima o massima per mettere il microinfusore?
No. I microinfusori sono stati sperimentati con ottimi risultati non solo su bambini in età prescolare ma perfino su bambini di 1 anno. La precisione necessaria a questi piccoli pazienti, che hanno bisogno di microdosi di insulina nell'ordine della mezza Unità o del quarto di Unità, è uno dei vantaggi del microinfusore rispetto alla terapia multiniettiva. All'altro estremo ci sono pazienti di 80 e più anni che utilizzano il microinfusore senza problemi, anche se generalmente si preferisce non iniziare questa terapia in età molto avanzata.
Che tipo di capacità sono richieste esattamente?
Avere familiarità con computer e apparecchi elettronici aiuta, ma non è indispensabile. Il microinfusore richiede una certa costanza, metodicità, igiene personale, ma lo stesso si può dire della terapia insulinica con iniezioni. In linea generale i Centri Diabetologici propongono il microinfusore a pazienti che:
• hanno mostrato una buona motivazione all'autocontrollo del diabete;
• hanno una certa confidenza con le tecnologie a disposizione (penne, lettori della glicemia);
• sono a conoscenza degli effetti sulla glicemia esercitati dal cibo, dall'attività fisica, dalle malattie o altro;
• conoscono concetti quali profilo di azione dell'insulina e schema insulinico e le tecniche di calcolo dei carboidrati alimentari ( CH2O counting ).
Cosa bisogna sapere prima di iniziare la terapia?
Ogni Centro di Diabetologia ha elaborato ed aggiorna continuamente specifici percorsi di formazione e addestramento per i pazienti con microinfusore. La situazione ideale è quella in cui il paziente, prima di installare il microinfusore, è nelle condizioni di:
• comprendere il funzionamento meccanico;
• inserire da solo il set di infusione;
• sapere come prevenire le infezioni;
• comprendere la differenza fra boli e velocità basali;
• determinare il suo indice insulina/carboidrati (I-Carb ratio) e saperlo applicare nel calcolo dei boli alimentari ;
• misurare la sua sensibilità all'insulina (SF) e saperla applicare al calcolo dei boli di correzione ;
• sapere come reagire alle situazioni più comuni di difficoltà;
• sapere quali iniezioni di insulina fare il giorno immediatamente precedente l'inizio del trattamento.
Cosa bisogna fare nei primi giorni di terapia?
• Tenere un diario dettagliato giorno per giorno
• Sapere quando è necessario fare un'iniezione di insulina
• Sapere quando e come controllare i chetoni nelle urine o nel sangue
• Sapere come rispondere alle situazioni di difficoltà.
Cosa bisogna imparare nelle prime settimane o nei primi mesi?
• Approfondire i rapporti fra glicemia e attività fisica, anche sulla base dei dati del diario
• Approfondire i rapporti fra glicemia e cibo (indice glicemico, calorie dei grassi)
• Saper variare i boli sulla base del contenuto di carboidrati assunti
• Saper impostare, o collaborare attivamente con il medico nell'impostare, profili multipli giornalieri e settimanali.
Quanto tempo serve per imparare?
Non bisogna pretendere di imparare tutto subito. Usare bene il microinfusore richiede una quantità di tempo, variabile da persona a persona. Come per tutti i processi di apprendimento basati sulla successione di tentativi ed errori, il più delle volte non è un processo lineare. Ci possono essere accelerazioni e rallentamenti, ma non bisogna mai scoraggiarsi. Nelle settimane precedenti e nelle prime settimane di utilizzo occorrerà dedicare abbastanza tempo per impratichirsi e per mettere a punto gli schemi terapeutici più adatti. L'importante è isolare i problemi che possono sorgere e risolverli uno alla volta. Dopo i primi due o tre mesi, in genere, gran parte del lavoro è fatto. Gradualmente si potrà decidere come e quando affinare le proprie conoscenze. Come del resto avviene con la terapia iniettiva classica, non si finisce mai di imparare; ogni giorno si può fare un'esperienza nuova e apprendere qualcosa che può servire a... vivere la vita come si vuole.
Per scrivere i diari posso contare sulla memoria del microinfusore?
Sì, tenendo presente però che la memoria del microinfusore non è molto estesa. In genere un microinfusore tiene in memoria gli ultimi boli effettuati (con data, ora e quantità), le dosi totali giornaliere, gli ultimi messaggi di errore e avvisi, le ultime correzioni delle velocità basali temporanee impostate e ovviamente gli schemi abituali delle basali. I dati possono essere letti sul display uno dopo l'altro. A differenza di un lettore per la glicemia che registra un solo parametro e facilmente tiene in memoria i dati degli ultimi 7 giorni, un microinfusore in genere memorizza solo i dati degli ultimi 2-3 giorni. Il diario quindi va aggiornato quotidianamente.
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