Cosa sono i ‘boli'?
Il ‘ bolo ' è una dose aggiuntiva di insulina erogata dal microinfusore in previsione dei pasti o per correggere una glicemia inaspettatamente alta. Anche nella terapia multiniettiva si fanno iniezioni di correzione, ma il microinfusore consente maggiore flessibilità e maggiore precisione.
Basta impostare sul microinfusore la quantità di insulina desiderata e premere un pulsante: l'insulina verrà automaticamente iniettata sottocute.
Come faccio a calcolare le unità di un bolo per un pasto o uno spuntino?
Quanta insulina servirà per ‘smaltire' il glucosio contenuto in un determinato pasto? Sappiamo bene che se il calcolo è sbagliato per difetto ci troveremo alcune ore dopo il pasto con la glicemia troppo alta. Se invece abbiamo esagerato potremmo avere, in qualche momento della digestione o dopo, una glicemia troppo bassa. Il calcolo contiene due fonti di variabilità. Una è individuale: “Quanto glucosio riesco a smaltire con 1 Unità di insulina?”, l'altra “Quanto glucosio è ‘nascosto' in questo pasto?” e varia a seconda del tipo di pasto. Alla prima domanda risponde un numero, un indice chiamato Rapporto Insulina-Carboidrati (I-Carb Ratio o ICR) che ha il vantaggio di essere relativamente stabile nel corso della sua vita. Questo indice definisce quanti grammi di glucosio sono bilanciati da 1 singola Unità di insulina. In alcuni pazienti l'insulina è molto efficiente e basta 1 Unità per metabolizzare il glucosio contenuto in 20 grammi di carboidrati (ICR=1/20). In altri 1 Unità arriva appena a ‘smaltire' il glucosio contenuto in 5 grammi di carboidrati (ICR=1/5).
Perché si parla solo di carboidrati?
Il nostro organismo trae l'energia necessaria da tre componenti: grassi, carboidrati e proteine. I grassi sono i più calorici, ma l'organismo non li brucia per produrre energia (se non quando sollecitato da un'attività fisica), li usa per rinnovare continuamente le membrane cellulari e li mette da parte come riserve di calorie. Anche le proteine non vengono 'bruciate' (tranne in casi particolari) in assenza di altri substrati energetici, ma vengono spezzettate per fare altre proteine. Rimangono i carboidrati, la risorsa energetica per eccellenza, quelli che hanno il maggiore impatto sulla glicemia costituendo la fonte principale (90%) del glucosio presente nel sangue. Possiamo quindi tralasciare proteine e grassi (almeno per il momento), così come le fibre che come è noto non danno un contributo energetico sostanziale, e concentrarci sui carboidrati.
Cosa è il calcolo dei carboidrati?
Il calcolo dei carboidrati è uno dei principali strumenti concettuali che il paziente diabetico deve imparare ad usare per adottare il microinfusore. Si tratta di calcolare con sufficiente approssimazione quanti grammi di carboidrati sono contenuti in una determinata porzione di cibo.
Per effettuare il calcolo dei carboidrati occorre sapere
• qual è il contenuto di carboidrati per unità di peso dell'alimento;
• qual è il peso della porzione che ci accingiamo a consumare. Per rispondere alla prima domanda bisogna memorizzare alcuni numeri e associare a ogni alimento il suo equivalente in carboidrati. Conoscendo quindi il quantitativo di carboidrati che apporterà quel pasto e la quantità di carboidrati "metabolizzati" da 1 unità di insulina, potremo calcolare il bolo. Il secondo passo consiste nel valutare il peso della porzione che ci si appresta a mangiare.
La valutazione della quantità di carboidrati presente nei pasti può essere effettuata in diversi modi:
• pesando a crudo gli alimenti (è il metodo più preciso ed attendibile, ma la sua attuazione nella pratica quotidiana può risultare scomoda);
• conoscendo in anticipo la capienza delle unità di misura e degli strumenti utilizzati per cucinare e servire in tavola (cucchiai, piatti, mestoli, tazze, ma anche ‘pugni').
Cosa è l'indice glicemico?
Stimare i carboidrati presenti in una porzione non basta. Alimenti contenenti quantità equivalenti di carboidrati, una volta ingeriti, possono dare valori di glicemia differenti. 20 grammi di carboidrati sotto forma di zucchero innalzano la glicemia entro 15 minuti. La stessa quantità sotto forma di pane avrà effetto in mezz'ora, sotto forma di pizza anche in 2 ore. Questo dipende dal fatto che il tempo necessario all'intestino per estrarre i carboidrati da un alimento dipende dalla complessità delle molecole dei carboidrati stessi, dal contenuto in fibre e grassi del pasto, e perfino dal grado di cottura dell'alimento (più sono crudi più sono lunghi da digerire). Come esprimere questo concetto con un numero? Se si prende come riferimento il pane bianco e si dà il valore 100 al tempo necessario per trasformarlo in glucosio, quello raggiunto da un'equivalente quantità in carboidrati di glucosio è superiore (138), quello del saccarosio è inferiore (86), quello del fruttosio ancora più basso (30). Questo valore, espresso in forma di percentuale, è chiamato Indice Glicemico (IG), può essere utile per prevedere da quando dal pasto avrò il maggior innalzamento glicemico.
Cosa è un bolo prolungato?
Il bolo è definito come una quantità di insulina relativamente grande messa in circolo in un breve periodo di tempo (per esempio 10 Unità in pochi minuti pari a 20-30 Unità/ora) ed è contrapposto alla basale che è un'infusione lenta che dura tutto il giorno (per esempio 1 Unità/ora). I microinfusori consentono però di programmare anche ‘ boli prolungati ' che sono una via di mezzo. La quantità di insulina necessaria viene ‘spalmata' su un arco di tempo maggiore dei boli usuali, per esempio 1-2 ore.
Quando è consigliabile il bolo prolungato?
Il bolo prolungato è preferibile al bolo classico quando ci si appresta a mangiare cibi con un basso indice glicemico (la pizza) o nel caso di pasti complessi o prolungati (matrimoni, feste, brunch). Visto che il bolo prolungato può essere interrotto, questa funzione è consigliata a chi può valutare l'entità del pasto che si appresta a fare ma non è sicuro di metabolizzarlo. Il caso classico è la persona che soffre di nausea (gravidanza) e potrebbe interrompere a metà il pasto. Il bolo prolungato può essere consigliato anche in caso di gastroparesi, una complicanza del diabete che rallenta lo svuotamento dello stomaco, o di altre condizioni di rallentata digestione quali reflusso gastroesofageo o ernia iatale.
Cosa è un bolo ‘a onda doppia'?
Concettualmente è molto simile al bolo prolungato: il paziente che non sa quanto mangerà o quanto durerà il pasto, programma due boli, uno prima del pasto (preprandiale) per coprire solo una certa quota di carboidrati che introdurrà, per esempio 6 Unità su 12, e l'altro più tardi (durante il pasto o subito dopo) quando è in grado di valutare correttamente il fabbisogno.
Cosa è la gastroparesi?
La gastroparesi è una complicanza (una forma di neuropatia autonomica) che colpisce i nervi che controllano i movimenti dell'apparato digerente . La condizione ritarda lo svuotamento dello stomaco e l'assorbimento intestinale. Se una persona con gastroparesi assume un bolo all'inizio del pasto, anche se il bolo è adeguato ai carboidrati che sta per mangiare, si troverà in ipoglicemia nelle prime 2-3 ore (molta insulina poco glucosio) e in iperglicemia dopo 6-8 ore, quando l'azione dell'insulina è finita ed il glucosio inizia ad essere assorbito dall'intestino. In questi casi è consigliabile un bolo prolungato.
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