È vero che con il microinfusore è più facile ingrassare?
Non esattamente. È vero - anche se è un po' paradossale - che un miglior controllo glicemico può inizialmente far ingrassare. Se l'iperglicemia supera una certa soglia, chiamata soglia renale, i reni lasciano uscire parte dello zucchero nelle urine modificando il rapporto calorie in entrata/in uscita. Le persone con diabete di tipo 2 che passano da una discreta iperglicemia ad un buon controllo glicemico non hanno più questa ‘scappatoia'. Il paziente scoprirà che la stessa quantità di calorie che assumeva prima porta a un aumento di peso. Questo ‘effetto collaterale' però non è tipico del microinfusore ma di tutti i trattamenti insulinici intensivi efficaci. Allo stesso modo si può dire che la terapia con insulina fa ingrassare in quanto l'insulina aiuta le cellule a ‘crescere'. La persona con diabete di tipo 2 che passa all'insulina può quindi notare inizialmente un aumento di peso. Al contrario però, la persona con diabete di tipo 1 che passa al microinfusore, vedendo ridotto il suo fabbisogno insulinico (in genere 1/4 in meno), noterà una minore difficoltà a mantenere il peso forma o addirittura dimagrirà leggermente.
In che senso il microinfusore fa dimagrire?
Molte persone, per prevenire o combattere le ipoglicemie, assumono carboidrati in più, le famose merendine o i dolci ‘in caso di ipoglicemia'. Il caso classico è lo spuntino dopo un esercizio fisico. Con il microinfusore, una volta impostata uno schema basale, non solo si riducono le ipoglicemie ma è anche possibile gestire le ipoglicemie da esercizio fisico senza bisogno di assumere carboidrati extra. Lo stesso discorso vale per i pasti. Chi usa un microinfusore non deve assumere quantità predeterminate di cibo e può quindi scegliere pasti più leggeri.
Con il microinfusore posso mangiare quello che voglio o quanto voglio?
Il microinfusore offre una maggiore libertà in quanto permette alla persona che conosce il calcolo dei carboidrati di mangiare quanto vuole mantenendo la glicemia in equilibrio. L'alimentazione deve però rimanere sana, variata, corretta ed equilibrata in quanto la persona con diabete di tipo 1 ha un alto rischio di aterosclerosi e di eventi cardiovascolari (infarto miocardico e ictus cerebrale) superiore alla media e non è il caso di aumentarli per una trascuratezza alimentare.
Quando faccio ‘partire' un bolo?
L'ideale è 10-15 minuti prima di iniziare il pasto. Se però è difficile prevedere quanto tempo passerà prima di iniziare effettivamente il pasto, ad esempio al ristorante, si può far 'partire' il bolo quando il cibo viene portato in tavola.
Posso fare il bolo dopo aver mangiato?
Questo è generalmente sconsigliato. Da quando si preme il pulsante al momento in cui l'insulina entra effettivamente nella circolazione sanguigna passano diverse decine di minuti. Quasi sicuramente quindi l'insulina arriverebbe ‘tardi'. Può essere indicato in bambini dalle abitudini alimentari irregolari o donne in gravidanza che non sanno all'inizio del pasto quanto riusciranno a mangiare prima di avere nausea, in caso di bassi valori glicemici pre-prandiali.
Che rapporto c'è fra peso e insulina?
Un rapporto molto stretto, come ben sanno le persone con il diabete di tipo 2 in sovrappeso. Basta un poco di grasso sulla pancia per creare insulino-resistenza. Ciò significa che per ottenere lo stesso effetto (per esempio per metabolizzare 1 grammo di carboidrati o ridurre di un punto la glicemia) bisognerà assumere più Unità di insulina.
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