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Il diabete di tipo 2 uccide più di quanto si pensi PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Febbraio 2017 20:16

Il diabete di tipo 2 rappresenta il 12% di tutte le cause di morte negli Stati Uniti, una percentuale significativamente maggiore di quella indicata da una precedente stima. Si presume che la stessa situazione ci sia in Italia, in altri paesi sviluppati e non solo.
La malattia, la cui frequenza è aumentata negli ultimi anni insieme all’obesità, è la terza causa di morte negli Usa, dopo le malattie cardiovascolari e il cancro, Lo dimostrano i risultati di un’indagine epidemiologica condotta dalle università di Pennsylvania e Boston, pubblicati su PLOS ONE.

Uno studio simile che aveva analizzato gli stessi dati nel periodo di tempo compreso tra il 1980 e il 1990 aveva mostrato che solo il 4% di tutte le morti negli Stati Uniti erano causate dal diabete.

Per questa nuova stima, Andrew Stokes, demografo dell’Università di Boston, ha analizzato un campione di più di 282mila individui, che avevano preso parte a studi precedenti come il National Health and Nutrition Examination Survey, o NHANES, e il National Health Interview Survey, o NHIS. Questo ha permesso all’esperto di seguire i partecipanti fino alla loro morte e fare un confronto tra i diabetici e non i diabetici.
Stokes e il suo team hanno trovato che la morte per diabete è stata finora in gran parte nascosta e che le persone con diabete hanno un tasso di mortalità del 90% superiore rispetto alle persone senza la malattia.

“Le statistiche annuali sul mortalità e longevità negli Usa avevano evidenziato fattori importanti di morte come quelli per farmaci, abuso di alcool e suicidio, ma mai per il diabete”, hanno detto i ricercatori.

“Questo perché le persone con diabete spesso muoiono di complicanze cardiovascolari e renali e quindi può essere difficile determinare l’esatta causa di morte. Questo questo crea ambiguità sul certificato di decesso e porta le statistiche a compilare erronee cause di mortalità”.
Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di avere una stima più accurata sul diabete e sulla mortalità che esso provoca, perché la patologia è diventata un’epidemia,soprattutto nei Paesi industrializzati.

Nel 1980, i Centri di prevenzione e controllo delle malattie (CDC) avevano stimato 5,53 milioni di persone con diabete negli Stati Uniti. Nel 2014, tale cifra era quasi quadruplicata, raggiungendo i 21,95 milioni, un aumento di circa il 300%.

“L’aspettativa di vita degli americani è aumentata molto lentamente nell’ultimo decennio ed è anche leggermente diminuita nel 2015”, ha detto Samuel Preston, professore di sociologia dell’Università della Pennsylvania.

“È molto probabile che l’obesità e il diabete insieme siano stati un fattore importante nel rallentamento dell’aumento della longevità”,  ha aggiunto, sostenendo l’importanza di determinare con più precisione il ruolo di queste patologie.



Andrew Stokes, Samuel H. Preston. Deaths Attributable to Diabetes in the United States: Comparison of Data Sources and Estimation 
Approaches. PLOS ONE, 2017; 12 (1): e0170219 DOI: 10.1371/journal.pone.0170219
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da PHARMASTAR.it