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Microinfusore: le cose da sapere e da ricordare PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Maggio 2011 05:52

Il microinfusore è uno strumento che permette di mimare piuttosto accuratamente l’effetto naturale del nostro pancreas. Ha le dimensioni di un telefonino, è molto discreto e leggero per cui molto apprezzato dai giovani cui permette una gestione di vita più consona alle loro abitudini e ai loro desideri.
In America attualmente il microinfusore è utilizzato dal 40% circa delle persone con diabete di tipo 1 mentre in Italia viene utilizzato molto meno (da circa il 5% dei pazienti) anche se oggi la richiesta è in netto aumento.
È una bellissima scoperta ma non è adatta a tutti. Selezionare le persone per l’uso del microinfusore non è cosa semplice. Le indicazioni cliniche o quelle personali a volte non sono sufficienti. La persona con diabete deve soprattutto essere motivata, aver accettato la malattia, essere sostenuta dai familiari, sapersi autogestire. Deve essere consapevole che:

ci vorranno alcune settimane prima di essere in grado di gestire in modo autonomo il microinfusore
durante le prime settimane sarà necessario scrivere il diario alimentare sottolineando la quantità di carboidrati (CHO) contenuti nei pasti, la dose di insulina somministrata, le glicemie prima e dopo il pasto, gli eventuali spuntini, le glicemie della notte.
Il microinfusore permette una grande libertà di azione e un miglioramento dello stile di vita, ma non esonera la persona da controlli frequenti della glicemia. Il paziente deve essere in grado di gestire la malattia per cui deve:

conoscere l’insulina che usa
conoscere i principi nutritivi degli alimenti e saper fare la conta dei carboidrati
conoscere i concetti della glicoregolazione (come viene regolato il livello di glucosio nel sangue)
conoscere le nozioni basilari riguardo la terapia infusionale continua.
Riguardo al microinfusore deve:

essere in grado di programmare l’infusione e l’erogazione di insulina basale e dei boli
essere in grado di modificare la somministrazione di insulina basale e dei boli
conoscere le sedi dove va posizionata l’agocannula nel tessuto sottocutaneo
saper sostituire il set infusionale
saper identificare e gestire gli allarmi
saper gestire le emergenze (ipo e iperglicemie).
Deve essere informato su come “indossare” il microinfusore e acquisire nuove abitudini, riscoprire la fantasia nel trovare soluzioni personali.
Lo strumento può essere indossato sotto i vestiti, attaccato alla cintura, nel reggiseno, in tasca, purché venga mantenuto con l’uscita del catetere rivolto verso il basso. Di notte può essere attaccato ai pantaloni del pigiama, fissato al braccio o alla gamba, posizionato sotto il cuscino o appoggiato sul comodino. In questo caso sarà bene controllare che la lunghezza del catetere sia sufficiente. Le zone dove l’agocannula può essere inserita sono quelle usate per la terapia insulinica multi-iniettiva. La zona ideale è l’addome, facendo attenzione a mantenere una distanza dall’ombelico di 3-4 cm (zona ombelicale semaforo rosso!!) e potendo arrivare sino ai fianchi.

Questa zona è ideale perché l’assorbimento dell’insulina è rapido e costante. Evitate le zone con cicatrici, con lipodistrofie (accumulo di grasso in sede di iniezione) e la zona corrispondente alla cintura dei pantaloni.

L’agocannula va posizionata dopo una attenta e scrupolosa disinfezione della zona, per ridurre il rischio di infezioni. Ogni due o tre giorni, la zona di inserimento dell’agocannula va sostituita così come l’agocannula stessa e il catetere. La nuova sede deve essere distante da quella precedente di almeno 2-3 cm.

Tutti i giorni si deve controllare che l’agocannula sia esattamente in sede e che nel catetere non ci siano bolle d’aria, nel qual caso è necessario farle fuoriuscire disconnettendo temporaneamente il set d’infusione dall’agocannula. Altro accorgimento è di posizionare sempre il micro in posizione orizzontale o verticale/obliquo mantenendo l’uscita del catetere rivolta verso il basso. Così facendo le eventuali bolle d’aria contenute nella cartuccia andranno verso l’alto e non entreranno nel catetere se non a fine corsa dello stantuffo. Se si dovesse presentare arrossamento o irritazione in sede di inserzione dell’ago è sufficiente eseguire impacchi caldo-umidi per far regredire l’infiammazione ma, se ci fossero segni di una infezione più importante sarà opportuno rivolgersi al medico per iniziare una terapia antibiotica.

L’infezione in sede di infusione può essere evitata facendo sempre una accurata disinfezione della cute, ruotando regolarmente la sede di infusione e cambiando frequentemente il set di infusione. È opportuno avere sempre a disposizione un kit di emergenza nel caso in cui lo strumento sia irrimediabilmente rotto. Il kit deve contenere tutto il materiale per l’autocontrollo; lo zucchero; la penna o la siringa per insulina; l’insulina ad azione rapida e lenta; le strisce per la determinazione dei chetoni urinari.

Quando si parte per un viaggio in aereo, oltre a portare con sé il kit di emergenza è necessario avere anche una lettera che giustifica l’uso del microinfusore e del materiale di consumo (anche in inglese se si va all’estero) perché i metal detector negli aeroporti ne rilevano la presenza. Ricordarsi di portare i set infusionali, l’insulina, le penne e il materiale per l’autocontrollo in una borsa “per bagaglio a mano” da non inviare in stiva perché il freddo potrebbe deteriorarli. Durante le vacanze al mare, se si vogliono fare immersioni è necessario controllare che lo strumento sia predisposto a resistere sott’acqua e a quale profondità.

Chi fa i bagni in acqua di mare deve ricordare di pulirlo poi delicatamente dalla salsedine. In ogni caso nulla impedisce di staccare il micro, ricoprendo l’agocannula che rimane inserita nel sottocute. Da ricordare che la disconnessione dal microinfusore non dovrebbe durare più di un’ora per chi utilizza analoghi rapidi. Per durata maggiore sarà necessario somministrare dei boli extra di insulina secondo indicazioni fornite dal diabetologo.

Ricordate che, in caso di sauna o bagno di sole, è utile staccare la pompa poiché le alte temperature possono alterare l’insulina. Se si è soliti usare la doccia è sufficiente impiegare le apposite coperture impermeabili.
E infine, quali accortezze prima di un rapporto sessuale? Anche in questo caso nulla vieta di scollegare la pompa prima di fare l’amore.

Ricordarsi di ricollegare e non addormentarsi!

 

da Vivere il Diabete