COPENHAGEN - Sempre più vicini a quello che molti chiamano 'pancreas artificiale', a un qualcosa cioé che, mimando le funzioni del pancreas, sia in grado di 'capire' in ogni momento quanta insulina serva all' organismo e gliela somministri. Il dispositivo presentato oggi al 42/o Congresso della Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) apertosi a Copenhagen, non è ancora questo, ma mostra come la tecnologia stia facendo passi da gigante.
Tecnologia, sì, perché si tratta, ancora una volta, di un software, in grado di rendere 'intelligente' il microinfusore che molte persone affette da diabete di tipo 1 (cosiddetto insulinodipendente) portano costantemente con sé, con l'ago sottopelle. Finora è stato possibile programmare il microinfusore, comunicargli cioé gli ordini del medico e indurlo a infondere insulina in una data quantità e alla data ora. Il dispositivo presentato a Copenhagen da Roche, va più in là: è un programma particolare che, inserito in un comune palmare, legge i valori glicemici rilevati dal glucometro, lo strumento che normalmente tre o quattro volte al giorno il diabetico usa per controllare il suo stato, e in base ad essi 'consiglia', sulla terapia da seguire, il paziente, che può così gestire meglio, e con maggiore consapevolezza, il suo infusore.
Attraverso il palmare, il paziente può avere sempre disponibile un quadro completo del proprio andamento glicemico e prendere quindi le decisioni più opportune. Il software permette anche di registrare informazioni relative alla pressione arteriosa, al valore dei corpi chetonici e all' emoglobina glicosilata, così da avere un quadro completo del proprio stato di salute. Nel corso di un simposio, a Copenhagen, sono stati resi noti i risultati di uno studio effettuato negli USA (Università del Colorado) su 123 pazienti seguiti per sei mesi: l'uso del dispositivo, ha detto Satish Garg del Barbara Davis Center della città di Aurora, "ha migliorato il controllo glicemico in tutti i pazienti, senza cambiare i dosaggi di insulina". Attualmente in Italia, su 100-150 mila persone affette da diabete di tipo 1, circa 4000 utilizzano un microinfusore (oltre al glucometro). Per loro, il nuovo dispositivo potrebbe essere un passo avanti verso il miglioramento della qualità di vita. Quale sarà l'ulteriore passo? La strada è segnata, rispondono gli esperti: il cerchio si chiuderà quando sarà lo stesso software del palmare, inserito nel microinfusore (e leggendo la glicemia attraverso la sua sonda sottopelle) a decidere se, quando e quanta insulina infondere. Ma questa è la storia del 'pancreas artificiale'...
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