Chi usa il microinfusore rischia meno ipoglicemie?
La risposta che viene da molti studi clinici controllati è sì: la terapia con microinfusore riduce la frequenza e la gravità delle ipoglicemie nella maggior parte dei pazienti. Del resto l'utilizzo di insuline a breve durata d'azione (rapide o ultrarapide), così come la maggiore precisione del dosaggio (fino a 1/10 di Unità di insulina) spiegano chiaramente questo vantaggio della microinfusione.
Come posso accorgermi di una ipoglicemia notturna?
Le ipoglicemie notturne provocano un sonno agitato con incubi e risvegli improvvisi. Ci si può svegliare con le palpitazioni e sudati. Le ipo notturne sono però perlopiù asintomatiche. Indizi al risveglio di una ipo notturna sono: il cuscino o gli indumenti inumiditi dal sudore, mal di testa o una sensazione di mente ‘annebbiata', problemi temporanei di memoria e una glicemia alta. Se si riscontrano questi sintomi è opportuno la sera seguente (o quella dopo ancora) puntare la sveglia e fare una glicemia alle 2 di notte.
Un'ipoglicemia notturna può avere effetti sulle glicemie della giornata?
Si, certamente. A un'ipoglicemia notturna importante l'organismo reagisce rilasciando ormoni iperglicemizzanti. Si tratta del cosiddetto effetto Somogy che si somma al fenomeno alba . Il risultato può essere un'inspiegabile variabilità delle glicemie durante la prima parte della giornata. Anche per questo chi usa il microinfusore riesce a evitare le ipo notturne e trova più facile gestire la glicemia durante la giornata.
Cosa è l'ipoglicemia asintomatica (hypoglycemia unawareness)
L' ipoglicemia asintomatica colpisce circa 1/5 delle persone con diabete di tipo 1, in genere dopo alcuni anni di malattia o nell'adolescenza, e consiste nella riduzione o scomparsa dei sintomi o dei prodromi di una crisi ipoglicemica. Mancando questi 'segnali di allerta' ci si accorge troppo tardi dell'ipoglicemia e questo rende spesso necessario il soccorso da parte di altre persone o il ricovero in ospedale. Studi recenti hanno dimostrato che i segni premonitori dell'ipoglicemia vengono avvertiti tanto più facilmente quanto più rare e modeste sono le ipoglicemie, e viceversa ipoglicemie frequenti e gravi abbassano la soglia di risposta dell'organismo. Si crea così un circolo vizioso nel quale il paziente, proprio perché va spesso in ipoglicemia non si accorge più dei segni premonitori, e a sua volta questa 'ridotta sensibilità' rende più serie e frequenti le ipoglicemie. Fortunatamente, la sensibilità all'ipoglicemia può essere almeno in parte ristabilita se si riesce a mantenere per alcune settimane un controllo ottimale. In questo senso il microinfusore, riducendo il numero e la serietà delle crisi ipoglicemiche, è considerato uno strumento importante per ristabilire la sensibilità all'insulina.
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