Studio tutto italiano dimostra per la prima volta al mondo il legame stretto tra diabete e scompenso cardiaco Stampa
Venerdì 29 Maggio 2009 16:06

Che diabete e malattie cardiovascolari siano strettamente collegati tra loro non è un mistero. Anzi, sono molteplici le dimostrazioni del ruolo che il diabete con glicemia fuori controllo - tecnicamente, con emoglobina glicata (HbAc1) stabilmente superiore al 7% - ha nel rischio di andare incontro a disturbi cardiaci come angina, coronaropatia, infarto o a ictus. Ora, i risultati preliminari dello Studio DYDA (Left ventricular DYsfunction in DiAbetes), promosso dai Centri Studio dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), presentati in anteprima al XVII Congresso nazionale AMD in corso a Rimini, hanno decretato che il nemico più subdolo per il cuore diabetico non è l’infarto, ma lo scompenso cardiaco. Una forma di malattia cardiaca in grande espansione, che di fatto è la prima causa di mortalità nel nostro Paese (più di 270 i morti al giorno) e rappresenta il maggior costo in assoluto per degenza ospedaliera: oltre 600 milioni di euro ogni anno, con più di 500 ricoveri al giorno.

I ricercatori di AMD e ANMCO hanno infatti messo in evidenza, in uno studio epidemiologico, che 1 persona con diabete su 2 mostra segni ecocardiografici di disfunzione ventricolare sinistra, la porta d’ingresso nello scompenso cardiaco, senza mostrare alcun sintomo o aver manifestato precedentemente alcun disturbo cardiaco.

“Abbiamo visitato 960 persone con diabete e abbiamo scoperto che circa il 50% di loro mostrava disfunzione ventricolare sinistra, l’anticamera dello scompenso cardiaco - ha detto Marco Comaschi, coordinatore, insieme a Carlo Giorda e Mario Velussi, dello studio per conto del Centro studi AMD - Non solo. Abbiamo visto che peggiore è il controllo della glicemia, maggiore è il rischio di scompenso cardiaco, e che il rischio aumenta al crescere di sovrappeso, circonferenza della vita e ridotta attività fisica, ciascuno considerato un fattore di rischio assolutamente indipendente”.

Lo studio DYDA, iniziato nel 2007, intende valutare proprio il rapporto tra diabete e scompenso cardiaco e quali siano le condizioni associate alla comparsa di questa grave complicanza cardiovascolare in chi già soffre di diabete, cioè oltre 4 milioni di Italiani. I risultati definitivi sono attesi per il 2011.

da Salute Europa

29 maggio 2009