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Ridurre i valori pressori diminuisce la mortalità e gli eventi cardiovascolari PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Febbraio 2015 13:30

Ridurre la pressione nei pazienti con diabete di tipo 2 sembra diminuire il rischio di mortalità in una meta analisi di 40 studi clinici randomizzati pubblicata sul Journal of the American Medical Association.

Nell’analisi, una riduzione di 10 mmHg della pressione sistolica era associata a una riduzione significativa del rischio di mortalità per tutte le cause (risk ratio 0,87, 95% CI 0,78-0,96), di eventi cardiovascolari (RR 0,89, 95% CI 0,83-0,95), di eventi cardiaci coronarici (RR 0,88, 95% CI 0,80-0,98) e stroke (RR 0,73, 95% CI 0,64-0,83).

“Questi risultati sottolineano l’importanza di monitorare i livelli pressori nei pazienti con diabete di tipo 2 e della somministrazione di trattamenti antipertensivi in caso di valori pari o superiori a 140 mmHg”, spiegano gli autori.

Lo studio ha anche analizzato gli outcome micro vascolari e ha osservato che la riduzione di 10 mmHg della pressione sistolica è associata a una diminuzione del rischio di retinopatia (RR 0,87, 95% CI 0,76- 0,99) e albuminuria (RR 0,83, 95% CI 0,79-0,87).

Per la meta analisi, gli esperti hanno analizzato i dati di più di 100mila pazienti con diabete di tipo 2 che avevano partecipato a diversi trial clinici e sottoposti a terapia antipertensiva. Sono stati inclusi nell’analisi tutti gli studi dal 1966 al 2014 per i quali era possibile il calcolo del rischio di mortalità con un follow up da 6 mesi a più di 8 anni.

Nello studio è stata analizzata anche l’associazione tra l’uso di antipertensivi e eventi di insufficienza cardiaca o renale, che non è risultata significativa. Inoltre, l’associazione tra il trattamento e il rischio di outcome vascolari non era significativa per i diversi tipi di trattamento.

Gli esperti hanno osservato che l’evidenza dell’associazione era più forte quando nei trial venivano inclusi pazienti con una pressione sistolica basale uguale o superiore a 140 mmHg rispetto ai pazienti con un livello pressorio inferiore, ad eccezione dell’associazione con lo stroke, l’albuminuria e la retinopatia.

“I nostri risultati hanno il potenziale di portare a un cambiamento nelle attuali raccomandazioni che indicano come soglia per il ricorso al trattamento da 130 mmHg a 140 mmHg nei pazienti con diabete”, speigano gli autori.
“Ulteriori studi che valutino l’utilizzo dei trattamenti antipertensivi nel range 120-130 mmHg tra i soggetti diabetici ipertesi e non ipertesi potrà chiarire se la riduzione della pressione sistolica a un target inferiore a 130/80 mmHg possa ridurre il rischio vascolare rispetto a un target inferiore a 140/90 mmHg”, concludono gli esperti.

Source Reference: Emdin C et al, "Blood pressure lowering in type 2 diabetes: A systematic review and meta-analysis" JAMA 2015; 313(6): 603-615.

 

 

Da PHARMASTAR