Home » Diabete tipo 2 » Prevenzione » Fumo passivo e rischio diabete
 
Fumo passivo e rischio diabete PDF Stampa E-mail
Domenica 09 Aprile 2006 07:48

Il British Medical Journal ha pubblicato i risultati di uno studio prospettico (studio CARDIA) sugli effetti del fumo, sia attivo che passivo, sullo sviluppo dell’intolleranza al glucosio in giovani adulti.

Il risultati di questo studio dimostrano, per la prima volta, che respirare il fumo di altre persone aumenta il rischio di sviluppare intolleranza al glucosio, un disturbo considerato precursore del diabete.

Gli studiosi hanno esaminato 4572 persone di ambo i sessi, di eta' compresa tra i 18 e i 30 anni, in quattro città statunitensi, dividendoli in quattro categorie: fumatori, persone che non avevano mai fumato, né fumo attivo, né passivo, persone sottoposte a fumo passivo.

1386 soggetti erano fumatori, 621 erano stati fumatori, 1452 non avevano mai fumato ma esposti al fumo passivo, e 1113 non avevano mai fumato e non erano mai stati esposti a fumo passivo.

I pazienti sono poi stati seguiti per 15 anni per valutare lo sviluppo dell’introlleranza al glucosio, una condizione in cui l’organismo non riesce piu' a produrre abbastanza insulina per regolare i livelli di glucosio nel sangue.

Nel corso del follow-up il 16.7% dei pazienti ha sviluppato intolleranza al glucosio.

Secondi i risultati della ricerca, i fumatori avevano il rischio più alto e il 22% sviluppava intolleranza al glucosio nel corso della durata dello studio. I non fumatori che non erano esposti al fumo passivo avevano invece un rischio più basso, infatti meno del 12% sviluppava la condizione.

Tra i non fumatori, il 17% di quelli esposti a fumo passivo, sviluppava intolleranza al glucosio. Una percentuale più alta di quella (14%) riscontrata nel gruppo di ex-fumatori.

Dopo aggiustamento per fattori sociodemografici, biologici e comportamentali, i fumatori correnti e coloro che non avevano mai fumato, ma con esposizione al fumo passivo, hanno presentato un più alto rischio rispetto ai non fumatori senza esposizione al fumo passivo.

Il fumo passivo dunque espone le persone che non fumano a molte tossine, innescando reazioni chimiche che aumentano la concentrazione di alcune oltre i livelli respirati direttamente dai fumatori. Una di queste tossine può colpire in modo particolare il pancreas, l’organo che produce l’insulina.

I dati dello studio hanno indicato che esiste un ruolo sia del fumo attivo che del fumo passivo nel sviluppare intolleranza al glucosio nei giovani adulti

Mai prima di questo studio erano state raccolte prove sull’effetto in questo senso del fumo passivo. Ora, secondo gli autori della ricerca, occorrono ulteriori ricerche.

 

 

 

Houston T.K. et al, BMJ 2006

British Medical Journal , Aprile 2006

9 aprile 2006